10 cose da fare a Venezia in occasione della Biennale Arte 2026 Alla scoperta delle migliori iniziative in città
Venezia da sempre affascina visitatori provenienti da tutto il mondo e, tra tutti i mesi, maggio rappresenta un momento germinale per la città: è infatti il periodo in cui si inaugura la Biennale d'Arte di Venezia, con i suoi padiglioni e gli eventi collaterali, configurandosi come uno degli appuntamenti più rilevanti del panorama artistico contemporaneo internazionale. È proprio l’energia creativa che attraversa questo evento a riattivare Venezia che, pur immersa durante l’anno in una malinconia sospesa e in un romanticismo quasi anacronistico, in queste settimane rivela nuove stratificazioni, nuovi ritmi e prospettive.
Il tessuto urbano della città, tra calli, ponti e canali, costruisce una trama fitta e talvolta dispersiva, in cui è facile perdersi, ma è forse proprio così che si vive un’esperienza più autentica. Lasciarsi attraversare dall'energia di Venezia significa accettarne il disorientamento e trasformarlo in scoperta. Qui la creatività si respira come una presenza diffusa, rendendo la città un terreno fertile per nuove iniziative culturali e happening artistici.
Per cogliere una Venezia più intima e stratificata, fatta di dettagli e frammenti di una quotidianità veneziana, ecco 10 cose da fare a Venezia questo maggio.
The Galeazze Project
Il 5 e 6 maggio, in occasione dell’apertura della Biennale Arte 2026, le Galeazze dell’Arsenale Nord di Venezia, aperte al pubblico per la prima volta, ospiteranno The Galeazze Project: una performance concepita dall’artista e coreografo Faustin Linyekula, in collaborazione con il musicista Heru Shabaka-Ra, curata da Edoardo Lazzari e Scuola Piccola Zattere. The Galeazze Project sarà aperta al pubblico su registrazione e nasce da un processo sviluppato in relazione diretta con il contesto. L’intervento prende forma a partire dall’architettura delle Galeazze, assumendone scala, caratteristiche materiali e condizioni operative come elementi centrali della creazione.
Il progetto coinvolge performer e musicistə locali fin dalle fasi di creazione, dando forma a una collaborazione site-based in cui pratiche e competenze si intrecciano. L’intervento assume la forma di un cantiere temporaneo: materiali, piattaforme, impalcature e fonti luminose delineano un ambiente in continua trasformazione. L’intervento spaziale, sviluppato da Cosimo Ferrigolo e Dirk Bell, organizza uno spazio dinamico e operativo, il cui suolo si configura come terreno di lavoro, mentre un sistema luminoso discontinuo accompagna i corpi, rendendoli visibili o sottraendoli allo sguardo.
The Venice Venice Hotel
The Venice Venice Hotel si inserisce nel panorama veneziano come progetto di hospitality che trasforma un edificio storico sul Canal Grande in un’esperienza immersiva tra memoria e contemporaneità. A Palazzo Ca’ da Mosto, l'hotel restituisce centralità a uno degli edifici più antichi della città attraverso una visione che unisce restauro e reinvenzione. Le camere, concepite come spazi aperti sul paesaggio, trasformano la città in parte integrante dell’esperienza abitativa. L’identità gastronomica attraversa registri differenti, dalla tradizione veneziana alla cucina internazionale, restituendo una proposta culinaria che riflette la natura stratificata e continua della città stessa.
Fondazione Prada - Helter Skelter: Arthur Jafa and Richard Prince
Alla sede veneziana di Ca’ Corner della Regina, Fondazione Prada presenta Helter Skelter: Arthur Jafa and Richard Prince, a cura di Nancy Spector, mettendo in dialogo le pratiche di Arthur Jafa e Richard Prince. La mostra costruisce una relazione tra oltre cinquanta opere tra fotografia, video, installazione e pittura, includendo lavori inediti e una zine realizzata dai due artisti. Il percorso espositivo si sviluppa per accostamenti tematici e tensioni visive, generando un confronto continuo tra linguaggi e immaginari, riflettendo sulla cultura visiva americana come campo stratificato di contraddizioni, dove memoria storica, cultura pop, musica e identità si sovrappongono senza gerarchie, in un sistema volutamente frammentato e instabile.
Dries Van Noten Foundation - The Only True Protest Is Beauty
A Palazzo Pisani Moretta, la fondazione Dries Van Noten presenta The Only True Protest Is Beauty, un’esplorazione della bellezza come processo relazionale. Il progetto riunisce opere di diversi autori in un sistema di corrispondenze e contrasti, in cui artigianato, materia e gesto diventano strumenti di pensiero. L’architettura di Palazzo Pisani Moretta non funge da semplice contenitore, ma partecipa attivamente alla costruzione dell’esperienza. Il fare viene inteso come pratica di conoscenza: ogni opera attiva una riflessione sulla trasformazione della materia e sulla dimensione emotiva del processo creativo.
Horst P. Horst – La Geometria della Grazia
Alle Stanze della Fotografia, sull’Isola di San Giorgio Maggiore, la mostra Horst P. Horst. La Geometria della Grazia dedica un’ampia retrospettiva al lavoro di Horst P. Horst, con oltre 300 opere tra fotografie, stampe vintage e materiali d’archivio. Il percorso, curato da Anne Morin e Denis Curti, indaga la costruzione dell’immagine come equilibrio tra forma, luce e composizione. La fotografia viene letta come linguaggio architettonico, capace di fondere classicismo e modernità, in cui ritratti e composizioni iconiche dialogano con figure centrali del Novecento, restituendo una visione coerente della fotografia come spazio estetico e culturale.
Marina Abramović – Transforming Energy
Alle Gallerie dell’Accademia, Marina Abramović presenta Transforming Energy, una mostra che attiva un dialogo diretto tra l'arte performativa contemporanea e il patrimonio rinascimentale veneziano. Curata da Shai Baitel, l’esposizione si sviluppa tra collezione permanente e spazi temporanei, costruendo una continuità tra epoche e linguaggi. Il pubblico è coinvolto attraverso dispositivi interattivi che attivano una dimensione fisica ed energetica dell’esperienza. Opere storiche e nuove produzioni esplorano resistenza, vulnerabilità e trasformazione, facendo del corpo il principale strumento di relazione tra spazio e memoria.
Il Palazzo Experimental
Il Palazzo Experimental si colloca a Dorsoduro come spazio in cui hospitality e identità culturale si sovrappongono. Affacciato sulle Zattere, l’edificio storico viene reinterpretato attraverso un linguaggio contemporaneo che valorizza materiali, luce e atmosfera. Gli interni costruiscono un equilibrio tra memoria e design contemporaneo, mentre le camere diventano punti di affaccio sul paesaggio urbano. Il ristorante Adriatica e l’Experimental Cocktail Club estendono l’esperienza in una dimensione conviviale e gastronomica che riflette il rapporto tra la città e la sua cultura.
Libreria Rupture
La sede veneziana di Rupture, libreria concettuale fondata da Alexandre Sap e Anne-Marie Gaultier, si configura come spazio ibrido tra libreria, galleria e laboratorio creativo. Il progetto nasce come estensione di una rete culturale internazionale e interpreta il libro come organismo aperto, in dialogo con suono, immagine e produzione contemporanea. La libreria si espande così in un ecosistema culturale che comprende anche produzione discografica e podcast, ridefinendo la lettura come esperienza immersiva e trasversale.
If All Time Is Eternally Present
Sulla facciata di Palazzo Nervi Scattolin prende forma If All Time Is Eternally Present, progetto della Pier Luigi Nervi Foundation con opere video di Kandis Williams, Meriem Bennani, Orian Barki e Tai Shani, realizzato con il supporto di Bottega Veneta. L’intervento trasforma lo spazio architettonico in superficie di proiezione pubblica, attivando un dialogo tra immagini in movimento, spazio urbano e percezione collettiva. Le opere si inseriscono nel tessuto urbano come dispositivi notturni di visione. Inoltre, il progetto inaugura un ciclo di interventi dedicati alla relazione tra pratiche artistiche contemporanee e ambiente circostante, in linea con la missione della Fondazione.
Naranzaria
Nel cuore di Rialto, la Naranzaria si sviluppa all’interno delle antiche Fabbriche Vecchie, reinterpretando la memoria mercantile della città e il suo legame storico con gli scambi mediterranei. Lo spazio restituisce l’identità originaria del luogo attraverso una cucina che intreccia tradizione veneziana, produzione locale e ricerca gastronomica contemporanea. Materie prime stagionali e vini del territorio costruiscono un racconto coerente della Venezia contemporanea. La Naranzaria si configura come luogo di incontro e continuità storica, in cui la cucina diventa linguaggio culturale e il Canal Grande lo sfondo perfetto di un teatro conviviale.