
La passione della Gen Z per le bevande alcohol-free non è solo una questione di salute Una generazione che consuma solo con la promessa di stare meglio
Nell'epoca dell'ipermonitoraggio, qualsiasi mossa falsa può rovinare una reputazione. Sarà per questo che l'alcol non piace molto alla Gen Z: inibisce i sensi, fa abbassare la guardia, rende più impulsivi e distratti. E se sui social vale la regola di condividere solo gli highlight della propria vita, allora va bene postare le feste e i momenti di spensieratezza, la palestra e le vacanze, ma non lo stato effettivo di ubriacatura e le figuracce. Peggio ancora se, a condividere i nostri scivoloni, sono gli altri.
Questa preoccupazione per la percezione che gli altri hanno della propria immagine ha influito tantissimo sulle abitudini dei più giovani. Ha dato vita al softclubbing, termine divisivo che reinterpreta il rave in maniera meno aggressiva (sia da un punto di vista degli orari, dato che invece che di notte si svolge di mattina, sia da un punto di vista di consumo, di droghe così come di alcol, sostituiti da caffè e matcha), e ha fatto nascere in loro un interesse marcato per tutto ciò che riguarda il benessere. I cocktail, in questo nuovo modo di vivere la socialità, sono finiti in fondo alla lista delle priorità, sostituiti da opzioni alcohol-free o da tecniche palliative come il zebra striping.
Vino e cocktail non piacciono se non sono sani
@cucinaleo Il Kvass è una bevanda fermentata di origine estiva tipica dell’Europa dell’Est, in particolare della Russia e dell’Ucraina. Tradizionalmente conosciuto come il “pane liquido”, nasce come metodo di recupero per non sprecare il pane raffermo. Ingredienti per 3 Litri -3 litri di acqua - 400g di pane (io ho usato segale e integrale, ma ogni tipologia va bene) - 150g di zucchero - 10-12 ombrelle di fiori di sambuco (lievito selvaggio) o 5g di lievito di birra fresco - 30g di zenzero fresco Diventa leggermente alcolico intorno a 0,5 gradi Il Sambuco è noto per le sue proprietà diaforetiche e antinfiammatorie, utili per supportare le vie respiratorie e il sistema immunitario. Lo Zenzero aggiunge una nota piccante e apporta benefici digestivi, oltre a essere un potente antiossidante naturale. Puoi aromatizzarlo come meglio credi #bread #kvass #homemade audio originale - Leonardo Salerno
La popolarità dei drink analcolici non è cresciuta solo in America, la terra di Erewhon e degli smoothie iper-vitaminici (dove per altro Kylie Jenner ha appena deciso di trasformare il suo ormai ex-brand di cocktail in un'azienda di bevande elettrolitiche dal nome K2o), ma in tutto il mondo. In Europa, il consumo di vino cala di anno in anno, con l'Italia che ha visto le vendite del prodotto diminuire di quasi il 10% dal 2019 al 2023.
In Cina sono nati bar che propongono i cocktail a base di alcol e ingredienti della medicina tradizionale cinese per diminuire gli effetti dell'hangover, mentre in Francia, dove si dice che il consumo del vino sia diminuito del 90% rispetto agli anni '70, mixologist di nuova generazione si stanno specializzando in kombucha e altri drink botanici e fermentati.
Insomma, se l'arrivo dei prodotti alcohol-free o low-alcohol sul mercato internazionale era stato osservato con grande scetticismo, dopo un iniziale periodo di stallo dovuto soprattutto alle pressioni sociali è riuscito finalmente ad ottenere il riconoscimento che merita. La scorsa settimana, riporta Ansa, il suo valore ha superato gli 11 miliardi di dollari, con un report di NielsenIQ che dimostra che ormai, in Italia, il 63% dei consumatori sceglie aperitivi analcolici.
L'ossessione per la salute piace anche ai brand
Come spesso succede ai trend che riguardano la Gen Z, anche i brand si sono appassionati al bere consapevolmente. Oltre ai marchi di birra, di vino e superalcolici che hanno lanciato alternative alcohol-free dei propri prodotti - la birra Moretti, il vino Franciacorta e il gin Tanqueray tra gli altri - brand che solitamente con il bere non c'entrano nulla progettano sempre più eventi incentrati sul benessere e sul consumo consapevole.
Se fino a un paio di anni fa i cocktail erano la modalità preferita dei brand per presentare nuove collezioni e riunirsi con la propria community, adesso si opta per le attività, da cui i run club, le lezioni di pilates, di yoga, e i workshop di personalizzazione. Heineken, nell'ultimo anno, ha intercettato i consumatori più giovani con progetti dedicati alla condivisione, più che al bere, con il lancio di una web app per incontri per bar e un braccialetto elettronico, pensato per i festival Coachella e Nameless, che si connette ad un altro quando si fa bridisi (da cui il nome del dispositivo, Clinker) per rilevare l'affinità musicale sincronizzandosi con le piattaforme di streaming.
Non è detto, però, che le nuove generazioni rinuncino all'alcol per sempre. Anzi, l'ossessione diffusa per il perfezionamento del sé potrebbe essere arrivata al suo limite, esasperata tramite il fenomeno del looksmaxxing che, ormai, riesce a far vedere solo il suo lato peggiore, incoraggiando isolamento e un pensiero autosvalutante. In un periodo in cui le certezze intorno al lavoro e al futuro sembrano ogni giorni più fragili, le nuove generazioni potrebbero finalmente decidersi a lasciare perdere questa ossessione autoimposta per il controllo di ogni ambito della propria vita, e tornare a divertirsi. Mai dire mai.










































