La mania dei parchi a tema sta per tornare? Dai licenziamenti di Disney alla concorrenza di Universal e Netflix, una nuova strategia per le esperienze immersive

Disney ha recentemente avviato una serie di licenziamenti all'interno della divisione Experiences dell'azienda, cioè quella che comprende parchi a tema, resort e navi da crociera. Ma secondo quanto riporta il magazine statunitense Deadline, questo non sarebbe un caso isolato: da quando lo scorso marzo Josh D’Amaro ha preso il posto di Bob Iger come amministratore delegato della società, Disney ha previsto diversi tagli al personale. 

La notizia ha fatto piuttosto discutere perché la divisione Experiences fa riferimento al settore più redditizio per il gruppo. Nell’ultimo trimestre i suoi profitti sono cresciuti del 20%, e anche il numero di visitatori è aumentato – Disneyland Paris, per esempio, dopo l’apertura dell’area dedicata a Frozen è diventato ancor più popolare. Ma a cosa sono dovuti, allora, i tagli al personale? Tra le ragioni ci sarebbero la riorganizzazione dei progetti e, più in generale, la spinta verso l’automazione di alcuni processi aziendali.

La nuova struttura dei parchi a tema Disney

La nomina di D’Amaro come nuovo CEO di Disney aveva già anticipato, almeno in parte, la direzione strategica che avrebbe preso il gruppo. Prima di assumere la guida della società, il manager statunitense era infatti a capo della divisione Experiences, dopo oltre 25 anni trascorsi all’interno dell’azienda. Negli ultimi anni, mentre Disney+ ha progressivamente perso rilevanza, parchi a tema, hotel e crociere sono diventati la principale fonte di ricavi del gruppo. Puntare ulteriormente sulla divisione Experiences, tuttavia, non significa necessariamente aumentare il personale assunto. I recenti licenziamenti dimostrano che anche le attività creative e progettuali dei singoli parchi a tema vengono organizzate sempre più in funzione dei singoli progetti, con gruppi di lavoro che si ampliano o si riducono a seconda delle esigenze e delle fasi operative, anche grazie al supporto delle nuove tecnologie e dell’automazione.

Questo approccio in parte si spiega anche con la solidità economica del comparto: costruire e ampliare un parco a tema richiede investimenti ingenti, ma permette di generare ricavi consistenti nel tempo. Disney può infatti fare leva su universi narrativi e personaggi di finzione già conosciuti e amati dal pubblico, trasformandoli in esperienze dal vivo per cui moltissime persone sono disposte a pagare. In una fase di maggiore incertezza per il cinema e lo streaming, i parchi a tema rappresentano quindi una fonte di entrate maggiormente sicura per l'azienda, che Disney cerca di tutelare anche attraverso un maggiore controllo dei costi e delle assunzioni.

La concorrenza di Universal e Netflix

Il posizionamento di Disney nel mercato dei parchi a tema è messo alla prova dall'espansione di concorrenti come Universal: la società statunitense attiva nel settore dell'intrattenimento ha inaugurato nel 2025 a Orlando, in Florida, Epic Universe, il primo grande parco a tema aperto negli Stati Uniti dal 2001. Il progetto è costato oltre 7 miliardi di dollari e ha richiesto cinque anni di lavori. L'azienda ha inoltre in programma di aprire entro il 2031 il suo primo parco a tema in Europa, a Bedford, a nord di Londra: secondo molti osservatori, potrebbe diventare un concorrente diretto di Disneyland Paris.

Nel settore di recente è entrata anche Netflix, che a fine 2025 ha aperto la sua prima Netflix House all'interno di un centro commerciale di Philadelphia, negli Stati Uniti. Non si tratta di un tradizionale parco a tema, ma di uno spazio al chiuso con attrazioni interattive ispirate, tra gli altri, alle serie di Mercoledì e One Piece, ricostruzioni dei set, ristoranti a tema, esperienze in realtà virtuale e persino un minigolf. L’ingresso è gratuito, mentre alcune attività sono a pagamento. Dopo quella di Philadelphia, è stata aperta una seconda Netflix House statunitense a Dallas, mentre una terza è prevista a Las Vegas nel 2027.

Quello di Netflix rappresenta un modello più contenuto nei costi e nelle dimensioni, pensato per fidelizzare gli utenti offrendo loro la possibilità di entrare fisicamente negli universi narrativi delle serie TV più amate. Un approccio, questa, che in parte riflette l'evoluzione del settore: i parchi a tema restano una delle attività più solide dell'industria dell'intrattenimento moderna, ma le aziende sembrano orientate a svilupparli attraverso strutture più agili e con un minore impiego di risorse.

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