
Spaventapasseri e fate attraversano la Chanel Couture 2027 La narrativa Blazy continua in un nuovo mondo, questa volta quello delle fate

Addentrato nella libreria di Gabrielle Chanel, l'attuale direttore creativo della Maison Matthieu Blazy si è imbattuto in Les Fées, Contes des Contes (Fairies, tales of tales), che ha fatto nascere in lui una domanda: «Was Gabrielle Chanel’s life a fairytale?», scrive nelle note della Couture FW26. E ancora: è possibile creare abiti che uniscono magia e funzionalità? Da questi punti interrogativi inizia la nuova narrativa Chanel, una favola fatta di animaletti che diventano bottoni, fagioli magici ricamati e vite aggrappate alle décolleté come se crescessero da sotto alle suole.
Se per la Cruise 2027 il viaggio architettato da Blazy per Chanel era sui fondali marini di Biarritz, per la Couture FW26 ci porta ancora più lontano, in un mondo che non esiste. La parola chiave è escapismo.
Di questa collezione ha colpito particolarmente un certo alone di divertimento che da Chanel non si vedeva dall’epoca di Karl Lagerfeld. Se però lo stilista tedesco faceva dell’esagerazione il suo tratto distintivo, tra set interattivi e collezioni stravaganti che avevano trasformato per la prima volta la moda ludica un lusso, Blazy sceglie di contenersi. L’installazione dello show guarda al mondo botanico, con fiori velenosi che si arrampicano fin sul soffitto; i design contengono dettagli spiritosi, e quasi ammiccano a un senso di costume come nel caso del look da spaventapasseri che reinterpreta il tradizionale bouclé Chanel come paglia. Il massimo dell’umorismo appare negli accessori, con borsette gioiello a forma di orsetto e tacchi ricoperti di dettagli floreali.
Malgrado questo diffuso senso di sobrietà, la creatività abbonda, e non riguarda solo le forme anomale delle minaudière e dei tacchi. Gli abiti, come sottolinea più e più volte la maison presentando la collezione, rispondono alle esigenze delle clienti pur trovando la propria forma in un mondo di fantasia. Dunque il tailleur viene reinterpretato con orli slabbrati e frange come fili d’erba, una mousseline di seta sottile dona trasparenza, offrendo la possibilità di sovrapporre camicie e cardigan nelle stagioni più calde per donare una delicata tridimensionalità al look, sviluppato in colori pastellati del lilla e del turchese.
Questa collezione è l’ulteriore conferma dell’efficacia del trucco creativo che ha reso Blazy uno dei designer più famosi al mondo: trasformare ogni collezione in una caccia al tesoro. Prima da Bottega Veneta con i tromp-l'oeil di pelle e adesso da Chanel, il direttore creativo obbliga ad avvicinarsi a un abito per scoprirne la vera forma, perché si diverte a inserire dettagli sorprendenti in ogni capo, dalla trama di un tessuto che non è ciò che appare alla forma di una rifinitura che assomiglia a qualcos'altro. Spettatori, editor, fan, clienti, buyer e curiosi sono incoraggiati a non fermarsi alle immagini di una collezione e anzi a toccarla con le proprie mani prima di pronunciare l’ultima sentenza.
Inoltre, questo dettaglio rende gli abiti quanto più intimi per l’indossatore, come le fodere di seta dipinte a mano di questa collezione da studiare in privato. Anche a livello di silhouette ci sono un po’ di sorprese, come le tasche, grosse e basse, che oltre ad accessorio pratico deformano abiti e giacche abbassando la vita e allargando i fianchi.
Come un cantastorie di altri tempi, Blazy ci ha portati per una manciata di minuti in un mondo magico in cui l’identità femminile è parte integrante della natura che abita. Un augurio forse, a tutte le donne Chanel che fanno la fila fuori dagli store della Maison per accaparrarsi uno dei capi disegnati dal nuovo direttore creativo: trasformarsi con un look e adottare un approccio più spensierato e divertito alla vita, senza abbandonare quel senso di praticità che serve per muoversi nel mondo attuale. «I created my life because my life did not please me», diceva Gabrielle Chanel. E così Blazy spera che le clienti facciano.