
adidas e Song For The Mute riscrivono il running contemporaneo con "The First Breath" Tra sneaker vissute, tonalità terrose e un nuovo rituale urbano

Song for the Mute e adidas aprono un nuovo capitolo della loro collaborazione con The First Breath, la prima incursione del brand australiano nel mondo performance running. Dopo anni di partnership costruite attorno a silhouette lifestyle e riletture concettuali dello sportswear, la collezione SS26 sposta il focus sulla corsa, ma lo fa lontano dalla retorica della performance estrema.
Presentata ufficialmente il 2 aprile 2026 da adidas Running, la capsule segna un’evoluzione naturale per il linguaggio estetico di Song for the Mute, da sempre costruito su imperfezioni controllate, romanticismo urbano e sensibilità introspettiva. Con The First Breath, quel vocabolario entra nel territorio tecnico di adidas Running trasformando l’abbigliamento performance in qualcosa di più emotivo, vulnerabile. La corsa diventa un rituale silenzioso e personale.
Il primo drop della collaborazione, RUN 01, immagina il running come uno spazio aperto a chi corre prima di accompagnare i figli a scuola, a chi attraversa la città invece di prendere la metro, a chi cerca semplicemente di ritrovare il proprio ritmo. È un approccio gentile ma anche sottilmente ribelle, che allontana il running dall’estetica iper-competitiva degli ultimi anni per riportarlo dentro la vita reale.
Al centro della collezione c’è la reinterpretazione della adidas Running Supernova Rise 3, silhouette pensata per comfort, equilibrio e affidabilità quotidiana. Song for the Mute la trasforma attraverso tonalità terrose profonde, neutri e dettagli grafici disegnati a mano sulla midsole, quasi a voler lasciare un’impronta umana su una struttura altamente ingegnerizzata. Il risultato è una sneaker che conserva l’anima tecnica di adidas ma acquisisce una dimensione più emotiva e vissuta.
Accanto alla scarpa arriva anche una selezione Adi365 composta da tank top, tee e shorts declinati in fit uomo, donna e unisex. La palette rimane fedele all’atmosfera rarefatta della collezione: chalk white, ivory, brown, coffee e carbon costruiscono un paesaggio cromatico morbido e polveroso, perfettamente coerente con l’immaginario di Song for the Mute. Cuciture, pannelli e loghi sembrano schizzati direttamente sui capi, lasciando linee volutamente incomplete.
Anche la campagna continua il dialogo visivo sviluppato con il creative director Stephen Mann insieme al duo Ethan e Tom. Le immagini, sospese tra documentario e direzione artistica, catturano quei momenti che normalmente restano fuori dall’estetica sportiva tradizionale: il respiro prima della falcata, l’esitazione, la stanchezza, il silenzio dopo lo sforzo. The First Breath prova così a ridefinire il running contemporaneo: un invito a ricominciare dal primo respiro.
























































