Fino a pochi mesi il nome Speranza non avrebbe detto nulla agli appassionati di rap e trap in Italia e forse in pochi avrebbero scommesso sul successo delle sue canzoni. Invece il suo rap arrogante, urlato e senza pose, sta mandando a casa a testa bassa tutti i suoi colleghi fan dell'autotune. Lo stile del rapper casertano riflette la sua attitudine alla musica e lo posiziona a galassie di distanza dagli artisti emergenti in Italia: non ha bisogno di brand, trend del momento e un bel profilo Instagram per conquistarsi una certa street credibility. Anzi ha fatto del suo rap ed origini real un motivo di vanto, usando come sua bandiera una tuta Givova invece che la cintura Gucci.

Speranza e lo streetwear di provincia Dalla Givova fino a Caserta: Speranza e l'estetica real della provincia italiana | Image 0

Se all'apparenza può apparire un po' rozzo, forse a causa della sua voce che a un primo ascolto può far storcere qualche naso, Speranza è sicuramente il diamante grezzo che brilla nella scena campana. Il suo rap è complesso e pensato: mischia flow diversi e lingue (francese, romano e qualche termine del dialetto zingaro) alla base casertana. La poetica è quella della vita di strada e soprattutto del carcere, argomento dimenticato dal resto della musica italiana. I protagonisti sono i compagni di quartiere e di cella, e l'insieme di testi, musica e immaginario fanno di Speranza il rapper con la street credibility più solida in Italia, collocandolo anni luce lontano dal resto del rap e della trap italiana.
Parla di droga e spaccio, ma in modo radicalmente diverso dai toni esagerati - spesso grotteschi o infantili - dei suoi colleghi, Speranza racconta la vita di provincia da insider, con la sfacciataggine di uno che canta quello che ha davvero vissuto. Non beve il succo rosa di DrefGold e Sfera Ebbasta ma il Tavernello nelle piazze.
Non viene da Roma né da Milano, Speranza è di Caserta e racconta la vera provincia italiana del 2018 e tutte le conseguenze che comporta la vita ai margini delle metropoli, sopratutto in un contesto socio-culturale come quello campano.

La sua immagine riflette la sua poetica. Se la maggior parte dei trapper sembrano usciti dallo stesso negozio (Nike e adidas sono alla base di ogni look, con varianti che vanno da Off-White a Vetements, fino a Supreme e Gucci), Speranza si colloca perfettamente all'opposto di tutto questo. Osservando il suo profilo Instagram e i suoi videoclip, il suo guardaroba appare composto da tute sportive e magliette attillate, qualche felpa e sneaker d'ordinanza, ma mai gli ultimi modelli più gettonati. Tutti item poco hype legati ad un estetica di strada e di periferia, lontana dai luoghi comuni di Gomorra e molto fedele alla realtà.

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E fatt' tutt' e nomm' pentit'! A uno a uno s'hann' purtat', Aumm' aumm', mò che jesci, Sí t'attigge a bandit', A omm' a omm' nuje amma parlá, N't'o negá! Pecchè ij, ij sò ij, Pecchè tu, tu sí tu, Statt' zitt'! T'hann' 'ntis' 'Nda questura, e capit'? Sí nu 'nfame a na vita, Chier' i sord', mai na lira, Vuò na mano? Cumparié! Fá na cosa, e murí! N'sia mai ca tu guard' a guagliona mij', O' dico pecchè tu chell' l'e fatt', Eh, l'e fatt', C'a gent' c'annanz' chiammav' amico, N'te sò abbastat' manc' e mazzat'! Ué ué! Signora bella! Arò è 'sciuto chill'? Sit' a mamma soia, Ma vuje sit' fotomodella, Pure l'occhiolino, Ne 'nfamò che te 'ncazz' a fá? Primm' ca o' facce ij cu mamm't, Tu vir ch'e fá! #chiavtamammt

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Di tanto in tanto compare qualche marchio molto noto, come Nike o Emporio Armani, ma su Speranza diventano degli status symbol di riscatto sociale, o segni d'appartenenza come la catenina d'oro al collo. E per il rapper che ha fatto di schiettezza e “realness” il suo biglietto da visita, un guardaroba privo di brand alla moda è più importante di quanto pensiate. Esempio lampante che incarna perfettamente l'universo dei valori di Speranza è il suo brano Givova, che eleva il brand campano di sportswear da mercatino della domenica e legato ad una certa estetica di strada campana, a status symbol e metafora della trap di Speranza:

Trasim nda galera ca tuta ra Legea, ra Zeus o ra Givova / Scarpe slacciate o' per / New Balance o Diadora / Fors sbagliamm e mod / Ma nu sbagliamm mod.
Givova

Givova, Zeus e Legea sono brand nostrani di sportswear più interessati alla sostanza e all'economicità dei prodotti, lontani dall'hype delle tute adidas, Kappa o Nike. Inoltre rimandano ad un'estetica precisa che Speranza conosce ed in cui si riflette: quella della provincia italiana, del carcere e del calcio amatoriale giocato su campi in terra battuta. 
Anche nel video di Chiavt a Mammt Speranza indossa fieramente due magliette da calcio lontane dall'hype delle jersey del PSG (indossate dalla DPG in Cavallini e da Travis Scott). Per essere precisi si tratta di una maglia del Palermo di David di Michele della stagione 2006-07 e una dell'Algeria prodotta da Puma di Sofiane Feghouli. Entrambe le maglie rimandano per fit e immaginario perfettamente all'universo real and genuino della provincia che racconta Speranza.

Speranza è real, come i vestiti che indossa e il suono della sua voce.

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