
Il concept di "Notte prima degli esami" è ripetibile all’infinito Vent’anni dopo il primo film esce la sua versione 3.0

L’idea-contenitore di Notte prima degli esami è replicabile all’infinito. In qualsiasi luogo e in qualsiasi epoca la formula può ripetersi, cambiando il proprio nucleo ma rimanendo comunque ancorata al concetto principale: l’arrivo imminente degli esami di maturità e il momento di passaggio da quando si è più o meno piccoli a quando si diventa più o meno adulti.
Il primo film di quella che attualmente è una trilogia è uscito nel 2006, sebbene sia ambientato nel 1989. La canzone da cui è tratto, il classico intramontabile di Antonello Venditi, uscì di fatto cinque anni prima rispetto alla data scelta, il 1984, e il personaggio interpretato da Cristiana Capotondi si chiama nientemeno che Claudia, sempre a riferimento del testo del brano del cantante capitolino.
Scegliere di collocare il film a cavallo della fine di un decennio e l’inizio di un altro, comunque vent’anni indietro rispetto al periodo di produzione, ha permesso agli sceneggiatori (sempre gli stessi tre: Fausto Brizzi, anche regista, Massimiliano Bruno e Marco Martani) di realizzare un secondo film stavolta trasportato al loro presente. È per questo che il sequel contiene quel “oggi” nel titolo che ne identifica un momento nel tempo, che era il qui e l’ora nell’istante della sua uscita, il 2007. E che riproponeva, in maniera però rivista e riadattata, sempre la storia di un giovane studente del liceo classico in procinto di diplomarsi e la coincidenza degli eventi della vita che gli si mettono in mezzo.
Qualcosa è cambiato, ma non troppo
@01distribution Ogni generazione ha la sua #NottePrimaDegliEsami. Arriva al cinema dal 19 marzo "Notte prima degli esami 3.0", la nuova avventura di un gruppo di liceali alla vigilia della maturità: tra amori segreti, tradimenti, amicizie e piani disperati per ingannare la prof più temuta della scuola. Regia di Tommaso Renzoni con Sabrina Ferilli, Tommaso Cassissa, Adriano Moretti, Alice Lupparelli e Alice Maselli. Nel cast anche Ditonellapiaga, Aleandro Falciglia, Bea Barret, Christian Dei, Teresa Piergentili, Pascale Reynaud, con la partecipazione di Sebastiano Somma e con Gian Marco Tognazzi e la partecipazione straordinaria di Antonello Venditti. Prodotto da Fulvio e Federica Lucisano. Una produzione Italian International Film con Rai Cinema. Ministero della Cultura - Opera realizzata e distribuita con il contributo del Fondo per lo Sviluppo degli Investimenti nel Cinema e nell’Audiovisivo. #CinemaTok #davedere #cinemaitaliano #trailerufficiale audio originale - 01 Distribution
In quei due casi il protagonista non solo era interpretato sempre da Nicolas Vaporidis, ma aveva persino lo stesso nome. Luca Molinari esiste in una sua versione degli anni Ottanta e in un suo eco dei primi Duemila dove i tormenti sono gli stessi, ma i racconti cercano di rispecchiare il periodo in cui sono inquadrati. Questo fa e ha fatto di Notte prima degli esami una capsula in cui poter entrare e spostarsi avanti e indietro ed è il motivo per cui inserirlo nel 2026 può voler dire trovare un modo per il soggetto di riadattarsi. Ed effettivamente Notte prima degli esami 3.0 trova un proprio senso d’esistere nella sua rivisitazione ancora una volta sceneggiata da Brizzi, stavolta affiancato dal Tommaso Renzoni anche regista del film.
La versione 3.0
.@ditonellapiaga con il cast di “Notte prima degli esami 3.0”. pic.twitter.com/bnVSvJCcHo
— Dito Update (@ditoupdate) March 11, 2026
Se cambiano i tempi cambiano anche i personaggi. E non solo perché Nicolas Vaporidis non ha più l’età per spacciarsi da studente liceale, anche se quando usciva il primo film aveva comunque venticinque anni. Di Notte prima degli esami 3.0 il protagonista è Tommaso Cassissa, in arte Tommycassi, nato su YouTube e cresciuto di notorietà anche sui social, la cui recitazione era sempre stata nei piani iniziali e che lo vede debuttare in un cortometraggio nel 2022, in un primo film nel 2024 e interpretare persino Leonardo DiCaprio nel musical italiano del 2025 Prova a prendermi. Anche lui tra l’altro, come il collega Vaporidis, ventiseienne nella vita reale.
Se un tempo era stato quindi il fascino che Nicolas Vaporidis esercitava su un giovane pubblico a trainare il film, insieme a un cast che doveva rispecchiare gli interessi di un gruppo di spettatori cresciuti a pane, Italia Uno e Disney Channel, per attirare le nuove generazioni i volti arrivano dai contenitori che conoscono, che fruiscono quotidianamente e che si spera facciano da tramite per spingere i fan dal telefono alla sala cinematografica. Nonostante questa esigenza e questa intuizione produttiva, che rientra in un’ottica sensata rispetto a ciò che può essere Notte prima degli esami, il contenuto e la struttura del film sono i più classici che ci si possa aspettare. Ed è anche per questo che funziona come funzionava il primo e che potrebbe funzionare di nuovo se lo rifacessero tra altri vent’anni.
Ne avevamo bisogno?
Notte prima degli esami 3.0 guarda ai giovani di oggi, ma rispetta la norma delle strutture narrative. Cerca di essere specchio della realtà che inquadra mentre, allo stesso tempo, si fa storia che si ripete nella sua confezione rivedendo di volta in volta il contenuto. Non sarà forse una commedia brillante e sicuramente le manca lo smalto della prima pellicola - che, proprio per la risonanza e il sostegno, ricevette undici candidature ai David di Donatello, vincendo quello del miglior regista esordiente andato a Fausto Brizzi.
Gli attori però ci credono abbastanza, il che fa metà del lavoro, con Tommaso Cassissa e Sabrina Ferilli i quali ricalcano bene le orme che furono di Nicolas Vaporidis e Giorgio Faletti. E qualche risata, soprattutto con la nonna interpretata da Teresa Piergentili e il suo riso in tempura (i supplì) ci può anche scappare, pur con un film che racconta della generazione di oggi spiandola attraverso un foro troppo piccolo.
Non resta perciò che aspettare di vedere se i giovani, soprattutto chi alla maturità deve arrivare o l’ha passata da poco, rimarranno conquistati da Notte prima degli esami 3.0 e scoprire quale sarà il responso del pubblico, per un interesse che non sembra vispo in attesa della sua uscita e che potrebbe difficilmente rendere il film un evento, ma a cui l’ultima parola è sempre da lasciare al botteghino.







































