5 highlight della Paris Fashion Week SS27 Women's Dal party di August Barron fino al drama apocalittico di Kiko Kostadinov

Questa Paris Fashion Week ha avuto tutto: lo show memorabile, carico di emozione perché si dice che il direttore creativo stia per andarsene dall'atelier; i designer emergenti pieni di grinta e pronti a dimostrare di poter farcela anche in una città difficile come la Ville Lumiére; e collezioni bellissime, ricche di dettagli che lasciano tutti a bocca aperta con la voglia di correre in negozio appena finiscono in vetrina. Ma se la passerella dorata di Saint Laurent firmata Anthony Vaccarello e l'elegante danza di Chanel by Matthieu Blazy non sono bastati a coronare questa Fashion Week come una delle più interessanti dell'anno, ecco qui altri cinque episodi che siamo sicuri stuzzicheranno la vostra curiosità. 

Ecco dunque, 5 momenti clou di questa Paris Fashion Week SS27.  

1. Il party da August Barron

Lo show di August Barron è stato una grande festa. Una di quelle che nel 2026, nell'era dell'ipersorveglianza e delle telecamere puntate, dei telefoni e del terrore di venire immortalati e condivisi sui social in una foto imbarazzante, si pensava di non vedere più. Come nel vecchio Studio 54, il glam e il chiasso, la danza e le urla di stupore hanno preso il posto dell'eleganza silenziosa che sembra piacere tanto al lusso. Bror August Vestbø e Benjamin Barron hanno portato in passerella non solo una collezione coerente, dall'immaginario commerciale ma non per questo privo di fantasia: hanno regalato alla fashion industry un momento di svago. Non si vedevano editor, buyer e influencer divertirsi così tanto da un bel po'.     

2. Le note drammatiche di Celine 

Michael Rider ci sa fare con gli accessori. Oversize, sregolati, surreali ma pur sempre chic, leggeri occhiali da sole con lente colorata, enormi cinture e pochette con catenella dorata hanno dato il via a una collezione Celine carica di pathos. C'era una buona dose di drama, in questa SS27, nel design così come nello styling: in 71 look, Rider ha scomposto i classici del guardaroba, stropicciando e strappando le petite robe noire e proponendo capi ordinari come il trench o i pantaloni a sigaretta in una versione più caricaturale, con proporzioni più voluminose e colorazioni più accese che mai. 

3. I trucchi di magia di Julie Kegels 

Julie Kegels, vincitrice dell'LVMH Prize 2026, ha aperto la Paris Fashion Week con Apple of the Day, una collezione ispirata alla scoperta di Newton e al desiderio di libertà. La designer belga ha trasformato i capi attraverso decostruzioni insolite, come trucchi di magia che risistemavano l'assetto generale di styling e composizione di ogni look. Camicie, jeans, collant e lingerie perdono la loro funzione originaria per diventare elementi ornamentali, riflettendo sulle imposizioni della società al corpo femminile con fare nostalgico. Una collezione iper-celebrata da tutta la fashion industry per la sua creatività e il suo impatto culturale, a pochi giorni dai festeggiamenti del talento belga all'LVMH Prize 2026.   

4. Il glam di Kiko Kostadinov 

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Laura e Deanna Fanning hanno alzato l'asticella da Kiko Kostadinov, portando in passerella una collezione womenswear apocalittica, controbilanciata da trucco e parrucco sperimentale. Se lo show era molto buio, presentato sotto giochi di luce a indicare come hanno preso ispirazione dall'artista Nanda Vigo, ciascun look sprigionava palette di colori brillanti, abbinati tra loro in maniera apparentemente casuale. Malgrado la collezione futuristica abbia lasciato il segno per la sua concettualità (sempre ben calibrata dalle sorelle Fanning), ciò che ha ricevuto il maggior numero di apprezzamenti è stato il glam, come le ciocche effetto tie-dye applicate sulle frange delle modelle e i veli colorati che si muovevano sulle loro teste a ogni passo.   

5. Lo show ad atti di Vaquera 

Vaquera, fondato da Patric DiCaprio nel 2013 e la cui direzione creativa è adesso anche nelle mani di Bryn Taubensee ha scelto il massimalismo per la SS27. Il titolo dello show era I’m a put-on-a-show kind of girl (Sono una ragazza a cui piace fare spettacolo), la collezione era un bouquet di energia e ribellione. Abbigliamento militare ispirato alla Prima guerra mondiale viene buttato nel mezzo a gown in colori sgargianti, mentre accessori sproporzionati rafforzavano un'estetica volutamente goffa. Come in uno spettacolo diviso in atti, lo show ha visto sfilare tanti diversi personaggi, mentre al termine i designer hanno cantato I Got You Babe per salutare il pubblico, una performane decisamente ironica che è stata la ciliegina sulla torta. 

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