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Nove singoli che stanno scaldando il nostro autunno

In rigoroso ordine sparso, i pezzi che abbiamo ascoltato in loop tra zucche e primi freddi

Nove singoli che stanno scaldando il nostro autunno In rigoroso ordine sparso, i pezzi che abbiamo ascoltato in loop tra zucche e primi freddi

Non fu impresa facile quella di riassumere i nomi degli artisti di cui – siamo (ancora) sicuri – si sentirà parlare quest’anno, eppure vi siete fidati (per rinfrescarti la memoria, clicca qui).

Così, per ringraziarvi, abbiamo deciso di inventarci un’altra rubrica piena di scoperte croccanti che, ovviamente, non abbiamo idea di quale cadenza avrà. Probabilmente andrà a sentimento come tutto quel che di buono e interessante succede là fuori. Nove brani, personalità diverse che spogliano la scena musicale attuale per farcela riscoprire da capo.
Abbiamo ascoltato le ultime uscite di questo inizio d’autunno e i seguenti, in rigoroso ordine sparso, sono i pezzi che vi consigliamo di mettere in loop nelle cuffie nei prossimi giorni. Consumateli, logorateli, attraversate i mondi che pensiamo potrebbero aprirvi e poi fateci sapere se avevamo ragione.

 

#1 Piazza Polonia – Sxrrxland 

Prima traccia del disco, appena uscito, dei giovani predatori della nuova scuola urban street eccetera. Insomma, per capirci tra di noi: la new wave della new wave. Non dura neanche due minuti ma è il perfetto manifesto delle loro (buone?) intenzioni per la musica italiana: violenza, amore e droga sono i classici ingredienti della ricetta che ormai conosciamo bene, miscelati con originalità e sarcasmo. Un brano secco, diretto, che presenta il collettivo senza troppi giri di parole: giovani predatori / fanno canzoni tristi / Sxrrxland freaks / siamo noi quei Misfits. Un po’ vampiri, un po’ criminali, i tre romani mettono in piedi un gioco fatto di styling, design e musica. Insomma, buone nuove in casa Asian Fake che sembra averci visto giusto, di nuovo. 

 

#2 Volersi Male – Tananai

Ci ricordavamo del giovane Alberto Cotta Ramusino per il suo ricercato lavoro da producer come Not For Us (uscito, ai tempi, per Universal Music). Sparito dalle scene per un po’, torna sotto i riflettori in sordina, in un periodo che pare maturo per il suo nuovo progetto dove (finalmente) canta in italiano e si produce da solo. Di tutto questo si sa ancora pochissimo: Tananai è il nomignolo con cui lo chiamava suo nonno da bambino. Uno che faceva gran confusione, frastuono, schiamazzo. Questo è quel che si legge nella dicitura sotto al suo nuovo nome d’arte, che sembra proprio una definizione uscita dal vocabolario. Il pezzo scorre su un ritmo ipnotico, il tappeto di suoni ricamato dal producer è ricco e il ricordo, raccontato in quello che sembra un lunghissimo messaggio vocale mai inviato, indelebile. Restiamo in attesa delle prossime mosse.

 

#3 Niente Mi Fa Come Mi Fai Tu – Riccardo Sinigallia

Il disco Ciao Cuore con cui Riccardo Sinigallia torna sul mercato discografico non è qualcosa di facile. Tra tutti i pezzi, questo è forse quello più sentimentale e intenso o, banalmente, solo il nostro preferito. Per certi versi ricorda il Lucio Battisti più sperimentale ed eclettico. Il testo, una confessione romantica, alla vecchia maniera, accarezza un tappeto di sonorità dalla potenza espressiva limpida, quasi fosse la colonna sonora di un film pazzesco, di quelli candidati all’Oscar. Un brano dalla forte personalità che non si piega alle logiche di mercato né tanto meno alle mode degli ultimi tempi: consigliatissimo per uscire fuori dai soliti schemi e ascoltare (per davvero) qualcosa di diverso dal solito. Standing ovation, baci e abbracci.

 

#4 Rehab – Ketama 126 ft. Generic Animal

La titletrack dell’album del più spericolato tra i membri della Lovegang assume un’aria completamente nuova, accompagnato da Generic Animal alla chitarra e alle seconde voci. Nell’esclusivo video girato a Forlì per Deposito Zero Studios, il rapper svela il suo lato più intimista, registrando una versione inedita unplugged di Rehab. I suoni vicinissimi al grunge e lo stile punk rock di tutto il brano rendono la collaborazione tra i due artisti vincente: che sia il primo passo verso qualche data del tour insieme? Noi ce lo auguriamo. Quelle chitarre non si suonano certo da sole e sicuramente non vogliamo lasciarle a qualche frère della gang (con tutto il bene), impegnati come sono, tutti quanti, nei loro vari progetti solisti. Vedremo.

 

#5 Tutta la Vita – Gazzelle

L’upgrade stilistico di Gazzelle non poteva certo passare inosservato: a settembre ha sfornato quella che, possiamo dirlo, è proprio una bella canzone. Flavio Pardini annuncia così l’imminente uscita del suo prossimo disco, Punk, che – se continua così - sembrerebbe nascondere al suo interno tante sorprese. Forse per la prima volta in assoluto decide di sporcarsi le mani, di rischiare con un pezzo molto diverso da quelli che lo hanno preceduto. Tutta La Vita racconta la solitudine, l’amarezza e allo stesso tempo la speranza in modo estremamente dolce senza mai diventare banale. L’ironia di quel "abbiamo tutta la vita davanti / si, davanti a un bar" rappresenta l’emblema di ciò che caratterizza il melodramma della nostra solitudine generazionale 2.0. Niente golosi ritornelli, nessuna epifora: un pezzo (ipotizziamo) non facilmente condivisibile da quella fanbase che si era a costruito a colpi di ritornelli, styling e zucchero filato ma che forse, proprio per questo, ci arriva ancora più forte e sincero. Bravo.

 

#6 Compasso – Tauro Boys

Volevo essere diverso / il primo italiano a parlare sempre del meglio” si chiude così uno dei pezzi meglio riusciti del nuovo disco dei Tauro Boys: YangPava, Mxmln e Prince (sul serio),  ragazzi di cui vi avevamo già accennato qualcosa qui. L’ennesimo collettivo romano? Forse sì, ma lasciamo da parte la geopolitica per concentrarci su un pezzo che riesce a sintetizzare la trap in modo personale, attraverso una ricerca minuziosa di suoni e rime. Questo sottogenere, evoluto in vero e proprio genere musicale alla velocità di un Pokèmon, trova qui una freschezza e un ritmo tutti nuovi, grazie anche alla produzione di Prince. Un brano dal sapore internazionale in cui si sentono vicine più che mai le influenze di Lil Peep, Brennan Savage e… ma che importa? Tanto ora ci sono loro per una buona dose di trap fatta in casa. Made in Italy. Non devi neanche cercare le lyrics.

 

#7 2% – Gue Pequeno feat. Frah Quintale 

Non possiamo non citare la più romantica tra le hit di Sinatra, ultimo disco di Gue uscito a settembre. Un tormentone passionale, sexy, che strizza l’occhio alla trap nostrana ma non solo, anche a quella latina e al reggaeton (sul serio). Benché il rapper non abbia saputo approfittare al 100% del talento di Mr Frah (giocare con le percentuali qui è d’obbligo) e benché il giovane bresciano resti relegato tra cori e poche rime, questo è comunque uno dei brani più potenti della stagione. “Ma se mi guardi negli occhi / tu ti connetti e mi sblocchi” è soltanto uno dei tanti versi tramite cui l’amore viene paragonato alla tecnologia che stringiamo tutti i giorni tra le mani. Così, il riconoscimento facciale del prezioso iPhone X, ormai divenuto finestra sul mondo a furia di scroll, diventa niente a confronto con lo sguardo dell’amata che però sembra non volerne più sapere del (t)rapper. Un ponte tra l’hip hop e la new wave: attraversiamolo.

 

#8 Nascosta in piena vista - I Cani

 

Per rispettare le regole di tutti gli articoli catchy dell’Internet e ricevere il numero di click giusti, questo articolo doveva contenere solo otto singoli, o dieci, e comunque rispettare determinati cliché editoriali ma poi Niccolò Contessa ha deciso di uscirsene con un pezzo nuovo a distanza di due anni dal suo ultimo disco mandando a quel paese tutti i nostri buoni propositi. Nascosta in piena vista è la colonna sonora di un film e come tale va presa. Non farà parte di Hit Mania Dance Estate e non finirà in televisione sotto uno spot pubblicitario. È importantissima per il ritorno discografico che sembra preannunciare e per la confidenza intima, sincera, che timidamente azzarda e non azzarda. Ma perché ci resta impressa e allo stesso tempo ci sfugge?
Niccolò ci racconta di tutte quelle cose che vedi sin da quando sei piccolo, di quelle in cui hai sempre creduto: come quando eri convinto che sotto il letto c’era un mostro o quando oggi senti una presenza nella stanza vuota, o un’energia che ti rincuora. E queste cose pensi di vederle e sentirle “tra i fili d'erba, come tra le crepe dell'asfalto” perché sono ovunque e in nessun luogo e in questa canzone. Ci sono e non ci sono. Ci sono o non ci sono? Enigmatica e poetica, un cubo di Rubik, una scatola di cartone di cui non conosciamo il contenuto e che deliziosamente inizia e finisce che tanti anni fa copriva il volto del suo autore.

 

#9 Cabriolet - Salmo

 

È appena uscito il nuovo disco di Salmo: Playlist. Un titolo talmente azzeccato per i tempi che corrono da sembrare fake. Noi non abbiamo fatto in tempo ad aggiungere le GIF alle Instagram stories di Spotify che già stavamo scrivendo questo. Così, mentre tutti postano “Stai Zitto”, il pezzo di spessore, il featuring con Fabri Fibra che certo non ha bisogno di presentazioni e che - matematicamente - non può non piacerti, noi ci concentriamo sulla vera radio hit sfornata insieme a Sfera Ebbasta. “Cabriolet” si aggiudica un posto speciale perché riassume lo spirito del disco e contiene tutti gli ingredienti per essere un pezzo concettualmente fondamentale. E poi, dai: come diavolo si fa a dissare chi il giorno dopo ti mette in copertina? Salmo triplo carpiato sbatte sul tavolo una verità che porteremo con noi nel 2019: la trap è un genere, si. La trap la puoi fare e anche fatta bene, si, se poi dentro al rap game ci sai stare.