Cosa sono le acque di lusso? L'ossessione per il benessere sta portando alla nascita di strani trend tra i ricchi

Pur rimanendo di nicchia, negli ultimi anni il mercato delle cosiddette fine waters è cresciuto. Si tratta di acque che per via delle loro sfumature di gusto sono considerate particolarmente sofisticate. Per chi si muove in questo ambito, l’acqua in certi casi non ha il solo obiettivo di dissetare: al contrario, può diventare una vera e propria bevanda, con un sapore ben definito – determinato per esempio dal contenuto di sali minerali o dalla sua origine, tra le altre cose.

A cosa è dovuta la popolarità delle acque premium?

Le fine waters in genere si trovano nei ristoranti di alto profilo o negli hotel di lusso, ma possono anche essere acquistate, come fanno di solito appassionati e collezionisti, in punti vendita dedicati, sia online che offline. In alcuni casi, il prezzo di una singola bottiglia può raggiungere migliaia di euro, determinato da una combinazione di fattori, tra cui anche il design della bottiglia.

Il mercato delle fine waters è particolarmente sviluppato negli Stati Uniti, dove è molto diffusa la vendita di acque purificate, sottoposte cioè a processi che ne eliminano impurità, batteri e metalli pesanti e che possono ridurne anche il contenuto di sali minerali. In questo contesto, le acque che sono di origine naturale, che vantano una particolare provenienza o hanno una certa composizione minerale possono acquisire valore e popolarità più facilmente. In Europa centrale e non solo, invece, la presenza diffusa di sorgenti naturali e acque di montagna fa sì che bottiglie con caratteristiche specifiche siano molto più comuni anche nella grande distribuzione.

Perché le acque di lusso vanno così forte

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Il fenomeno delle fine waters ha iniziato ad affermarsi già a partire dagli anni Settanta, quando marchi come la francese Perrier e l'italiana San Pellegrino hanno contribuito a dare all’acqua minerale un certo prestigio. Da allora, il mercato si è ampliato con un numero crescente di acque vendute come prodotti esclusivi, tra cui Fiji Water, Breeze, Balbin, Pure Mist e Svalbardi – quest’ultima, quando era ancora in produzione, arrivava a costare circa 100 euro a bottiglia, mentre oggi alcune confezioni possono superare i 5mila euro.

Tra i fattori che hanno favorito il successo delle acque di fascia alta c’è anche la crescente centralità attribuita al benessere personale – soprattutto in Paesi come gli Stati Uniti, dove la cura di sé è diventata quasi una moda: in quest'ottica, l’abitudine a mantenersi idratati è considerata ancor più importante, insieme a un’alimentazione equilibrata e alla regolare attività fisica.

A rafforzare questa tendenza ha contribuito anche la crescente associazione dell’acqua a un vero e proprio prodotto di lifestyle: dalle borracce diventate oggetti di culto sui social network alle acque premium, per l’appunto, fino ai water tasting e ai contenuti dedicati su TikTok – in questo senso l’acqua può addirittura diventare un elemento attraverso cui comunicare il proprio stile e la propria identità. Inoltre, in un momento in cui l’acqua dolce è considerata una risorsa sempre più preziosa e strategica, anche ciò che si beve può così diventare un modo per sottolineare il proprio status sociale.

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