
La Milano Design Week riparte da Porta Venezia Porta Venezia Design District presenta "Design is Act"

In occasione della Milano Design Week, il Porta Venezia Design District presenta Design is Act, concept ispirato al pensiero di Tomás Maldonado, figura centrale del design del Novecento che ha restituito al progetto una dimensione etica, culturale e politica, sostenendo che il design non è mai un semplice esercizio formale, ma un atto di responsabilità e consapevolezza: una pratica critica capace di leggere il presente e intervenire nella realtà.
«La Milano Design Week è l’evento di maggior prestigio internazionale del settore e la settimana di punta del calendario milanese, in cui la nostra città diventa crocevia di visitatori, esperti, appassionati e portatori d’interesse che generano ricadute e mettono in moto, ogni anno, idee e cambiamenti. All’interno di questo contesto» afferma l’assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro Alessia Cappello «il Porta Venezia Design District presenterà, come sempre, un contributo rilevante e sono certa che, anche per questa edizione, saranno tanti gli spunti e le proposte che saprà connettere e mettere in campo, portando in quest’area urbana un numero sempre maggiore di utenti in cerca di progetti, di incontri e di occasioni».
«Con Design is Act vogliamo riportare il design alla sua dimensione più autentica: quella di atto culturale capace di trasformare la realtà. Progettare significa assumersi una responsabilità, prendere posizione nel proprio tempo e costruire relazioni tra pensiero, materia e società» commenta Carlo Barbarossa Co-founder e Creative Director di PVDD.
Il programma di Design is Act
Tra i progetti centrali, INSIEME, ideato e curato da Sabato De Sarno per Vanity Fair Italia, sposta lo sguardo dagli oggetti alle persone, mettendo al centro artigiani e processi produttivi. Il progetto si espande nello spazio urbano con l’intervento di JR, che porta i volti degli artigiani su scala monumentale. Alla Piscina Romano, 6:AM presenta OVER and OVER and OVER and OVER, un’installazione che riflette sulla ripetizione come struttura invisibile della quotidianità e della pratica creativa.
IKEA, allo Spazio Maiocchi con Food for Thought esplora invece il rapporto tra design, cibo e convivialità attraverso ambienti immersivi che reinterpretano i rituali domestici. All’Istituto dei Ciechi, Anima Mundi di GEELY con Dotdotdot costruisce un ecosistema interattivo dove suono e luce reagiscono alla presenza umana, mettendo in dialogo tecnologia e dimensione sensibile.
Installazioni ed esperienze
Il distretto si sviluppa come un percorso esperienziale. Responsive Nature di Molteni&C, firmato da Elisa Ossino Studio, propone una sequenza di giardini immersivi che mettono in relazione design outdoor e paesaggio. Škoda presenta Ooooh, that’s EpiQ!, un’installazione dinamica e giocosa che fonde ambiente fisico e digitale. Con YOOX Camerino, realizzato con Keta Bart, il camerino diventa uno spazio narrativo in cui identità, moda e intelligenza artificiale si intrecciano, trasformando un gesto intimo in esperienza.
Percorsi sensoriali
Una parte importante del distretto lavora sulla percezione: The Swedish Home di Electrolux costruisce un ambiente domestico immersivo dove rallentare e ritrovare equilibrio tra design e benessere. The Sensory Lab di Sara Ricciardi per Eccentrico trasforma la ceramica in linguaggio sensoriale, tra superfici, colore e ritualità quotidiane. Con Edible Reveries, Artisia porta il food design in una dimensione quasi onirica, dove la pasta stampata in 3D diventa esperienza estetica e multisensoriale.
Mostre e ricerca
La dimensione curatoriale si esprime in progetti collettivi come Factory Eleven di DEORON, che mette in dialogo designer emergenti e industria, e One, Two, Many di Movimento Gallery, focalizzata sulla sperimentazione materica. Con Renaissance of the Real, USM e Snøhetta propongono un’installazione che invita a riscoprire la dimensione fisica e sensoriale in opposizione all’accelerazione digitale.
Moda e formazione
Il legame con la formazione emerge nella collaborazione tra Istituto Secoli e PORTA VENEZIA DESIGN DISTRICT, con la progettazione di una divisa iconica che riflette la doppia anima di Porta Venezia. Allo stesso tempo, Raffles Milano presenta In the Act of Being, piattaforma che indaga l’ibridazione culturale e disciplinare del design contemporaneo.
Suono e spazi ibridi
Con The Meanwhile Club, Park e Le Cannibale trasformano uno spazio in un club temporaneo e listening room, lavorando sul concetto di riuso e tempo sospeso. Il progetto non è solo installazione, ma attitudine: un’architettura che vive attraverso suono, presenza e relazione.
In questo contesto, progettare significa prendere posizione e assumersi la responsabilità del proprio tempo, mettendo in relazione memoria, conoscenza e trasformazione. Design is Act si configura come un invito a considerare il design come azione e un gesto capace di connettere pensiero e materia, memoria e futuro, immaginazione e impatto reale. Dunque, la Milano Design Week è un’occasione unica non solo per scoprire nuove idee, ma anche per promuovere una consapevolezza creativa che ci coinvolge tutti.






















































