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Talent Corner - Caterina Gatta

The new vintage

Talent Corner - Caterina Gatta
 The new vintage

Attingere dal passato per proiettarsi nel futuro. La designer romana Caterina Gatta ha stoffa da vendere. In tutti i sensi. Sperimenta e gioca con gli opposti e crea uno stile duraturo e atemporale. Le sue collezioni racchiudono passato e presente, sono composte da pezzi unici realizzati con stoffe vintage d’autore che Caterina rivisita in chiave moderna. Il suo percorso parte da una laurea in Scienze della Moda e del Costume all’Università La Sapienza di Roma e passa per un corso alla Central Saint Martins di Londra. Oggi realizza abiti che profumano di tempi passati ma sono al tempo stesso perfettamente contemporanei. È come dare un futuro al vintage. Ed è proprio questa moda sofisticata e mai urlata che l'ha portata a celebrare i 50 anni di Maison Lancetti, per cui ha realizzato una capsule collection di 8 capi, un foulard e una scarpa con tessuti anni '80 e '90.

Caterina è l'ospite della nostra rubrica di oggi, buona lettura!

 

Ti conosciamo perchè hai portato nel mondo luxury la moda del recycling, un concetto molto innovativo e sperimentale. La tua è una continua ricerca di tessuti vintage dei più grandi stilisti per poi rielaborarli creando un prodotto nuovo, caratteristico, che è il tuo segno di riconoscimento.


1. Come mai la scelta di fondere una tradizione del passato con la modernità?

Mi piace quando le persone notano l’aspetto del re cycling che trovo sia una delle caratteristiche più importanti del mio lavoro. In realtà quest’idea è nata in maniera casuale, nel 2008, trovai per caso in un negozio di tessuti un crepe di seta firmato su cimosa Irene Galitzine, restai meravigliata, pensai subito che magari, cercando bene ne avrei trovati degli altri e da lì iniziò la mia ricerca di tessuti vintage firmati un po’ per tutta Italia. Iniziai a collezionare, per me, tantisse stampe firmate dai più grandi stilisti degli anni '80 e '90 come Gianni Versace, Valentino, Ungaro, Givenchy, Fausto Sarli, Mila Schon, Raffaella Curiel, Yves Saint Laurent, Jean-Louis Scherrer e molti altri ancora. Dopo un po', la collezione si faceva talmente grande che mi sembrava bello condividere la scoperta, che chiusa negli armadi non sarebbe arrivata a  nessuno.. decisi di fare un mini campionario per vedere come sarebbe andata, non sapevo bene come muovermi o da dove iniziare ma l’unica cosa che avevo ben chiara dall’inizio era che gli gli abiti dovevano essere realizzati con materiali vintage ma le forme dovevano essere fresche e moderne .

2. Da dove nasce questa forte passione per il vintage?

Anche qui è stato un amore nato in maniera spontanea, durante gli anni di università iniziai a lavorare part-time per Elio Ferraro Gallery-Store, all’epoca aveva un punto vendita in Via Margutta. E’ stato lì che ho iniziato ad appassionarmi al settore..

3. Ci racconti come avviene il processo di ricerca dei tessuti e stampe vintage nella pratica?

Attraverso tanta ricerca e pazienza. Ultimamente mi è capitato di trovare qual cosina anche a Londra e Parigi ma i prezzi sono alle stelle.. si arriva a pagare 250 euro per 1 metro di stoffa, per me sarebbe impossibile! 

4. Come rielabori ogni tessuto che scegli per poi dare vita ad un nuovo ed esclusivo capo di abbigliamento?

Mi faccio ispirare dalla tipologia del tessuto e dal colore.. e poi aggiungo i miei interessi, l’arte, la musica, il cinema, i viaggi… tutti questi elementi vengono mescolati in maniera inconscia e voilà. Detto così sembra un processo molto facile e sbrigativo in realtà sono lunghissimi mesi di ricerca.. 

5. Vai molto forte nel mercato estero e in particolare, in quello americano. Come mai? Quale pensi che sia il discriminante nel mercato statunitense rispetto a quello italiano?

Per quanto riguarda la stampa è vero, credo sia un fatto di maggiore apertura al nuovo, rispetto che in Italia, qui da noi siamo spesso troppo legati solo ai brand storici.. 

6. Ti sei imposta all’attenzione del mondo della moda con determinazione e tenacia. Quali sono i requisiti per un giovane designer che vuole emergere e farsi strada qui in Italia?

Partire con un’idea diversa e vincente, di ragazzi bravi ce ne sono tantissimi, la competizione è spietata. Una buona idea fa arrivare lontani. Iniziare a lavorare con la testa bassa, partendo anche dal basso ed essere curiosi, la curiosità è una qualità preziosissima per chi fa il nostro mestiere! serve pazzia, pazienza e armarsi di persone fidate attorno. Io ne ho una speciale e mi sento fortunatissima.

7. Puoi darci un accenno sulla tua nuova collezione? Qual è il suo filo conduttore? 

La leggerezza. 

8. A che tipo di donna fai riferimento nelle tue collezioni? C’è qualche icona che vedresti bene per una tua ipotetica campagna pubblicitaria?

Nell’ultima collezione Frida Kahlo. Per la prossima ADV la cantante Grimes. Magari! La musa di sempre resta Franca Sozzani.

9. Quanto c’è della tua città natale, Roma, in ogni tua creazione?

Molto poco.. anzi una cosa c’è, il colore! Roma è una città allegra e colorata, credo sia una caratteristica predominante in ogni mia collezione. Per il resto purtroppo Roma continua ad essere molto indietro. 

10. Hai in mente nuovi progetti per il futuro?

Iniziare presto la mia linea con i tessuti disegnati da me.


Drawing from the past to be projected into the future. The Roman designer Caterina Gatta has an inner talent. She experiments and plays with the opposites creating an everlasting style. Her collections enclosethe past and the present: they consist of unique pieces made with prestigious vintage fabrics that Caterina revisit in a contemporary way. She graduated  in Fashion at La Sapienza university and afterwards took up a course at the Central Saint Martins of London. Today she created dresses that smell of the old times while being perfectly contemporary. It is like giving a future to vintage pieces. And it is exactly this refined and never "shouted" style that led her to celebrate the 50 years of Maison Lancetti for which she designed a capsule collection of 8 pieces, a scarf and a pair of shoes with 80s and 90s vintage fabrics.

Caterina is the guest of this week's column. Enjoy!

We know you for bringing the recycling trend to the luxury world, a very innovative and experimental idea. Yours is a continous research of vintage fabrics from the most prestigious desginers in order to re elaborate them and create a brand new product.

1. Why did you choose to blend  traditions of the past with modernity? 

I like when people notice the recycling aspect, which one of the main features of my work. Actually, this idea was born casually.Back in 2008 I found a silk crepe fabric by Irene Galitzine in a fabric shop. I was astonished and it came to me that,if I searched really hard, I could have found more of these fabrics. From then on I began to search and search for vintage fabrics all around Italy. I started to collect many printed fabrics from all the greatest designers of the 80s and 90s such as: Gianni Versace, Valentino, Ungaro, Givenchy, Fausto Sarli, Mila Schon, Raffaella Curiel, Yves Saint Laurent, and many more. After a while, the collection was getting so big that I felt like it was worth sharing such a discovery, it would have never reached anyone if it remained in my closet! So, I decided to make a mini samples collection. I didn't know how it could be, I had no clue how to start but the only thing that I had firmly in mind was that the dresses had to be created with those vintage fabrics while the shapes and volumes had to be very fresh and contemporary.

2. Where does this passion for vintage clothing come from?

It was a love born very spontaneously. During the university period I was working part-time for Elio Ferraro Gallery Store and one of the stores was in via Margutta. That was when I fell in love with the vintage trend.

3. Can you tell us more about the process of researching vintage fabrics and prints in practice?

It is a work of patience and hard research. Lately I happened to find some things in Paris and London but prices are really high!  They seel 1 meter of fabrics for uo to 250 pounds, unaffordable!

4. How do you recreate every fabric in order to give birth to a new and exclusive piece?

I let the type of fabric and color inspire me. Afterwards, I add my interests: art, music, cinema, my travels...all these elements are mixed inconsciously et...voilà! Put in this way, it may seem an easy and process but it actually takes months and months.

5. You're experiecing success in foreign markets, especially the American one. Do you know why? What is the difference between the Italian and the American Market?

It's true. I think it has to do with being more open-minded to the new compared to Italy. Here, we're often too bound to the same historical brands.

6. You tried very hard to get the attention you deserved in the fashion world. What are the requirements that a young designer should have in order to emerge in Italy?

Having an innovative idea. There are plenty of talented people and competition is fierce! A good idea makes you go far. I think one should start from the low and be hunble and curious, curiosity is a precious quality for this job! One needs some madness and patience and be surrounded by trustworthy people. I've got a special one and I feel very lucky.

7. Can you give us some hints about the new collection and its main leit motiv?

The lightness.

8. Which kind of a woman your collections refer to? Is there any icon that you would love to see for your advertising campaign?

My last collection is inspired to Frida KhaloFor the next advertising campaign I wish I could have the singer GrimesBut my muse always remains Franca Sozzani.

9. How much of your hometown, Rome, there's in your creations?

Very little .. indeed there is one thing, the color! Rome is a city colorful and happy I think it is a predominant feature in all my collection. For the rest, unfortunately, Rome continues to be far behind.

10. Are you planning new projects for the future?

Start early and my line with fabrics designed by me. 

 
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