Tutto quello che c'è da sapere sul documentario su Elon Musk Diretto da un regista molto esperto, è già stato criticato dal fondatore di Tesla e SpaceX

Negli Stati Uniti è uscito Musk, un documentario che parla dell'enorme influenza del fondatore di Tesla e SpaceX sulla politica statunitense, approfondendo tra le altre cose il suo endorsement a Donald Trump durante la campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 2024. L'opera dura quasi quattro ore ed è stata presentata fuori concorso all’ultima edizione della Mostra del cinema di Venezia. Musk è diretto dal regista statunitense Alex Gibney, che nel 2008 vinse l’Oscar per il miglior documentario con Taxi to the Dark Side.

Il documentario – che non ha ancora una data di uscita in Italia e in altri Paesi europei – è stato criticato pubblicamente dallo stesso Musk con una serie di post su X, il suo stesso social network: l'opera è stata descritta come una sequela di informazioni false, mentre Gibney è stato definito «rancoroso» e privo di «integrità». TikTok, YouTube, Facebook e Instagram, inoltre, inizialmente si erano opposte a trasmettere il trailer promozionale di Musk, ritenendolo un contenuto politico.

Di cosa parla Musk di Alex Gibney

Musk ripercorre la vita del protagonista dall’infanzia in Sudafrica fino alla recente quotazione in borsa di SpaceX, avvenuta lo scorso giugno, che lo ha reso la prima persona ad avere un patrimonio stimato di oltre mille miliardi di dollari – una cifra a cui negli Stati Uniti ci si riferisce con il termine “trillion”. Nel documentario, Gibney si chiede come abbia fatto Musk ad accumulare così tanto potere, e perché gli sia stato concesso dalle istituzioni: per rispondere, il regista alterna interviste alle sue ex mogli e a vecchi collaboratori delle sue aziende, oltre a numerosi materiali d’archivio.

Secondo Gibney e altri esperti, gran parte dell'influenza di Musk deriva da Starlink, il sistema di connessione internet satellitare gestito da SpaceX: il servizio, per esempio, è essenziale per le operazioni e le comunicazioni delle forze armate ucraine nella guerra con la Russia. Le recenti restrizioni di Starlink in Ucraina – molto probabilmente dovute a una forma di ritorsione dell’amministrazione statunitense contro il governo del Paese – dimostrano l'enorme potere di Musk anche a livello geopolitico, oltre che commerciale. Il documentario di Gibney, infine, parla del controverso ruolo di Musk all'interno del DOGE, il Dipartimento per l’efficienza del governo degli Stati Uniti, apparato che era stato creato appositamente per lui da Trump con l'obiettivo di potenziare l’amministrazione del Paese prevedendo imponenti tagli alla spesa pubblica – giudicati quasi sempre indiscriminati e illegittimi.

Musk continua a ingraziarsi Trump e il Partito Repubblicano

Buona parte del documentario di Gibney è dedicata all’influenza politica di Musk. Il fondatore di Tesla e SpaceX nell'ultimo trimestre ha donato oltre 270 milioni di dollari (circa 240 milioni di euro) a diversi comitati e organizzazioni che rappresentano il Partito Repubblicano, in vista delle elezioni di metà mandato, che si terranno negli Stati Uniti a inizio novembre e rinnoveranno parte del Congresso.

Musk nel 2024 aveva lasciato l’incarico al DOGE – dopo appena qualche mese di attività – criticando duramente Trump e alcune sue proposte di legge – tanto che ne era nato un caso politico. I due, però, di recente si sono riavvicinati: lo scorso maggio Musk ha accompagnato il presidente statunitense nella sua visita diplomatica in Cina, e ha poi finanziato un programma incentrato sulla mobilitazione degli elettori conservatori – proprio in vista delle elezioni di metà mandato. Come fa notare il New York Times, queste ultime iniziative portano il totale dei contributi donati da Musk alla corrente repubblicana tra il 2025 e il 2026 sopra i 360 milioni di dollari.

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