«Hai fatto dei vestiti, ma hai fatto moda?»: intervista ad Andrew Groves Abbiamo incontrato il professore, archivista e designer durante la Milan Fashion Week

Quando si parla di archivi della moda, la mente di tutti va immediatamente ai pezzi di sfilata. Ma non quella di Andrew Groves, fondatore e direttore del Westminster Menswear Archive, il primo archivio pubblico di moda maschile nel Regno Unito. Ciò che lo interessa maggiormente è quello che la moda può dire se collocata nel contesto della realtà e della storia, la testimonianza che è in grado di offrire, non tanto della fantasia astratta di certi designer, ma di come un capo specifico, anche anonimo, possa raccontare l’intersezione tra la storia del vestire e la società. «C’è qualcosa di bello quando si va in un archivio: si arriva con un’idea di cosa potrebbe esserci», ci ha detto. Un’idea che, tra parentesi, viene sempre in qualche modo sovvertita.

In occasione della Milano Fashion Week Uomo SS27, Groves e l’Università di Westminster hanno portato le collezioni finali degli studenti del Master of Fine Arts a Milano, per mostrarle negli spazi dello Slam Jam Center in Brera. Qui, accanto alle collezioni, è stata realizzata un’installazione dal titolo Visible Systems, in cui dieci oggetti del Westminster Menswear Archive vengono affiancati a dieci oggetti dell’Archivio Slam Jam attraverso una serie di abbinamenti tematici. L’idea è quella di creare coppie che leggano la moda come un insieme di sistemi: capi che nascondono e alterano il corpo, superfici che producono significato, visibilità che passa da semplice funzione a strumento di identificazione, ruoli e gerarchie sociali, equipaggiamento per il movimento e il lavoro, organizzazione dello spazio e della mobilità.

Allo stesso tempo, molti dei pezzi in mostra raccontano come il processo di design si evolva attraverso i prototipi, come semplici segni su capi ordinari possano modificarne il significato, come l’identità di design circoli attraverso oggetti brandizzati, e come copie e imitazioni manipolino il linguaggio del branding per generare nuovi significati. Una selezione che include, tra gli altri, magliette taroccate di Comme des Garçons e Supreme, tamburelli creati dalla Lidl per la reunion degli Oasis, caschi antisommossa della polizia, capi riflettenti funzionali abbinati a campioni di Alyx e Been Trill, oltre a prototipi, divise del personale e maglie da calcio personalizzate.

Per capire meglio come è stata costruita questa mostra e quale idea di moda vi sta dietro, abbiamo incontrato Andrew Groves allo Slam Jam Center per rivolgergli alcune domande.

«Hai fatto dei vestiti, ma hai fatto moda?»: intervista ad Andrew Groves by nss magazine

Abbiamo incontrato il professore, archivista e designer durante la Milan Fashion Week

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