In che senso una statua dorata di Trump nudo è stata esposta al Parlamento? Si chiama “The Orange Plague” ed è l’ultima opera dello scultore danese Jens Galschiøt

Per qualche giorno, all'interno del Parlamento europeo di Strasburgo è stata esposta una scultura ricoperta d'oro alta circa 2,6 metri che raffigura Donald Trump completamente nudo. Nell'opera il presidente degli Stati Uniti è seduto sulla schiena di un uomo esile: in una mano tiene una sproporzionata mazza da golf, mentre nell’altra la tipica bilancia a bracci uguali, uno degli elementi iconografici con cui viene tradizionalmente raffigurata la giustizia. Alla base della statua è presenta l'equivalente di pallina da golf a forma di globo terreste. La scultura – realizzata dall’artista danese Jens Galschiøt – si intitola The Orange Plague (La peste arancione).

La struttura su cui poggia l'opera riporta la scritta «Sono seduto sulla schiena di un uomo. Lui sta sprofondando sotto il mio peso: farò di tutto per aiutarlo, tranne scendere dalla sua schiena», firmata da The King of Injustice (Il re dell’ingiustizia), l'altro nome con cui è nota la scultura. La statua è arrivata al Parlamento europeo su iniziativa dell’eurodeputato danese Per Clausen, membro del gruppo The Left, che riunisce i partiti della sinistra radicale ed ecologista dei vari Paesi europei. Come previsto dal regolamento relativo a questo genere di iniziative, l’opera è rimasta esposta per tre giorni fino all’8 ottobre.

Le cose da sapere su “The Orange Plague”

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Danish artist Jens Galschiøt unveiled a sculpture depicting a naked US President Donald Trump surrounded by golf equipment. It was unveiled on the grounds of the European Parliament building in Strasbourg.

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The King of Injustice è realizzata in rame ed è in parte rivestita con foglia d’oro a 23 carati, cioè una lamina molto sottile di oro puro al 96% che viene applicata sulle superfici per appunto dorarle. Secondo quanto dichiarato da Galschiøt, il rivestimento dorato rappresenta la concentrazione di ricchezza e privilegi a vantaggio di una ristretta cerchia di persone. La statua, inoltre, si ispira a I vestiti nuovi dell’imperatore, fiaba pubblicata dallo scrittore danese Hans Christian Andersen nel 1837 dove un sovrano viene convinto a indossare un vestito invisibile a chi non è alla sua altezza; tutti i suoi sudditi, per non contraddirlo, stanno al gioco, finché durante una parata un bambino grida che il re è per l'appunto nudo. La fiaba è spesso utilizzata per descrivere situazioni in cui le persone assecondano chi detiene il potere.

Il Parlamento europeo permette a ogni eurodeputato di patrocinare fino a due mostre o eventi culturali per legislatura, cioè nell’arco dei cinque anni di mandato. La singola proposta deve poi essere autorizzata in anticipo dai Questori, cioè i deputati incaricati di occuparsi degli aspetti amministrativi che riguardano i membri del Parlamento, che ne verificano la conformità alle rispettive norme. Nello specifico, il regolamento stabilisce che le iniziative artistiche non devono essere «offensive o di natura provocatoria», né in contrasto con i valori fondanti dell’Unione europea, e non devono neanche creare disagi negli ambienti espositivi. Il Parlamento europeo non ha fatto sapere come abbia valutato The Orange Plague, ma è probabile che sia stata considerata un’opera satirica, e quindi tutelata dalla libertà di espressione artistica – uno dei valori su cui si fonda l’Unione Europea.

Da dove arriva Jens Galschiøt

Galschiøt ha definito The Orange Plague, che non è la prima volta che viene esposta, un «grido satirico» sulle controverse politiche di Trump. La scultura riprende un'altra opera molto nota dell'artista danese, Survival of the Fattest, dove una donna in sovrappeso siede sulle spalle di un uomo africano visibilmente denutrito. Classe 1954, Galschiøt realizza soprattutto sculture che affrontano i temi dei diritti umani, delle disuguaglianze economiche e del cambiamento climatico, e spesso vengono installate senza autorizzazione in spazi pubblici o in occasione di grandi eventi internazionali. Nel 1993, per esempio, con il progetto My Inner Beast collocò una ventina di sculture in altrettante città europee per denunciare la crescita dei movimenti di estrema destra.

L’opera più conosciuta di Galschiøt è probabilmente il Pillar of Shame (Colonna della vergogna), una scultura alta circa 8 metri che raffigura una cinquantina di corpi ammassati l'uno sull’altro: fu realizzata per ricordare le vittime della repressione di piazza Tiananmen, a Pechino, in Cina, nella primavera del 1989. Il Pillar of Shame non è un’opera unica ma una serie di sculture: la prima fu presentata nel 1996 a Roma; negli anni successivi Galschiøt ne ha realizzate altre tre: a Hong Kong, ad Acteal, in Messico, e a Brasilia, in Brasile. Una quinta scultura sarebbe dovuta sorgere a Berlino nel 2002, ma il progetto è stato abbandonato per mancanza di fondi – una replica dell'operamè stata comunque esposta al pubblico per un mese nel 2023.

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