La professione dell'influencer ricopre ormai una funzione fondamentale all'interno dell'industria della moda. Esiste un vero e proprio mercato caratterizzato da generi molto diversi di influencer, professioni come micro influencernano influencerchild influencer. Tuttavia, negli ultimi mesi l'industria ha visto l'ascesa di un diverso tipo di influencer: gli influencer virtuali. Si tratta di personaggi creati totalmente al computer con un grande seguito sui social media, che vengono ingaggiati da brand di primo piano per fare quello che un influencer umano farebbe, come andare alle sfilate, prendere parte a delle campagne pubblicitarie o creare post sponsorizzati. 

Una delle figure più famose del settore è Lil Miquela. Con 1,5 milioni di follower su Instagram, l'influencer virtuale creata nel 2016 ha lavorato con marchi come Calvin Klein, Dior, Prada, Tommy Hilfiger ecc., oltre a collaborare regolarmente con testate giornalistiche del calibro di King Kong e 032c. Lil Miquela è stata persino nominata beauty editor da Dazed.

Un'altra influencer virtuale nota nel mondo della moda è Noonoouri. Questa personalità animata creata intorno al 2018 vanta oggi 286k follower su Instagram e collaborazioni con nomi importanti del settore come Dior, Louis Vuitton, Jacquemus, Schiparelli, Givenchy, Versace, Jean Paul Gaultier e molti altri.

Si tratta solo di un paio di esempi di figure animate digitalmente che hanno conquistato il mondo della moda. Secondo Tech Crunch, Brud - la società dietro Lil Miquela e altri personaggi virtuali — vale almeno $125 milioni di dollari. CBS News ha recentemente pubblicato uno studio che ipotizza che l'industria degli influencer generati al computer arriverà a valere almeno 2 miliardi di dollari entro il 2020

Per ora questa nuova ondata di influencer digitali non sembra una minaccia concreta per gli umani che fanno lo stesso lavoro, ma il successo di questi personaggi solleva alcune domande. L'industria della moda è diventata così inclusiva con persone di diverse razze, tipi di corpo e genere, per cui aveva bisogno di creare altre figure virtuali? Ci sono ancora migliaia di uomini e donne che farebbero di tutto per un lavoro in questo settore, eppure sembriamo preferire personaggi animati che sembrano umani invece che persone vere. 

Il fatto che alcuni di questi personaggi siano così simili agli umani e che siano presentati come reali pone anche una questione etica. L’industria dell'influencer marketing si basa sull'idea di autenticità. Il concetto alla base della professione dell'influencer è proprio il principio per cui condivide momenti e prodotti che usa effettivamente nella sua vita quotidiana. Al contrario, queste figure generate al computer non saranno mai in grado di connettersi con il pubblico in modo autentico, reale e naturale, proprio perché la loro stessa esistenza è artificiale. 

In alcuni casi questi avatar potrebbero rivelarsi un'alternativa più semplice per i marchi che cercano nuovi influencer con cui collaborare. Lo scopo alla base della loro creazione è quello di promuovere un certo tipo di prodotto o un certo stile di vita, ma la domanda da porci è la moda è diventata talmente robotica al punto che noi stessi ci facciamo influenzare da personaggi finti? Il fatto stesso per cui basta stare seduti davanti ad un computer per dare vita ad un influencer significa che quindi potenzialmente ogni brand potrebbe creare da zero il proprio influencer virtuale? 

L'industria degli influencer virtuali solleva molte preoccupazioni nei confronti dei loro creatori e dei marchi che li usano, ma solo il tempo ci dirà se questa nuova ondata di personaggi generati al computer diventerà una presenza fissa e duratura del mondo della moda.