Per Demna le fibbie sono i nuovi loghi Il direttore creativo di Gucci punta tutto sullo storico horsebit del brand

In teoria, una cintura dovrebbe avere una funzione piuttosto semplice: stringere un pantalone, sostenere una gonna, segnare il punto vita. Nella moda, però, gli oggetti raramente rimangono confinati alla loro funzione originaria. Possono diventare ornamento, elemento di styling o direttamente, firma di un brand.

È quello che accade alla cintura nella SS27 di Gucci. Tra i look della collezione di Demna per la maison, l’accessorio compare in una versione esasperata: la 3X Belt, costruita attraverso la ripetizione dell’Horsebit, uno dei codici storici di Gucci. La moltiplicazione non aumenta la funzione dell’oggetto, ma la sua capacità di essere visto e riconosciuto. Ed è proprio qui che la cintura diventa interessante: non si tratta soltanto di portarne tre invece di una, ma di capire cosa accade quando un oggetto nato per svolgere una funzione concreta viene trasformato in uno strumento di identificazione.

La storia dell'Horsebit di Gucci

Nato dall’immaginario equestre e successivamente trasformato in uno dei codici più riconoscibili di Gucci, l’Horsebit ha attraversato decenni, prodotti e categorie differenti. È comparso su mocassini, borse, cinture, gioielli e accessori. La sua forza, quindi,  non risiede soltanto nella forma bensì nella capacità di essere immediatamente associato alla maison.

L’Horsebit 1955 lega l’universo attuale di Gucci alle sue origini: un collegamento tra passato e presente che attinge proprio a quell’anno, in cui gli elementi equestri entrarono nell’iconografia della Maison, diventando progressivamente uno dei suoi simboli più riconoscibili. Ed è questa la caratteristica che rende l’Horsebit particolarmente efficace nella collezione di Demna. In un guardaroba costruito attraverso archetipi e riferimenti differenti, l’accessorio agisce quasi come una firma applicata al corpo.

La 3X Belt sarà l'it-item dell'anno?

La 3X Belt porta questa logica alla sua conseguenza più letterale: se un Horsebit è sufficiente per essere riconosciuto, tre Horsebit rendono il riconoscimento ancora più evidente. La moltiplicazione diventa così una forma di comunicazione. La stessa logica compare nella borsa con tre Horsebit, sul collo delle camicie o sul retro di una pelliccia sintetica gigante; il codice non viene semplicemente utilizzato per decorare un prodotto, ma per aumentare la quantità di Gucci immediatamente leggibile all’interno del prodotto stesso.

È proprio per questo che gli accessori occupano una posizione particolare nel sistema del lusso. Una maison non vende soltanto abiti da passerella, costruisce un universo composto da prodotti con prezzi, funzioni e livelli di accessibilità differenti. È il principio del piccolo lusso: un prodotto più accessibile rispetto alle categorie più costose, ma sufficientemente visibile da permettere al consumatore di appropriarsi di un codice riconoscibile. La cintura è particolarmente efficace proprio perché rimane esposta e può trasformare un dettaglio in un segnale immediatamente leggibile.

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