Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda

L’aggettivo “mostruoso” deriva dal latino monstrum, che significa “prodigio, meraviglia”, ed è forse il termine più giusto per definire lo stile di Tilda Swinton. Nel panorama cinematografico l’attrice britannica incarna una bellezza "mostruosa" dotata cioè di quel fascino che genera inquietudine e allo stesso tempo meraviglia. All’inizio della sua carriera, i suoi tratti somatici androgini e alieni non rispondevano di certo ai canoni estetici richiesti dal cinema hollywoodiano, ma nel tempo il suo volto di porcellana e il suo sguardo enigmatico l'hanno consacrata non solo come un’ interprete di successo, ma anche come una figura mitologica venerata ancora oggi nel cinema e nel fashion system. In occasione del suo sessantaseiesimo compleanno, celebriamo lo stile di Tilda Swinton ripercorrendo alcuni dei suoi inconfondibili look da red carpet e raccontando le vite che ha vestito sul grande schermo. 

I red carpet di Tilda Swinton: un’opera d’arte vivente 

Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda

Per Tilda Swinton i red carpet sono una sorta di palcoscenico dove mostrare il proprio stile e la propria identità artistica. Guardando la maggior parte dei look indossati durante la sua carriera, si può notare un denominatore comune: un rapporto geometrico e architettonico tra il suo corpo e gli abiti indossati. Il fisico affusolato e l’altezza monumentale sono una struttura perfetta per “disegnare”, attraverso i vestiti, una silhouette che ha sempre qualcosa di spigoloso e di plastico. Che sia il taglio di una camicia o la forma del bavero di un blazer, i capi sembrano cadere sul corpo dell’attrice in un modo mai scontato e sempre imprevedibile. 

A definire questo linguaggio stilistico contribuiscono diversi tratti distintivi dello stile di Swinton: dai tailleur con pantaloni a sigaretta agli abiti drappeggiati e asimmetrici, che avvolgono la figura senza mai fasciarla, fino ai contrasti cromatici e ai giochi di texture che la trasformano, agli occhi del pubblico, in un dipinto da contemplare. Nei suoi outfit inoltre sorprende sempre una particolare armonia di contrasti e volumi dove i capelli ricoprono un ruolo di primo piano assumendo la forma di forme “aliene”, acconciature punk o ciuffi platino irregolari: non manca mai, in ogni caso, un aspetto sempre scultoreo. In sostanza, se il celebrities system continua ad essere schiavo del method dressing, al contrario Swinton sembra seguire da sempre un unico metodo: il suo.

Gli esordi sul grande schermo 

Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda

Quanto al suo guardaroba cinematografico, Tilda Swinton ha saputo interpretare personaggi complessi i cui abiti non sono mai stati solo un semplice contorno marginale, ma una cornice densa di significato. Fin dal suo debutto con due film storici in costume,  Caravaggio nel 1986 e soprattutto Orlando nel 1992 , l’attrice si immerge in narrazioni in cui i vestiti tracciano la trasformazione fisica ed emotiva dei protagonisti. Nel film tratto dal romanzo di Virginia Woolf, in particolare, gli opulenti costumi d’epoca che indossa diventano dispositivi narrativi capaci di scandire il tempo del racconto ed esplorare le identità di Orlando. 

Negli anni successivi, Swinton conosce Luca Guadagnino che rimane folgorato dal suo fascino indecifrabile e la sceglie per Io sono l’amore: nel film l’attrice interpreta Emma, una donna dell’alta borghesia milanese che indossa impeccabili tubini e tailleur dalle linee pulite, co-progettati dalla costumista Antonella Cannarozzi e Raf Simons, all’epoca direttore creativo di Jil Sander.

La collaborazione tra Swinton, Guadagnino e Simons continua anche in A Bigger Splash, nel quale Tilda diventa una rockstar di successo che sfoggia abiti di Dior nelle sue mise vacanziere. Anche in Perversioni Femminili e in Michael Clayton l’attrice interpreta donne di successo dall’aura aristocratica, indossando power suit come armature che nascondono fragilità e desideri proibiti. 

Trasformazioni cinematografiche e collaborazioni con i brand 

 

Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda

Durante la sua carriera Swinton ha dato spesso corpo e voce a personaggi fantastici e soprannaturali: nel 2005 l’attrice si trasforma in Jadis, un'algida strega delle nevi ne Le Cronache di Narnia dove indossa un abito ricopiato dal look finale della collezione FW04 di Alexander McQueen, in Constantine, dove interpreta l’Arcangelo Gabriele, la troviamo invece in un fit di Helmut Lang mentre in Solo gli amanti sopravvivono diventa una sofisticata vampiressa dalla chioma felina che indossa monumentali caftani ricamati e pregiati pigiami di seta. Suspiria di Luca Guadagnino è stato probabilmente il terreno di prova più estremo per il camaleontismo di Tilda Swinton. 

Nel film, l’attrice sdoppia la sua identità regalando al pubblico due trasformazioni radicali: da un lato veste i panni di Madame Blanc, la severa coreografa avvolta in tuniche drappeggiate che citano i pepli scultorei di Madame Grès,  dall’altro, dietro un impressionante trucco protesico, si trasforma nel Dottor Josef Klemperer, un anziano e malinconico psicoterapeuta. Le collaborazioni con brand di lusso non mancano nel curriculum cinematografico dell’attrice: in Teknolust Tilda Swinton interpreta una scienziata che indossa lucidi kimono progettati da Yohji Yamamoto, mentre in The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, l’attrice è Madame D., una facoltosa anziana avvolta in pellicce e manicotti Fendi. 

L’intesa con le maison si rinnova soprattutto nei film con Pedro Almodovar: nel cortometraggio La voce umana, Tilda sfoggia un maestoso abito in velluto rosso con crinolina firmato da Demna Gvasalia per Balenciaga e, in una delle ultime opere del regista spagnolo La stanza accanto, l’attrice interpreta Martha, una donna in fin di vita che indossa un maglione Loewe dai colori primari. 

Tilda Swinton affascina ancora il fashion system 

Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda
Lo stile camaleontico di Tilda Swinton L’aliena elegante che ha conquistato il cinema e la moda

Questa sua versatilità trasformativa rende Tilda Swinton, ancora oggi, una delle figure più corteggiate dal fashion system. Non è un caso che, esattamente un anno fa, Gentle Monster l’abbia voluta come protagonista della campagna Bold Collection, affidandole il ruolo di un’ imperatrice futurista immersa in un regno surreale. Storica house ambassador di Chanel, l'attrice ha di recente iniziato una collaborazione con Cartier ed è diventata il nuovo volto del profumo Black Orchid di Tom Ford. Haider Ackermann, direttore creativo della maison americana e amico di lunga data di Swinton, non ha mai nascosto di considerarla  sua musa definitiva, simbolo di una bellezza sovrumana e irraggiungibile. 

Ma il rapporto dell'attrice con il fashion system non si limita solo a copertine e campagne pubblicitarie. Swinton infatti ha sempre riconosciuto la profondità emotiva degli abiti: lo testimoniano performance emblematiche come The Impossible Wardrobe e House of Gestures ideate con il curatore Olivier Saillard, in cui Tilda Swinton dialoga con capi d'archivio e mette in scena i gesti della vestizione, a conferma di come la moda continui ad essere per l'attrice un linguaggio personale e linfa vitale delle sue infinite trasformazioni.

Continua a leggere