
Stellan Skarsgård è il vero motivo per cui vedere "Sentimental Value" Non l’unico, ma sicuramente il migliore
Stellan Skarsgård è la punta di diamante di Sentimental Value, nuovo film di Joachim Trier che continua a portarci nella sua Norvegia e prosegue nella collaborazione con l’attrice sempre più aperta al successo internazionale Renate Reinsve, alla ribalta grazie al suo La persona peggiore del mondo. Stavolta, però, c’è un pizzico di Hollywood nel film. Un po’ di spirito statunitense che si innesta nel tessuto europeo del titolo, che proprio in occasione degli European Film Awards ha conquistato sei premi tra cui miglior film e miglior regista, nonché i riconoscimenti per i migliori interpreti andati proprio a Skarsgård e Reinsve.
@dreamingstargirl sentimental value [just working with trailers for now.. better edit to come] #sentimentalvalue original sound - dreamingstargirl
Nel film, il duo veste i panni rispettivamente di un padre dalla soddisfacente, ma momentaneamente ferma, carriera cinematografica e un’attrice di teatro dall’immenso talento. Una coppia d’artisti che però non può lavorare insieme - o almeno questo è ciò di cui è convinta la figlia Nora (Reinsve) che non accetta di fare da protagonista al genitore il quale vuole raccontare la storia della sua famiglia. Per portare a compimento il progetto, dunque, il regista ingaggia la stella statunitense in ascesa Rachel Kemp, una luminosa e soave Elle Fanning, disposta a dimostrare il proprio lato intenso grazie alla firma di un così blasonato autore, mettendosi come in mezzo al rapporto già sbilenco tra il padre e la giovane Nora.
SENTIMENTAL VALUE (2025). An exceptional film, very literary in terms of its attentiveness to the inner lives of its character & the generational pressures they carry. But it's also a complete pleasure in terms of its cinematic rhythms & images-as-storytelling. I loved it. pic.twitter.com/mreUEGxTcS
— Tony Tost (@tonytost) December 29, 2025
Sebbene Sentimental Value sia un film abitato da luoghi, a catalizzare l’attenzione è il corpo e l’aurea dell’interprete svedese che conduce lo spettatore tra il dentro e il fuori la sua vecchia casa, che è altresì il dentro e fuori degli animi dei personaggi, ai quali appartengono i retaggi di chi prima di loro ha abitato gli stessi spazi. Fantasmi che non fanno paura, ma che aleggiano per le camere di una dimora che diventa palcoscenico degli eventi, così come lo è stato per gli accadimenti avvenuti nell’esistenza del padre Gustav Borg (Skarsgård) e delle sue figlie (oltre a Renate Reinsve, anche Inga Ibsdotter Lilleaas). Un rapporto, quello tra i tre, fatto solo di ricordi, pochi e nebulosi. Il padre se ne è andato quando erano bambine e il silenzio si è messo tra loro, non lasciando possibilità ad alcuna parola.
Il Gustav Borg di Stellan Skarsgård è creativo, sfrontato, incapace di comprendere le incrinature che ha preso il rapporto con la figlia (e le figlie). Anzi, più certamente, ha preferito far finta non vederle. È inattivo da svariati anni, vuole tornare alla ribalta, e raccontare di sua madre (o almeno a lei ispirarsi) nella casa della sua infanzia (dove terrà le prove del film) e volerla impersonata dalla figlia è un desiderio che racchiude in sé un profondo significato artistico, ma insieme anche una sorta di cura a tutto ciò che da sempre lo ha turbato (il suicidio del genitore, l’essere stato un padre assente per le sue figlie).
@a.wokekim yes, i will continue editing the film of the year. sentimental value (2025) directed by joachim trier. starring golden globe nominees renate reinsve, inga ibsdotter lilleas, stellan skarsgard, and elle fanning edited to under pressure by queen featuring david bowie #sentimentalvalue #movie #renatereinsve #ellefanning #underpressure original sound - k
Skarsgård è istrionico nel film, col personaggio che cerca di ridimensionarsi per riaccendere una scintilla famigliare che spera di inserire anche nel suo prossimo progetto, sempre al confine tra ciò che si vuole per il proprio tornaconto e ciò che si fa per il bene degli altri. È un uomo che non sa cosa significhi essere paterno, che non finge di averlo appreso in tutti quegli anni di distanza. È un nonno che regala al nipote, ancora bambino, La pianista di Michael Haneke e Irreversible di Gaspar Noé, preferendo aprirlo subito alle ambiguità dei rapporti e del mondo, le stesse che a malincuore dovranno aver vissuto le sue figlie non avendo potuto instaurare un autentico rapporto col padre in tutti quegli anni.
Con la sua performance Stellan Skarsgård mette in evidenza ogni crepa dell’uomo, ma il suo Gustav Borg finisce per essere esattamente come quei personaggi che spesso capita di incontrare nella vita reale e per cui ci si arrabbia perché, nonostante qualsiasi cosa facciano, non riusciamo a trattarli con malevolenza. Le cui sfiancanti arroganze e l’immancabile mancanza di tatto non diventano ostacoli rispetto al sentirsi attratti verso il loro essere un disastro. Per Nora e la sorella Agnes è inevitabile, essendone la prole, per noi lo è per il fatto che sia l’attore svedese ad interpretarlo. Un personaggio reso talmente tridimensionale da sembrare di conoscerlo. Che ha sbagliato e che probabilmente continuerà a sbagliare ma che, se ha anche solo la metà del fascino e del naturale talento di Stellan Skarsgård, sarebbe davvero difficile non perdonarlo ogni volta.










































