
Spazio Cinna è dove i creativi possono tornare bambini Apre a Milano un luogo dedicato alla creatività e alla sperimentazione senza scopo

Sabato scorso, a Porta Venezia, ha aperto Spazio Cinna. Lo studio fondato da Sofia Spini e Giorgia Cali prende il suo nome dal dialetto bolognese in cui cinna significa bambina. Dopo essere stato inaugurato lo scorso ottobre ora è aperto al pubblico con l’obiettivo di accogliere idee, persone e discipline diverse per rievocare quella curiosità spontanea con cui si approccia il mondo quando si è bambini, senza la necessità di raggiungere un risultato. Non si vuole far tornare bambini gli adulti, ma concedergli la possibilità di creare sperimentando. Il senso del dovere che si acquisisce crescendo e vivendo nel mondo del lavoro dove tutto è finalizzato a un obiettivo, dentro Spazio Cinna non esiste.
La superficie dello studio, circa 170 m² , si estende all’interno di una corte nel centro di Milano. Gli ambienti che compongono la struttura sono comunicanti tra loro e flessibili per adattarsi a utilizzi differenti. Giorgio Scanelli, l’architetto, ha valorizzato la struttura originale e l’ha arricchita con una pavimentazione in resina che attraversa l’ambiente arredato con elementi modulari ed essenziali. Le aree dedicate alla produzione creativa si trasformano e convivono con altre dedicate a ricerca, lettura, consultazione di materiali e incontri.
L’inaugurazione è avvenuta tramite una cena privata strutturata in modo che uno dei gesti più familiari, quello di sedersi a tavola, si trasformasse in una prima occasione di incontro e sperimentazione. “What did you stop exploring once you thought you'd figured it out?” è la domanda che ha accompagnato l’invito e introdotto il concept della serata per invitare gli ospiti a riflettere su quelle abitudini che una volta diventate familiari smettiamo di mettere in discussione. Il menù è stato affidato allo chef Nicolò D’Alessandro, affiancato dal suo sous chef Riccardo Fontana. Banchetto Archivio, progetto con sede a Milano focalizzato sulla selezione e ricerca di oggetti, allestimenti, props e catering per eventi, ha invece curato il table set design e la direzione creativa della tavola.
L’intero evento è stato possibile grazie a una rete di designer, brand e realtà creative indipendenti che hanno contribuito a far prendere forma alla cena. Dalle panche di Isoipsa che hanno accompagnato il tavolo allestito con le candele di Buat, i piatti di Bluvanilla e i bicchieri e tazze di Traga ai grembiuli e bavaglini disegnati per l’occasione da Emanuele Abbondanza e prodotti da Edoardo Bus. Altri elementi degni di nota che hanno caratterizzato la serata sono il vermouth di Ryto e la selezione di vini di Vigne di Confine che hanno accostato la proposta gastronomica. Il sound system di Amore Eterno e la selezione musicale curata da Idra, insieme a una proiezione realizzata per l'occasione da Luca Coccimiglio hanno accompagnato la serata, documentata fotograficamente da Federico Earth e tramite video da Luca Coccimiglio.























