
Perché in Europa ci sono così poche startup miliardarie? Soprattutto rispetto agli Stati Uniti, dove i cosiddetti "unicorni" trovano molto più terreno fertile
Secondo un recente rapporto della società di consulenza PwC, a partire dal 1995 almeno 50 startup europee che hanno raggiunto la valutazione economica di almeno un miliardo di dollari – cioè i cosiddetti "unicorni" – hanno lasciato il continente per trasferirsi negli Stati Uniti.
Spesso queste aziende scelgono di continuare il loro percorso negli USA per essere più vicini ai propri investitori, che per l'appunto sono principalmente statunitensi. Il nordamerica, infatti, dispone di un ecosistema finanziario più ricco e di condizioni generalmente più favorevoli alla crescita delle startup, in particolare di quelle che raggiungono lo status di “unicorno”.
L'ecosistema delle startup europee
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Il trasferimento di aziende europee negli Stati Uniti è diventato un tema sempre più presente nel dibattito politico del continente. Negli ultimi anni, diverse startup hanno infatti spostato oltreoceano parte delle proprie attività, portando con sé capitali, competenze e investimenti: tra queste ci sono due realtà francesi attive nel campo dell'intelligenza artificiale, Aircall e Dataiku, e la società svedese di aeronautica Heart Aerospace.
Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, nel 2024 l’Unione Europea contava poco più di 100 “unicorni”, contro quasi 700 negli Stati Uniti. Questo però non significa che in Europa manchino startup capaci di raggiungere risultati rilevanti: Paesi come Regno Unito, Svezia e Paesi Bassi hanno sviluppato ecosistemi tecnologici dinamici e in grado di generare nuove imprese di successo. Tuttavia, le difficoltà per le startup europee emergono quando devono reperire capitali e competenze per sostenere la propria crescita – risorse che risultano spesso più accessibili negli Stati Uniti.
Cosa non va in Europa per le startup
Secondo diversi imprenditori europei, a pesare sulle startup europee non è soltanto la minore disponibilità di capitali nel continente, ma anche il livello di burocrazia e regolamentazione nell’Unione Europea, considerato in determinate circostanze un ostacolo alla crescita e allo sviluppo delle aziende più innovative.
Per le startup europee che decidono di trasferirsi negli Stati Uniti la destinazione prediletta è la Silicon Valley, nell’area della di San Francisco: qui si concentra una fitta rete di fondi di investimento e operatori finanziari specializzati nel sostenere le aziende nelle diverse fasi della loro crescita.
Quando non si trasferiscono negli Stati Uniti, molte delle startup europee che raggiungono dimensioni rilevanti optano comunque per una quotazione fuori dal continente. È il caso, per esempio, di Spotify e Klarna, entrambe svedesi e quotate a New York, come fatto più recentemente dall’italiana Bending Spoons. Tra i fattori che possono orientare questa scelta ci sono la maggiore disponibilità di capitali e la possibilità di raccoglierli più rapidamente, oltre all’accesso a un mercato finanziario che può consentire di raggiungere valutazioni più elevate rispetto a una quotazione su una borsa europea.











































