Come è andato l’evento “A Study of Form” di Ploom e nss magazine al Fuorisalone 2026 Fioriino firma il quarto e ultimo capitolo dell’attivazione di Ploom per la Design Week
Dopo il successo dei capitoli passati di A Study of Milan and its AURA firmato da Ploom* e da nss magazine, a seguire A Study of Creation, è stato il turno dell’ultimo capitolo: A Study of Form, firmato dall'artista abruzzese Lorenzo Fioravanti, in arte Fioriino, diventato celebre sulle scene per le sue customizzazioni su oggetti di culto appartenenti all’immaginario collettivo contemporaneo.
Lorenzo Fioravanti si è affermato come un artista capace di trasformare ogni capo in un pezzo unico. La sua evoluzione creativa, dai primi denim customizzati alle collaborazioni con celebrità internazionali del calibro di Sfera Ebbasta e Kai Cenat, fino al sodalizio creativo con Domenico Formichetti, racconta una storia di autenticità e innovazione profondamente radicata nel Made in Italy. Il capitolo finale di Ploom, A Study of Form, prende ispirazione dal linguaggio essenziale, modulare e personalizzabile di Ploom*, esplorando la relazione tra forma, sperimentazione e artigianato contemporaneo. Il progetto ha preso il via con una open call rivolta a diverse università di design con sede a Milano, invitando gli studenti a reinterpretare e personalizzare un accessorio utilizzando materiali e tecniche creative differenti. I partecipanti selezionati hanno poi preso parte a un workshop dal vivo condotto da Lorenzo Fioravanti, durante il quale hanno potuto sviluppare le loro visioni, trasformandole in oggetti di design.
In questa occasione, la personalizzazione si trasforma in piattaforma creativa: l’ultimo capitolo di A Study of Milan and its AURA sottolinea come la forma diventi uno spazio per la sperimentazione e l'espressione, connettendo i designer emergenti con l'estetica in evoluzione della Milano contemporanea, di cui Ploom* si fa manifesto. Per l’occasione Fioriino ci ha raccontato la natura del suo processo creativo che ha dato vita alla sua pratica di customizzazione, a cui è ispirato il workshop.
“A Study of Milan and its AURA” è il titolo dell’attivazione tra nss magazine e Ploom. Qual è il tuo rapporto con Milano? E che ruolo ha la città nella costruzione della tua community e nelle collaborazioni con altri creativi?
Mi ricordo da ragazzino, quando salivo nel mio piccolo sgabuzzino a pitturare per passatempo, di sognare quello che, per fortuna, posso dire di svolgere oggi come lavoro, e soprattutto di farlo nel maggior numero delle occasioni, a Milano. Le prime volte in questa città sono state di grande aiuto, per allargare il mio campo visivo su tutto ciò che mi sarebbe interessato nel futuro. Nel conoscere persone con le mie stesse passioni e altre totalmente distaccate dal mio mondo. Quindi Milano è stata sicuramente fondamentale per il mio percorso, quello che sono oggi è grazie a tutte le realtà diverse incrociate nel corso degli anni.
Cosa significa per te sperimentare con i materiali e le tecniche di customizzazione? Cosa si nasconde dietro questo gesto trasformativo? E che valore ha per te lavorare su oggetti già radicati nell’immaginario collettivo?
Customizzare per me significa rompere e disturbare la serialità industriale di un qualsiasi oggetto prodotto in migliaia di esemplari, per dargli una nuova e diversa anima. Quando ero piccolissimo, i miei genitori erano tornati dal centro commerciale con diversi utensili da cucina e ricordo di aver preso un mestolo in legno appena comprato e di avergli disegnato una faccia sorridente sopra con i miei pennarelli. Mi è sempre rimasto in mente, credo che tutto quello che faccio abbia radice in quell’attimo. Infatti per me, gli attuali oggetti del desiderio resteranno per sempre dei mestoli di legno.
Qual è il tuo rapporto con il concetto di “nuovo” e con la viralità? In un sistema ossessionato dalla novità, che valore le attribuisci davvero?
Non so bene ormai cosa possa significare “nuovo” oggi, per me il vero valore non è creare qualcosa di mai esistito, ma dare una nuova vita a ciò che già esiste. Infatti il vero “nuovo” sta nel fermarsi ad osservare ogni singolo dettaglio. Mentre la viralità è solo un acceleratore, per far arrivare un messaggio più velocemente a più persone, ma non è quello il mio obiettivo.
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