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La storia delle Rep-Ladies, le ricche donne di New York a caccia di Birkin false

Quando comprare i fake diventa un'ossessione

La storia delle Rep-Ladies, le ricche donne di New York a caccia di Birkin false  Quando comprare i fake diventa un'ossessione

Che il costo di un prodotto di lusso sia il principale motivo di distacco da parte del consumatore medio, e che allo stesso tempo ne costituisca il fascino agli occhi di chi non può permetterselo, non è un mistero. D’altronde, quello dell’esclusività è il concetto su cui è fondato l’intero funzionamento della moda. In equilibrio tra auto-determinazione e desiderio di accettazione, c’è chi ha deciso che non è necessario vestirsi di firme per vedere apprezzato (e apprezzare personalmente) il proprio abbigliamento e c’è chi, come un  gruppo di ricche Millenial newyorkesi iscritte a Reddit, non ha potuto resistere alla tentazione  di comprare un capo o un accessorio contraffatto. Si chiamano Rep-Ladies e il loro caso ci dice che le cose sono cambiate a tal punto che, scoprendo le dinamiche che le legano, si ha come l’impressione che le borse false nell’Upper East Side siano più desiderate di quelle vere.  

Protagoniste di una recente intervista pubblicata su The Cut, le Rep-Lady prendono il nome da un sub-Reddit dedicato ai beni di lusso contraffatti, cioè uno spazio del social di discussione online in cui si possono acquistare scarpe firmate, ma anche gioielli, valigie e soprattutto borse, dalle classiche Chanel alle Birkin e alle Kelly di Hermès. E non è tutto: oltre a creare connessioni «privilegiate» tra venditori e consumer delle repliche, che vengono vendute al 10% del prezzo dell’originale, il sub-Reddit fornisce tutte le informazioni  necessarie per navigare nel mercato nero, dando consigli per contrattare o sui pericoli da evitare. Perché se c’è una cosa che emerge chiaramente dall’indagine della testata  statunitense, è che il know-how del sistema è il requisito fondamentale per valutare le qualità di una borsa contraffatta e comparare quella autentica corrispettiva.  

Ma se qualsiasi esponente dell’élite di Manhattan potrebbe permettersi tranquillamente di acquistare tutte le Birkin originali e continuare a viaggiare su jet privati, cosa spinge le Rep Lady a rischiare tutto pur di comprare un prodotto di lusso contraffatto sul mercato nero? «Riguarda il brivido della caccia, la sensazione di fare un affare», ha dichiarato una di loro, «non voglio solo una cosa, voglio sentirmi come se l'avessi ottenuta facendo un affare», ha raccontato un’altra. Scovare, selezionare, valutare e conquistare un falso: sono queste le  skill con cui le ricche donne newyorkesi – e scommettiamo anche sugli uomini, nonostante non siano menzionati nell’articolo che ha aperto la discussione - dimostrano il proprio status. Non più con il proprio denaro, ma con l’ingegno.  

Il sub-Reddit è stato fondato nel 2016 e conta circa 200mila iscritti, ma pare che negli ultimi mesi si sia spostato sui social privati, dove ci sono meno controlli e quindi possono interfacciarsi con gli aspetti esclusivi del business, arrivando anche a fare ordini personalizzati. Da cosa nasce cosa e, stando a quanto raccontato a Sangeeta Singh-Kurtz, negli Hamptons si è creata una vera e propria community di cui chiunque vuole far parte, celebrity comprese. Quando poi ci riescono, si conoscono tutti. Per loro, status non è più  solo quantificare il proprio denaro in abbigliamento, ma dimostrare di non rientrare nei ricchi  consumatori che vengono presi in giro dai grandi marchi – che secondo le Rep-Lady aumentano di continuo i prezzi e spesso vendono prodotti rispetto ai quali i falsi risultano addirittura migliori. 

Riguardo la provenienza delle riproduzioni degli oggetti di lusso, le Rep-Lady sanno di entrare in contatto con venditori cinesi sotto pseudonimo che gestiscono industrie da qualche parte del Paese. Anche le condizioni generali del sub-Reddit chiamano le cose con il proprio nome e avvertono le utenti senza troppi giri di parole: «abbiamo a che fare con un mercato nero». Alcune consumer credono che dietro tutto questo ci siano i grandi marchi, che puntano a guadagnare in tutti i modi, altre pensano che le repliche siano borse o altri  beni che non hanno superato i controlli aziendali e vengono vendute sottobanco dai dipendenti, e altre ancora sostengono che i venditori di falsi operino in modo del tutto  indipendente. Per sentirsi legittimate, molte di loro si rivolgono a qualcuno che si occupa di mediare. Ma se la presenza di un intermediario potrà anche alleviare la preoccupazione che si prova quando si spediscono i propri soldi chissà dove e senza tutele, la verità è che rimane difficile stabilire da dove vengano precisamente le repliche.  

Qualora si volesse localizzare un rivenditore, per sanzionarli piuttosto che per sapere in quali condizioni vengono prodotti i falsi, non sarebbe semplice. Quel che è certo è che il modello industriale su cui si basa il funzionamento delle fabbriche cinesi è tendenzialmente basato sullo sfruttamento della manodopera sia sul piano economico sia sul lato umano, come ricordano anche molti lettori di The Cut nei commenti. Ammesso che alcuni clienti  riescano a informarsi e a stabilire delle comunicazioni dirette con operai e venditori, la  contraffazione è ancora illegale, negli USA come in Europa. Che non possiate permettervi  una Birkin di Hermès o che, come le Rep-Lady, vogliate solo provare il brivido degli affari, è  giusto comprare prodotti contraffatti se non è detto che i lavoratori vengano pagati  sufficientemente e se è molto probabile che i loro diritti non vengano rispettati?