La produttività di Nicole Kidman è un fenomeno da studiare seriamente Scarpetta, il nuovo show di Prime Video con l'attrice australiana, sta piacendo a tutti

La produttività di Nicole Kidman è un fenomeno da studiare seriamente Scarpetta, il nuovo show di Prime Video con l'attrice australiana, sta piacendo a tutti

Tra cinema e serie tv, Nicole Kidman è instancabile. Continuamente catapultata in nuovi progetti, passa dal vincere premi come la Coppa Volpi a Venezia a recitare in film controversi come Babygirlfino a diventare una patologa forense che deve riaprire un caso di circa venticinque anni prima nel nuovo show di Prime Video, Scarpetta. La serie, adattamento della saga letteraria di Patricia Cornwell composta da ventinove libri, fa già prevedere l'arrivo di una seconda stagione. Il titolo è diventato presto tra i più visti della piattaforma, anche grazie a un finale che si chiude con un grosso e cruento cliffhanger. 

Un impegno rinnovato

@jamieleecurtis Some truths are better left buried. Scarpetta premieres March 11 on Prime Video. EXCITED AND PROUD @Amazonprimevideo Cycle Syncing Frequency - Still Haven

Prendendo parte a Scarpetta nel ruolo della protagonista Kay, Kidman continua a onorare la sua promessa di impegnarsi a lavorare con quante più professioniste del settore dello spettacolo. Un giuramento a se stessa largamente mantenuto: nel 2025, l’attrice aveva collaborato a diciannove progetti diretti da donne nel corso di otto anni, insistendo inoltre per avere una regista alla direzione di un atteso sequel del 2026, Amori & incantesimi, col titolo affidato infine alla danese Susanne Bier

Anche Scarpetta contiene in sé i principi della visione femminista di Nicole Kidman, sia nella trama che nei metodi di realizzazione. A dirigere la maggior parte degli episodi è David Gordon Green, ma ad alternarsi dietro la macchina da presa ci sono anche Charlotte Brändström e Ellen Kuras, mentre a capo dell’ideazione dello show c’è la Elizabeth Sarnoff, candidata agli Emmy per serie come Lost e Barry

Un crime diverso dal solito

Lo show segue le più classiche delle regole del crime televisivo, le quali riescono a venire talvolta rigirate e poste sotto una nuova luce. Un risultato ibrido che fa dell’adattamento dalla saga famosa e amata di Cornwell una commistione vincente e appassionante che vede due parallele incrociarsi: da una parte, il desiderio di portare su Prime Video un prodotto moderno con un cast di alto livello e una scrittura che va liscia, dall’altra facendo della cornice di Scarpetta il contenitore più riconoscibile possibile, quello delle indagini dietro a un serial killer. A questi si aggiungono una dinamica familiare disfunzionale e intricata, un rapporto teso tra sorelle e l’utilizzo delle IA come sostituzione alla vita, facendo avanti e indietro nella narrazione per stare ora al passo con l’investigazione (che si sposta tra passato e presente), ora con i fili che legano e determinano le relazioni tra personaggi. 

Un ritratto al femminile 

Scarpetta è così la storia personale della protagonista Kay e su come il ritorno nella città natale abbia scombinato le sicurezze della sua vita, professionale e lavorativa. È intrattenimento generalista, accessibile a quanti più spettatori possibili, ma è anche racconto dei mestieri e dei ruoli che ricoprono le donne nella società. Come il fatto che il loro essere vittime sia una prerogativa per molti serial killer, e che quando non sono il loro bersaglio subiscono comunque una violenza di genere perpetrata tutti i giorni e in qualsiasi luogo, in particolare nei posti di lavoro. Un prodotto in linea con gli obiettivi di Nicole Kidman, meno sofisticato di altri titoli che l’hanno coinvolta pur risultando magari più trascinante, in grado di ingaggiare sia con un pubblico di fan sia con chi vuole solo passare il tempo con del buon crime.