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Save the date - A solo retrospective at MOMA

Save the date - A solo retrospective at MOMA

Da domenica 26 febbraio all’11 giugno 2012 al MoMA di New York sarà possibile ripercorrere i 35 anni della carriera dell’artista americana Cindy Sherman. La virtù, affermava Baudelaire, è artificiale e soprannaturale. Il gusto per l’artificio e il trucco servono a preparare un incontro, ad elevare ciò che è naturale al rango di arte. Per raccontare qualcosa, per mettere in scena la tragedia dell’esistenza, l’arte si trasforma in commedia. Dipinti, sculture, film, installazioni, performance, collage e assemblage, ogni mezzo possibile viene sfruttato dall’artista per andare oltre la mera fotografia.

Tutte le barriere, i limiti possibili vengono superati mettendosi in gioco in prima persona.

Dopotutto il soggetto prediletto della Sherman è proprio lei stessa, travestita e truccata a seconda del messaggio politico o morale che vuole veicolare. Un tipo di arte che nasce in una dimensione privata, dove l’artista è regista e attore allo stesso tempo. Le chiamano fotografie ma potremo tranquillamente considerarle dipinti per la qualità tecnica e la profondità della rappresentazione.

La mostra esplorerà i temi più importanti della carriera della Sherman come il cinema, l’horror, il grottesco, il mito, l’identità di classe e quella sessuale. Parallelamente la performer ha selezionato, dalla collezione del MoMA, dei film che saranno trasmessi nel teatro all’interno dello stesso museo.

La fotografia come amore osceno, capace di rendere immutabile ciò che non lo è. Capace di svelare più che il bello, la varietà del brutto. Una mostra e un’artista degni di essere osannati, nelle cui opere specchiarsi, e perché no, avere un sussulto, un fremito di orrore di fronte a ciò che, inaspettatamente, ci accorgiamo di essere.

 

From Sunday 26th of February to 11th of June 2012 at the MoMA, New York it will be possible to see the 35 years of Cindy Sherman’s carreer.

The virtue, as it has been said by Baudelaire, is artificial and supernatural. The choice of the artifice and make up is done for the need of preparing a meeting, to elevate what is natural into a work of art.

The exhibition will explore dominant themes throughout Sherman’s career, including artifice and fiction; cinema and performance; horror and the grotesque; myth, carnival, and fairy tale; and gender and class identity. 

She notes that collectors prefer works in which she appears; it is unfortunate that the Modern reinforces this view. 

In conjunction with the exhibition, Sherman has selected films from MoMA’s collection, which will be screened in MoMA’s theaters during the course of the exhibition. A major publication will accompany the exhibition.

 
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