
Moncler celebrerà la sua storia d’amore con New York con uno dei suoi progetti più ambiziosi Un’enorme retrospettiva diffusa attraverso la città per raccontare vent’anni d’ispirazione
C'è un momento preciso in cui due mondi apparentemente inconciliabili si incontrano: da una parte la neve, il ghiaccio, l'essenzialità della montagna; dall'altra il caos verticale di una metropoli fatta di grattacieli, luci e velocità. È da questo incontro, all'apparenza improbabile, che nasce il rapporto tra Moncler e New York, un legame che il marchio ha deciso di raccontare attraverso un nuovo e monumentale progetto intitolato New York in Moncler.
La mostra non sarà in un museo o in una singola location ma si diffonderà in tutta la città. Dal 9 al 13 settembre, diversi luoghi simbolo di New York si trasformeranno in altrettante tappe di una retrospettiva a cielo aperto, capace di ripercorrere oltre due decenni di eventi, collaborazioni e incontri che hanno segnato tanto la storia del brand quanto l'immaginario collettivo newyorkese. Il centro del progetto sarà la Vanderbilt Hall del Grand Central Terminal dove, anni fa, Moncler organizzò una delle sue più monumentali sfilate per la stagione FW11.
Per accompagnare l'apertura della retrospettiva, il 3 settembre Moncler ha diffuso anche un cortometraggio che vede una modella indossare l'iconica giacca Maya mentre attraversa la città. A dare voce alla narrazione è Alicia Keys, artista profondamente legata a New York e già protagonista di una precedente collaborazione con il brand, che presta le proprie parole a un manifesto dedicato al legame tra Moncler e la città che l'ha adottata come musa.
La storia d’amore di Moncler e New York
Il filo conduttore dell'iniziativa è la fotografia, o meglio, un insieme di immagini che documentano la profondità del legame tra brand e metropoli che si è costruito nel tempo, evento dopo evento. Dunque il progetto mirerà a mostrare come l'estetica alpina che è l’anima stessa di Moncler abbia saputo reinterpretarsi nel contesto urbano più iconico del mondo, trasformandosi da abbigliamento tecnico a linguaggio di stile, capace di parlare di protezione, comunità e appartenenza anche nel cuore di Manhattan.
Ripercorrendo le tappe raccontate dalla retrospettiva, si parte dal 2010, quando ai Chelsea Piers, sul lungofiume dell'Hudson, un centinaio di modelli in tenuta Moncler Grenoble diede vita a una scalata scenografica che portò l'atmosfera della montagna nel mezzo della città. L'anno seguente fu proprio Grand Central Terminal a ospitare un momento entrato nella storia del marchio: l'atrio principale della stazione si trasformò in passerella per la collezione Grenoble, con oltre un centinaio di ballerini che si esibirono davanti ai pendolari di passaggio, in una coreografia perfettamente sincronizzata.
Negli anni successivi le occasioni di incontro tra Moncler e New York si moltiplicarono: la pista di pattinaggio di Central Park animata da pattinatori professionisti accompagnati da un'orchestra dal vivo nel 2012; la Gotham Hall trasformata in una foresta urbana abitata da centinaia di modelli vestiti di verde nel 2013; l'Hammerstein Ballroom che nello stesso periodo divenne teatro di una fusione tra canto corale alpino e installazioni firmate dagli artisti svizzeri André e Michel Décosterd. Sempre nel 2014, l'obiettivo di Annie Leibovitz immortalò invece un modello sospeso in cima al Chrysler Building, un'immagine capace di sintetizzare in un solo scatto l'incontro tra le vette innevate e lo skyline della città.
Nel 2015 fu il progetto Art For Love, sviluppato a sostegno della fondazione amfAR, a coinvolgere trentadue fotografi internazionali chiamati a reinterpretare in chiave artistica il celebre piumino Maya alla New York Public Library. Al Lincoln Center, nel 2016, ottanta performer sfilarono affrontando temperature polari, alla presentazione della linea Grenoble dell’anno dopo ci fu come ospite d’onore Spike Lee, tra i più illustri creativi newyorchesi e, in un editoriale di Vogue, i newyorchesi di ogni provenienza e ogni quartiere indossarono piumini Moncler dai colori sempre diversi.
Non si può poi parlare di New York senza includere Sarah Jessica Parker, che indossò due anni fa un piumino couture presentato nel 2019 e disegnato da Pierpaolo Piccioli. Più avanti, nel 2023, ci fu la collezione co-firmata con Alicia Keys che reinterpretò l’estetica della città degli anni ’90. E poi, l’anno scorso, ci fu un anno particolarmente ricco: dalla campagna ambientata tra le strade di SoHo con Penn Badgley, al debutto del brand al Met Gala con Vittoria Ceretti ed Edward Enninful. Il brand poi fu protagonista dell'editoriale di Vogue China con Fei Fei Sun. E poi ancora l’anno scorso ci lo scatto sui tetti di New York che ritrae Robert De Niro e Al Pacino insieme per la campagna Warmer Together, e la performance live tenuta da Tobe Nwigwe al Rockefeller Center.
Insieme ieri e insieme anche domani
Se la retrospettiva guarda al passato, l'annuncio che la accompagna guarda decisamente al futuro. A pochi passi da Grand Central, sulla Fifth Avenue, Moncler si prepara infatti ad aprire il flagship store più grande mai realizzato nella storia del brand. Uno spazio che non rappresenta soltanto un nuovo punto vendita, ma il punto di arrivo simbolico di un percorso lungo oltre vent'anni, e allo stesso tempo l'inizio di un nuovo capitolo in questa lunga storia d’amore
In occasione dell'apertura del flagship, sarà poi presentata la seconda collezione nata dalla collaborazione con LoveFrom, lo studio creativo fondato dal designer Jony Ive. Le mascotte dei due brand, Montgomery e Monduck, vengono raccontate proprio a Central Park, quasi a voler chiudere simbolicamente il cerchio tra l’isola verde che sta nel cuore della città e l’anima alpina di Moncler.
Guardando all'insieme di questi momenti, ciò che emerge non è soltanto la cronaca di eventi di moda susseguitisi negli anni, ma il racconto di come una città possa diventare, nel tempo, un grande laboratorio creativo a cielo aperto, un luogo capace di trasformare un capo tecnico nato per la montagna in un simbolo universale di stile e di appartenenza.













































































