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Il buon gusto dell'errore di ADER ERROR

Un'estetica ispirata alla cultura di Internet per la collezione FW18

Il buon gusto dell'errore di ADER ERROR Un'estetica ispirata alla cultura di Internet per la collezione FW18

Circa un anno fa nss magazine aveva inserito tra i brand of tomorrow il collettivo sud-coreano Ader Error. Ecco, il domani è arrivato e Ader Error non ha disatteso le aspettative.

ADER. La A sta per aestethic, la D per drawing. Un disegnatore alla ricerca di un’estetica ben precisa. Questo è il pensiero del collettivo nato nel 2014, con base a Seoul, ma anche a Parigi, Londra e New York. Ciò che mi colpisce maggiormente di questi ragazzi, di formazione accademica diversa, è l’incredibile maturità con cui trattano le forme della moda e i concetti che ruotano attorno a un capo. Sono riusciti a fare propri dettami che appartengono a una moda molto sofisticata, esperta e matura. 

La lezione di Rei Kawakubo (e degli stilisti giapponesi in generale) e di Martin Margiela, nei loro concetti di decostruzione, è perfettamente visibile. Tutto è inserito però con un’idea nuova, che rielabora la categoria estetica del cattivo gusto, cara a molti designer del 2018. Loro preferiscono chiamarlo ERROR. Di modelli imperfetti, foto sfocate e temi che disturbano sono pieni i fashion magazine. ADER ERROR, anche nell’ultimo anno, è stato fedele a se stesso, ha rielaborato questo tema, sfruttando la spontaneità nella distribuzione di dettagli e nelle scelte di styling.

Se volevamo accertarci del suo stato di salute, ecco, Ader Error sta bene. Lo dimostra anche la crescita continua che ha avuto sui social nell’ultimo anno. I followers su Instagram sono saliti da 289k a 465k, dimostrando quanto questo mascherato cattivo gusto abbia colpito definitivamente un po’ tutti. Le foto continuano ad essere essenziali, così come i video, ai limiti dell’inespressività, sfruttando delle references molto chiare. Un ulteriore passo in avanti, e forse una delle ragioni del successo ottenuto quest’anno, è la sperimentazione di nuove forme di comunicazione, non sfruttate prima dal brand. 

Ora, dopo l'incredibile successo ottenuto con la capsule collection realizzata con Puma, per la collezione FW18, intitolata Web Space, il collettivo sud-coreano si è lasciato ispirare ancora una volta dalla cultura e dall'immaginario dei primi anni in cui si diffondeva Internet e i siti web. Gli item proposti sono felpe dalle maniche lunghissime, dai colori forti e dal logo in primo piano, trench doppio petto dall'effetto unfinished e jeans dal gusto anni Novanta. 

Questi sono gli errori che continuano a guardare alle cose semplici che ci circondano, così come dice lo slogan del brand: But near missed things.