Jordan Hemingway porta il sacro e il profano a Parigi Angels With Dirty Faces è la mostra powered by Acne Paper

Jordan Hemingway porta il sacro e il profano a Parigi  Angels With Dirty Faces è la mostra powered by Acne Paper

Angels With Dirty Faces è la mostra dedicata all’artista Jordan Hemingway, voluta da Acne Paper, che avrà luogo al Palais Royal il 22 gennaio in occasione della Fashion Week di Parigi. Una rassegna dei nuovi lavori del giovane creativo, dalla natura multidisciplinare, il cui stile fotografico distintivo si configura come una reazione al mondo tumultuoso al di fuori della galleria. 

Gli angeli terreni di Jordan Hemingway, creature della cultura, sono i protagonisti di un racconto che indaga il bello e il macabro, lungo una trama intricata costellata di icone e rituali storici, contemplando la vita attraverso il movimento e il corpo. Le opere, collettivamente e singolarmente, mostrano i numerosi contrasti che coesistono e si stratificano nella nostra umanità e spiritualità

Jordan Hemingway di origine americana è un artista, fotografo e regista londinese il cui lavoro è radicato nella pratica tradizionale e materica, dal modus operandi che vede nella contemplazione e nella reinterpretazione della realtà circostante il core della propria produzione creativa. Angels With Dirty Faces segna la prima mostra pubblica dell'artista a Parigi in cinque anni, e la sua prima in assoluto in città a titolo solista.

Hemingway restituisce un ritratto dei protagonisti della sua poetica: «Queste sono creature della cultura, ubriache di lussuria e libertà. Con i pugni chiusi e gli occhi insonni, sono completamente pieni di vita. Nati dall'oscurità, collettivamente mostrano le dicotomie in tutti noi: forza e resistenza, vulnerabilità e bellezza. Penso a loro come angeli, ognuno con un segreto tutto suo». Un cast di icone che include Marina Abramović, Yves Tumor, Mariacarla Boscono e Lewis G. Burton per Matières Fécales. 

Angels With Dirty Faces è un viaggio teatrale attraverso il sacro e il profano: un’indagine perpetua, un’esplorazione e un confronto con l’iconografia ereditata da artisti come Andy Warhol e Joel-Peter Witkin. La mostra diventa un’occasione per accedere all’universo creativo di Jordan Hemingway e lasciarsi guidare dai suoi angeli, sospesi tra il bello e il macabro, partecipando non solo al ritratto della realtà circostante, ma a quello dell’umanità stessa.