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Il dissing contro Leonardo Maini Barbieri e il giustizialismo della Gen Z su TikTok

Cosa rivelano le polemiche attorno al creator di Carpi sull'estetica e il funzionamento della piattaforma

Il dissing contro Leonardo Maini Barbieri e il giustizialismo della Gen Z su TikTok Cosa rivelano le polemiche attorno al creator di Carpi sull'estetica e il funzionamento della piattaforma

Se vi siete finalmente rassegnati alla vostra dipendenza da TikTok - dopo averlo scaricato ancora riluttanti e molto dubbiosi, per finire poi a scrollare fino alle due di notte ogni sera - sarete senz'altro incappati almeno una volta nei video di Leonardo Maini Barbieri, uno dei creatori più seguiti d'Italia, che in questi giorni è al centro di accesissime polemiche sulla piattaforma e non. Al di là dei dettagli e degli sviluppi della vicenda, che comunque stiamo seguendo come fosse una serie Netflix, lo scontro tra Barbieri e i suoi detrattori restituisce un'immagine fedele degli utenti che popolano TikTok, dell'estetica dominante sul social e del perché mai come oggi la piattaforma è l'esatto opposto di Instagram. 

Il dissing

Nel caso ve lo foste persi, Leonardo Maini Barbieri è un giovane content creator di Carpi che racconta, attraverso un format molto diffuso su TikTok, la sua routine giornaliera, scandita da passeggiate in centro, shopping nella profumeria di fiducia, tè servito rigorosamente con il latte, come gli inglesi, balletti russi e cambi d'abito. Barbieri, che millanta una discendenza artistocratica antichissima e titoli nobiliari, ha fatto del suo stile di vita il suo marchio di fabbrica, mostrando con nonchalance borse firmate Dior ed Hermès, mocassini Gucci, occhiali da sole Tom Ford, foulard Chanel, arrivando nel salotto di Barbara D'Urso per raccontare il suo mondo dorato e ultra social. Con oltre mezzo milione di follower su TikTok e oltre 120 mila su Instagram, Barbieri ha dato forma ad un linguaggio condiviso, rendendo virali le sue espressioni e i suoi modi di dire, diventati un tormentone tra gli utenti italiani della piattaforma. 

Di pari passo alla crescente popolarità di Barbieri, si è andato a formare una sorta di esercito avversario composto da hater e detrattori, come accade spesso sulle piattaforme social. Il più vocale in questo senso è Giacomo Attanà, content creator based a Milano e laureato all'Istituto Marangoni, che con cadenza giornaliera cerca di analizzare (e screditare) la figura di Barbieri. La teoria che lui e molti altri utenti cercano di dimostrare, in un gioco da detective che non si vedeva da tempo, è che Barbieri è in realtà una montatura, che tutti i gioielli e le borse che sfoggia sono in realtà dei fake, che persino il titolo nobiliare sarebbe inventato. Insieme ad Attanà, infatti, si moltiplicano i creator che indagano sullo stemma di famiglia presente su un anello d'oro indossato dal CEO del buon gusto, come si descrive Barbieri nella bio; oltre a chi invece, con dovizia di particolari e zoom al limite del possibile, evidenzia come le borse fotografate siano dei fake, con tanto di screen da pagine IG e presunte conoscenze da Hermès. 

@giacomoattana

Dior Book Tote rigorosamente sartoriale

La sete di giustizia

Lo scontro con un presunto nobile che spende quattro mila euro in profumeria non poteva che essere esplosivo, ma ciò che colpisce della vicenda è la velocità con cui gli utenti di TikTok si sono messi alla ricerca di elementi e prove per distruggere un personaggio che loro stessi avevano contribuito a costruire. Non si tratta per altro della prima shit storm che interessa Barbieri, criticato per un like su FB alla pagina della Lega (like di almeno cinque anni fa) e per l'uso di pellicce e pelli animali. In questo caso però lo scontro è stato più aspro data l'apparente insofferenza con cui TikTok reagisce a personaggi che non sono integerrimi, puri e duri nelle loro intenzioni. Non sono ammessi errori, incongruenze o frasi sbagliate, pena migliaia di video a tuo discredito, che paradossalmente fanno circolare il nome di Barbieri in modo ancora più frequente sulla For You Page. Sembra quasi un'amplificazione di quella cancel culture che fa in fretta a cancellare chiunque si azzardi anche solo ad usare un pronome sbagliato, una giustizia ad orologeria che colpisce tanto su Twitter quanto su Instagram, ma da cui almeno la Gen Z sembrava immune. 

@lolek1194

Io sono solo nobile dentro ##leonardomainibarbieri ##leonardomainibarbieriisoverparty ##cavaliere ##cavalierisantosepolcro ##nobile ##fake ##greenscreen

suono originale - Lolek1194

Se per un momento è stato divertente usare gli audio in cui Barbieri raccontava la sua vita applicandoli alla nostra di quotidianità, molto più modesta, e normale, ad un certo punto questo effettivo scontro di classe è diventato troppo da sopportare, e la natura corale e collaborativa di TikTok ha dato il suo peggio (o meglio, dipende dai punti di vista) per distruggere un suo rappresentante. 

 

La fine dell’era dello show off

L'accanimento contro Barbieri rivela una tendenza propria di TikTok che si allontana molto dall’estetica dominante di Instagram. TikTok ha infatti la capacità unica di romanticizzare e rendere affascinante la nostra vita quotidiana, attraverso brevi montaggi aspirazionali e visivamente piacevoli di oggetti e gesti che facciamo tutti tutti i giorni, dalla colazione all’allenamento fino alle lezioni in DAD. Se Instagram mostra tutto ciò che non abbiamo e tutto ciò che non siamo, TikTok è uno specchio della nostra vita, raccontata però in modo più affascinante, idealizzato senza risultare troppo distante dalla realtà. Il mood più generale è senz’altro chill, rilassato, si balla e si raccontano gli aneddoti della giornata in tuta o in pigiama, con i capelli raccolti e col volto struccato, si scherza sul fatto di essere broke, si ride delle tragicommedie quotidiane, non ci si prende troppo sul serio, insomma. 

@camilla.fracasso

Reply to @spilltheteaita non voglio né offenderlo né sminuirlo, se siete interessati a questo seguite @giacomoattana non me hahaha ##nohate

Blue Blood - Heinz Kiessling & Various Artists

Non c’è quindi spazio per un principe che spende ogni giorno 500 euro in profumi, c’è un’incongruenza troppo grande per ignorarla. Se questa volta è toccato a Barbieri, che probabilmente finirà in un loop di TikTok in cui gli utenti sono più benestanti e amano vedere rispecchiato il proprio lifestyle, la prossima toccherà a @thecastlediary, la ragazza che abita, davvero, in un castello. Se anche fosse vero che Barbieri si sia inventato tutto, investendo persino in borse perfettamente false, sarebbe egli stesso vittima di quella cultura dello show off, di quella ostentazione e di quella ricerca della ricchezza a tutti i costi, resa popolare proprio su Instagram. Come se l’unico modo per essere rilevante e quindi popolare fosse millantare un patrimonio a sei cifre, conoscenze da Hermès e borse rarissime, in una mentalità elitaria e molto classista. Un mindset che comunque si è rivelato vincente vista la popolarità raggiunta da Barbieri. 

Chissà se Barbieri riuscirà a sopravvivere a questi attacchi o se invece riuscirà a riprendersi o addirittura a reinventarsi, o se invece, come temo, i suoi detrattori avranno la meglio. Aspettando il prossimo personaggio da distruggere.