Per festeggiare il venticinquesimo anniversario dalla sua prima release, Reebok ha deciso di rilasciare una versione speciale delle iconiche Instapump Fury nella loro colorazione e forma originale. Derivate direttamente dagli sketch originali questa riedizione è stata prodotta in 1994 paia numerati singolarmente.
Il padre di questo modello è il leggendario Steven Smith, un veterano del design che ha lavorato a modelli famosissimi come le New Balance 574, 997 o 1500, passando per adidas con le Artillery o le Phantom 2 e da Nike con le Air Max 2009.
Le Fury sono inizialmente nate come uno "showpiece" per raggruppare all’interno di un’unica scarpa tutte le tecnologie allora a disposizione di Reebok: il sostegno dell’arco plantare in Carbonio, la suola con tecnologia Hexalite e, tecnologia maggiormente caratterizzante, la tomaia con il Pump integrato.
Reebok ha rilasciato stanotte una serie limitata della sneaker al prezzo di 180 euro, da domani saranno disponibili in alcuni retail selezionati.

Il ritorno di una rivoluzione: Reebok Instapump Fury OG A 25 anni dalla sua prima release | Image 1

La tecnologia PUMP, che sta per Performance Under Maximum Pressure secondo le pubblicità dell’epoca, ha rappresentato la più grande sfida per la realizzazione di questo iconico modello, doveva sostenere il piede senza bisogno di altre strutture portanti ma allo stesso tempo essere resistente e non perdere aria creando così un’esoscheletro che calzava perfettamente il piede di chiunque la indossasse. Appena furono pronti i primi prototipi definitivi furono sottoposti alla dirigenza di allora che decise di produrre immediatamente questo rivoluzionario modello dando come unica indicazione quella di abbandonare i colori accesi in forte contrasto tra loro per un più classico grigio, come voleva la tendenza dell’epoca per le scarpe tecniche da running. Fortunatamente ci si rese conto immediatamente che produrre delle Fury in toni di grigio avrebbe distrutto la sua grande capacità di essere una eye catcher e tornarono immediatamente sulla scelta cromatica originale.

Il ritorno di una rivoluzione: Reebok Instapump Fury OG A 25 anni dalla sua prima release | Image 0

Appena furono rilasciate ebbero un successo inaspettato, che si è poi protratto per oltre 20 anni, basti pensare che il frontman degli Aerosmith, Steven Tyler, le indossò durante la loro performance agli MTV Music Awards del 1994, Bjork è stata una grande amante del modello come testimoniano varie foto dell’epoca. A differenza di quanto accade oggi, queste star comprarono le scarpe in negozio dopo averle viste ed esserne rimasti stregati. Nello stesso anno furono incoronate dalla rivista Popular Science come “Best of What’s New” e furono anche esposte all’interno del London Design Museum.

Il ritorno di una rivoluzione: Reebok Instapump Fury OG A 25 anni dalla sua prima release | Image 2

Nel 2000 le Fury hanno catturato l’attenzione di Karl Lagerfeld che volle un paio esclusivo per Chanel e lo fece sfilare sulla passerella dello show Spring Summer 2001, peccato però che la collaborazione non vide mai la luce in via ufficiale ma rimase un regalo per Friends&Family.

Il ritorno di una rivoluzione: Reebok Instapump Fury OG A 25 anni dalla sua prima release | Image 0
Il ritorno di una rivoluzione: Reebok Instapump Fury OG A 25 anni dalla sua prima release | Image 1

Quella di Chanel non fu l’unica collaborazione di cui furono protagoniste le Fury, a più riprese furono reinterpretate da BAPE con il suo iconico Camouflage, e, in occasione del ventesimo anniversario, si contarono ben 20 collaborazioni con i migliori sneaker store del mondo. Nel 2016 Vetements iniziò il rapporto di collaborazione con Reebok proprio con un paio Fury che sembrava fossero state disegnate e scarabocchiate con i pennarelli.

Il ritorno di una rivoluzione: Reebok Instapump Fury OG A 25 anni dalla sua prima release | Image 3

Come disse Paul Litchfield, il designer della Reebok The PUMP:

"Se mettessimo una Fury su uno scaffale in vista 50 persone diranno che è la cosa più figa mai vista, 50 diranno che è la cosa più brutta mai vista, ma 100 persone sicuramente l’avranno notata".