
Chi è Clavicular e perché è alla Paris Fashion Week? Lo avevamo già visto in passerella da Elena Velez a New York
Ieri, nella corte del Musée des Archives Nationales, Braden Eric Peters, noto ai più come Clavicular, ha aperto lo show SS27 del brand californiano 424. È stato il secondo ingresso di Clavicular nella moda, dopo che Elena Velez lo aveva scelto per chiudere il suo show alla New York Fashion Week. La sua è una presenza naturalmente controversa (e vedremo a breve perché) ma è soprattutto sintomatica di un ecosistema di moda dove l’assenza di contenuto viene compensata dal buzz virale di figure problematiche o, come minimo, abbastanza cringe. Ma come mai tutti hanno così tante opinioni su Clavicular?
Chi è Clavicular?
@nssmagazine Clavicular just opened the 424 show in Paris! #clavicular #paris #pfw #fashionshow original sound - nxstalgic.audios
Braden Peters divenne Clavicular quando venne espulso dal college per possesso di steroidi nel dormitorio. Da lì, iniziò il passaggio alla monetizzazione del proprio percorso che da semplice fitness divenne looksmaxxing. Nel gergo di questa subcultura il percorso si chiama “ascensione” e Clavicular l’ha documentato attraverso streaming quotidiani, racconti dettagliati dei cicli ormonali, discussioni su proporzioni facciali e strategie di miglioramento. Una presenza online che gli frutta centinaia di migliaia di dollari al mese.
Così nasce Clavicular, soprannome che deriva dall'osso-feticcio della comunità looksmaxxing. Il looksmaxxing è la ricerca ossessiva di massimizzare la propria attrattività fisica attraverso una gerarchia di pratiche che vanno dai classici skincare e palestra fino a pratiche come il mewing e all’impiego di chirurgie, steroidi, tecniche controverse come il "bone smashing", ovvero colpirsi il viso con un martello per rimodellare le ossa.
A differenza dei biohacker che si nascondono dietro il discorso della salute e della longevità, Clavicular è brutalmente onesto: i suoi obiettivi dichiarati sono dominanza, status e desiderabilità. Questo lo rende, paradossalmente, più credibile agli occhi della sua audience ma anche più problematico agli occhi di tutti gli altri. Oltre che un po' ridicolo. Mesi fa, è stato avvistato in compagnia di Nick Fuentes, Andrew e Tristan Tate, sotto processo per stupro e traffico di esseri umani mentre cantava Heil Hitler di Kanye West.
Peters si è imbottito a tal punto di steroidi anabolizzanti e ormoni da diventare sterile a 19 anni e utilizzare micro-dosi di meth mescolata a ketamina e Adderall per restare magro. Vende anche pacchetti che illustrano il suo metodo per mantenere i suoi look e, secondo il NY Times i suoi stream su Kick gli fanno guadagnare 100mila dollari al mese. Durante questi stream ha iniettato peptidi dissolvi-grasso nelle guance della sua fidanzata di 17 anni per rimodellare la mascella e fatto iniezioni di Aqualyx, sempre un dissolvi-grasso, alla 19enne Jenny Popach.
Nel tempo la sua figura problematica si è molto ammorbidita. Da villain del web è diventato un po’ uno zimbello per i molti episodi cringe e per il curioso linguaggio della sua subcultura, tutto fatto di suffissi “-maxxing”, “cortisol spiking” e da altri looksmaxxxer con nomi degni di cattivi di Batman di serie B. I video che droppano ogni giorno lo mostrano in realtà come una persona un po’ danneggiata, quasi dolce e fragile sotto la pericolosità, stupidità e arroganza delle sue scelte. Le sue metamorfosi fisiche estreme ne hanno fatto più un oggetto di compatimento che di odio, anche se la sua influenza è terribile, e il suo stato di salute spesso preoccupante. Insomma, qualunque cosa faccia attira sempre più attenzione. Specialmente ora che è a Parigi.
Cosa ci fa Clavicular a Parigi?
@vibescape35 Thanks Paris #fyp #clavicular #paris #viral #humor son original - VibeScape
Braden Peters è arrivato a Parigi nei giorni della Fête de la Musique, con una canottiera "I love Paris" e l’apparente certezza di essere una star anche in Europa. Il suo metodo è lo stesso che ha costruito il suo seguito negli Stati Uniti: camminare per strada in live streaming su Kick e avvicinarsi alle donne con la telecamera accesa, pronunciando qualche pick-up line che le più disincantate ragazze francesi hanno rispedito al mittente.
Le interazioni sono molto divertenti e hanno suscitato molti commenti presso il pubblico americano. E il suo arrivo a Parigi arriva dopo due settimane di operazioni chirurgiche, specialmente al naso, che hanno tenuto il looksmaxxxer al centro dell’attenzione (e dei meme online) dopo i quali anche il suo aspetto è uscito leggermente alterato.
Una moda malata di engagement
Girls from the US are a lot more attractive than EU simply because the gene pool was devastated during WW2. All the good genes died in war, while the physically unfit stayed back and reproduced.
— Clavicular (@Clavicular0) June 22, 2026
Genetics are the number one factor in looks, but Looksmaxing still can bring… pic.twitter.com/8ob4Xwpbp9
Clavicular non è un'anomalia. È il prodotto più coerente di un ecosistema che ha smesso da tempo di selezionare in base al talento o all'estetica, e ha iniziato a selezionare in base alla capacità di generare conversazione. La moda ha sempre avuto un rapporto ambiguo con la provocazione, ma nell'epoca in cui i social trasformano ogni apparizione in evento virale, il confine tra provocazione e avallo di figure controverse diventa sempre più sottile.
Brand e media non scelgono davvero queste figure: vengono trascinati da esse. Ignorare Clavicular significa perdere il thread, il tweet, il TikTok. Coprirlo significa alimentarlo. Non esiste una via d'uscita neutrale. C'era un tempo in cui Tom Ford e Alexander McQueen causavano scandalo con la propria creatività, in cui esisteva un dialogo riconoscibile tra gli abiti e la controversia. Oggi quello spazio critico si è svuotato, e la provocazione è diventata un semplice strumento di visibilità.
Poche ore dopo lo show di 424, era già certo che per quanto riuscita fosse la collezione di Guillermo Andrade, non sarebbero stati i suoi abiti a restare nell'immaginario, ma la vetrina offerta a una figura del movimento maschilista. Ironicamente, della collezione si è a stento parlato. La moda si è raccontata per decenni come il luogo in cui la cultura si fa forma. Oggi, sempre più spesso, è il luogo in cui l'algoritmo si fa spettacolo.