Ha senso comprare il nuovo MacBook Touch? Apple introduce il suo nuovo dispositivo dalle molteplici funzioni

Siamo appena tornati da Londra, dove abbiamo avuto la possibilità di scoprire in anteprima rispetto al lancio sul mercato del 6 novembre la nuova gamma di prodotti Apple. Tra le tante novità, il MacBook Pro con display PROLED XDR, soprannominato MacBook Touch. Nonostante i meme iniziali pubblicati sui social, che riprendevano le parole pronunciate circa vent'anni fa dal padre dell'azienda, Steve Jobs, quando spiegava perché non avremmo mai visto un MacBook con schermo touch screen («Perché non ce n'è bisogno»), eccolo qui.

Mettendo un attimo da parte le caratteristiche tecniche, la domanda che sorge spontanea di fronte all'uscita di un Macbook del genere è: vale davvero la pena cambiarlo per avere uno schermo touch, simile a quello di uno smartphone? La risposta è: dipende.

Chi vi scrive passa le giornate a realizzare grafiche, editare video e modificare fotografie nei posti più disparati: seduto sul sedile del passeggero di un van colmo di attrezzature, stretto nella fila centrale di un aereo, rannicchiato in un angolino sul set o addirittura in piedi, camminando. Avere un Macbook touch è comodo, soprattutto quando ci si ritrova in spazi limitati e scomodi, dove utilizzare il trackpad diventa praticamente impossibile. Anziché assumere posizioni improbabili, cercando contemporaneamente di non dare fastidio a chi ci sta intorno, è possibile toccare lo schermo (reattivo, luminoso, ricco di colori e capace di gestire in maniera eccezionale i riflessi della luce solare e delle altre fonti luminose presenti nelle vicinanze) e fare, di fatto, quello che serve.

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Abbiamo trovato il nuovo Macbook estremamente utile anche in altre situazioni opotetiche. La prima è quando si lavora con un collega seduto accanto: per lui può essere scomodo utilizzare il trackpad per mostrarci cosa dovremmo modificare. E, ammettiamolo, tutti abbiamo almeno una volta toccato lo schermo dei nostri colleghi, nella speranza di riuscire a spiegare meglio cosa vorremmo cambiare. Ora possiamo semplicemente farlo.

La seconda situazione riguarda il lavoro su render e progetti 3D, dove l'interazione tattile, resa possibile dal nuovo display PROLED XDR, risulta estremamente più immediata rispetto ai movimenti che potremmo realizzare con un mouse. Non soltanto per spostare gli elementi, ma soprattutto per effettuare zoom in e zoom out, raggiungendo le aree più remote del nostro progetto con una naturalezza completamente diversa.

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Questo novembre, Apple ha anche rilasciato un nuovo MacBook Pro nella versione senza touch screen e Dynamic Island, ma con le stesse prestazioni. È un concentrato di potenza pensato non soltanto per i creativi professionisti che necessitano di performance elevate, ma anche per gli studenti che si trovano quotidianamente a lavorare con rendering, modellazione 3D, codice, grafica e tutte quelle discipline che richiedono una macchina capace di sostenere carichi di lavoro importanti.

La vera novità del nuovo Macbook non si ferma al display. I nuovi chip M5 Pro e M5 Max sono progettati per spingere ancora più in là le possibilità di un portatile professionale. E qui il discorso diventa interessante soprattutto per chi utilizza il MacBook come principale strumento di lavoro. Parliamo di prestazioni pensate per gestire flussi di lavoro complessi, dalla compilazione di codice all'editing di più stream video ProRes in 8K, fino alle attività legate all'intelligenza artificiale. M5 Pro rappresenta una soluzione particolarmente interessante per chi lavora tra creatività, sviluppo e progettazione, mentre M5 Max si rivolge a chi ha bisogno di spingersi ancora oltre, soprattutto in ambiti come gli effetti visivi, l'animazione 3D e la produzione di contenuti ad altissima risoluzione.

Ha senso comprare il nuovo MacBook Touch? Apple introduce il suo nuovo dispositivo dalle molteplici funzioni
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Un altro aspetto interessante della nuova release Apple è la possibilità di eseguire modelli linguistici di grandi dimensioni, anche con centinaia di miliardi di parametri, interamente sul dispositivo. Non si tratta soltanto di avere un computer più veloce, ma di poter gestire operazioni sempre più complesse direttamente sulla propria macchina. Per chi lavora con progetti creativi, questo significa avere a disposizione uno strumento capace di accompagnare un processo produttivo sempre più articolato, riducendo i tempi di attesa e lasciando più spazio alla parte che conta davvero: creare.

Un'altra caratteristica che merita attenzione è il comparto audio. Il nuovo sistema a sei altoparlanti introduce un woofer completamente rinnovato, capace di restituire bassi il 50% più profondi, insieme a tweeter aggiornati che migliorano la dispersione del suono. Il risultato è un'esperienza d'ascolto particolarmente nitida e avvolgente, ulteriormente valorizzata dal supporto all'audio spaziale con Dolby Atmos.

Interessante anche il lavoro svolto sui microfoni, progettati per garantire registrazioni, chiamate e comandi vocali più nitidi, come anche la nuova ottimizzazione audio pensata per l'utilizzo con il display chiuso. Una soluzione che permette di mantenere un'esperienza sonora di qualità anche quando il MacBook Pro è collegato a un monitor esterno. Il nuovo MacBook Pro con display PROLED XDR non è necessariamente un dispositivo per tutti, ma potrebbe rappresentare un cambiamento radicale per tutti quelli che lavorano in movimento.

Trovare tutte le informazioni sul nuovo MacBook Pro con display PROLED XDR nello su Apple.com.

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