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--01 Com'è Parigi in questi giorni?

Parigi è emozionante. Non esiste un'altra città (almeno in Europa) con la stessa energia.

Ho vissuto "un po'" in tutto il mondo, sempre alla ricerca del mio posto. 

L'ho trovato a Parigi. Parigi è il perfetto equilibrio tra stile di vita, lavoro e persone. 

Si possono facilmente scambiare le proprie idee spingendo la propria creatività a immaginare il proprio futuro (cosa non così comune oggi). Parigi è un compromesso che non ha compromessi. 

Se lavorate nella moda, dovete essere a Parigi.

 

--02 Qual è il tuo luogo/santuario felice a Parigi e perché?

La Fondation Cartier e il Musée Carnavalet sono il mio rifugio.

Amo vivere l'arte nelle sue diverse forme, perdermi nella storia e celebrare la scena contemporanea. È la metafora del mio rapporto con la città e con me stessa.

--03 Qual è, secondo lei, la scena creativa più interessante della città?

C'è un nuovo fermento in tutti i campi (soprattutto dopo la situazione del COVID19). 

È qualcosa che ti avvolge, letteralmente. Il design è interessante. Il cinema e la musica stanno ricevendo un nuovo input, dopo alcuni anni di carenza. Ma la moda è sicuramente la più dirompente. La moda è un catalizzatore di attenzione e un motore di attrazione per giovani di talento in grado di dare un impulso costante al settore. È davvero unica.

--04 Quali sono i 3 luoghi di Parigi (bar, club, ristoranti, negozi...) in cui porteresti un amico in visita a Parigi?

Le Collier de la Reine o Hôtel National Des Arts et Métiers (il tetto) per i drink.

OJII per il cibo.

La Mongolfière per lo sport. 

Piccole librerie nel cuore del Marais per lo shopping.

Ho detto quattro, scusate.

--05 Qual è l'aspetto che secondo te manca attualmente a Parigi?

What is absolutely missing is a fashion nightclub, something as iconic as the pitied Petit Palace.

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