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Intervista a Gio Forfex

Intervista a Gio Forfex

Gio Forfex è un’artista eccentrico e visionario. Uno che di certo non sta mai nelle righe…figuriamoci quelle di un’intervista. 

Italiano d’origine, Giovanni Forbice crea il suo brand nel 2006 partendo dalle ispirazioni differenti che passo dopo passo incontra sulla sua strada. Le sue scarpe, dinamiche e dall’allure internazionale, piacciono perché sono trasversali e si rivolgono a tutti quelli capaci di coglierne lo spirito street, il mood outsider.

Naturalmente si tratta di “sneakers” che in vernice, nappa o pelle si rivestono dei materiali più inusuali per colpire lo spettatore. Borchie, metallo, plastica e silicone tra i materiali da lui più amati, capaci di fondersi insieme per definire un nuovo ideale estetico che non segue nessun altra regola se non quella “senza regole” del suo creatore.

Delle scarpe, insomma, che raccontano storie, lasciano intravedere nuovi universi e novelle modalità espressive. Dalle Killer alle Warrior, passando per le Rotter e per le Gladiator (non possiamo descriverle, vanno “vissute”) c’è un mondo infinito da esplorare. Il suo, ma anche quello di chi vorrà regalargli attenzione. Partendo da qui.

Buon viaggio.

1. Con Forfex, come è cominciato tutto?
Penso che in un'altra vita ero un giovane cinese morto in un incidente aereo, questo è l'inizio.

2. Raccontaci le fasi del tuo progetto creativo: come sviluppi e realizzi le tue idee?
Non è un fatto di fasi, è difficile per me spiegare questa cosa. Mi accorgo sempre di più che non ho mai capito il fatto estetico delle cose. Star fermo mi provoca agitazione e tutto questo è come un serbatoio senza fondo dove posso buttare quel che voglio. Il resto viene da solo ma devo vedere, toccare,  conoscere persone, mi servono continuamente nuovi momenti e se non c'è questo inizio a guardare indietro e a sprofondare. Le scarpe quando le usi sono sempre più belle ma arrivi ad un certo punto che devi per forza buttarle perchè sono importabili, ma non vorresti mai farlo, rimarranno solo uno ricordo, questo è il processo che vale per tutte le cose.

3. Tre parole per descrivere lo stile di Forfex.
Cocaina...eroina....naftalina.

4. Oltre che designer sei anche blogger. Come nasce il blog "Born Slippy"?
Sono un designer dici? Il nome Born Slippy nasce dal testo della canzone degli Underworld, penso sia geniale. Lo tengo abbastanza aggiornato.
Sì in sostanza è un blog ma parla di me.

5. C’è un personaggio famoso ai cui piedi vorresti vedere un paio di tue scarpe?
Terence Koh già le porta.

6. Nella tua collezione SS11, tra i nomi per i tuoi modelli leggiamo Rotten, Killer, Warrior, Knight, Gladiator, per non dimenticare Dark Side. E' proprio il tuo lato oscuro che hai voluto far emergere?
Se devo essere sincero i nomi non sono proprio il mio forte, quando viene il momento di decidere nomi o titoli o cose di questo genere è veramente difficile per me. Il nome poi non puoi cambiarlo, una volta deciso rimane quello, quindi è peggio ancora. Nel caso dei nomi dei modelli era più una necessità commerciale organizzativa, non avrei dato nemmeno il nome forfex, i nomi alle scarpe sono messi a caso, leggendoli ora vorrei cambiarli...fanno schifo no? In effetti sono abbastanza oscuri.

7. Che cosa volevi diventare da grande?
Dagrandevogliofarelamodella...

8. Per cosa pensi o speri di essere un giorno ricordato?
Vorrrei essere ricordato come un bravo papà anche se è brutto ricordare, sono molto nostalgico.