Una designer indie ha sfilato in strada fuori dallo show di Bottega Veneta Si chiama Gabrielle Venguer e abbiamo bisogno di altre come lei

È una divertente iniziativa di guerrilla marketing quella messa in scena sabato sera in via Vigevano a Milano da Gabrielle Venguer: la designer emergente e fuori programma ha portato i suoi modelli per strada, fuori dallo show di Bottega Veneta, ha improvvisato una sfilata per i passanti proprio lì. Un gesto ironico e consapevole, risposta diretta alla condizione di tanti emergenti privi di budget e di voce ufficiale nel sistema milanese, che sempre più spesso puntano sulla viralità e sull’occupazione creativa dello spazio pubblico per farsi notare.

Gabrielle Venguer è una designer messicana che ha fondato la sua firma omonima nel 2020. Formata a Central Saint Martins e al Royal College of Art di Londra, lavora da anni su un’estetica onirica, sperimentale e provocatoria, centrata sulla creazione e manipolazione di tessuti propri. I suoi abiti uniscono silhouettes fluide, materiali non convenzionali, processi artigianali e un forte senso performativo: pezzi unici che dialogano con il corpo e con lo spazio, spesso presentati in contesti fuori dagli schemi istituzionali.

La “sfilata” improvvisata in via Vigevano è in realtà parte di un approccio che la designer esplora da qualche tempo, tanto che From the Runway to the Streets è quasi il nome di un concept che anima il lavoro della designer. Venguer ha infatti già sperimentato formati di sfilata-performance (a Città del Messico e a Parigi), trasformando la strada in passerella e la moda in un momento collettivo. Qui, a pochi metri da uno dei grandi show del calendario ufficiale, ha ribadito con leggerezza e precisione che l’attenzione si può conquistare anche senza budget, ma con idee chiare e una visione coerente.

«Questo progetto è nato davvero come uno scambio tra due modi di vedere le cose», ci ha raccontato Venguer qualche giorno dopo il show-crashing alla sfilata di Bottega Veneta. «Ho iniziato a lavorare con il mio amico Luigi Pensa e, molto rapidamente, le nostre diverse prospettive sul Messico e sull’Italia sono diventate parte integrante del progetto». Il terzo guerrilla show del brand, Tasty Tourists, ha portato la collezione nel cuore di Milano, davanti ad alcuni dei monumenti più iconici e frequentati dai turisti. «Alla fine abbiamo mangiato decisamente troppi gelati, visitato il Duomo, passeggiato insieme per la città e persino fatto un giro in barca».

Parlando della decisione di presentarsi all’esterno della location della sfilata di Bottega Veneta, Venguer racconta di aver scoperto dove si sarebbe svolto lo show soltanto il giorno prima. «Abbiamo scoperto che gli esercizi commerciali della zona erano stati pagati per rimanere chiusi durante la sfilata, ad eccezione della gelateria proprio di fronte. All’improvviso, quella è diventata la nostra porta d’ingresso».

«Luigi voleva che l’intervento fosse più discreto, mentre io volevo adottare un approccio più audace, quindi abbiamo dovuto trovare un punto d’incontro tra le due visioni. Alla fine, quel punto è diventato qualcosa di molto letterale: mangiare un gelato davanti ai paparazzi, con un musicista insieme a noi», ha aggiunto la designer. «Era abbastanza evidente da interrompere la scena, ma allo stesso tempo stavamo semplicemente lì, a mangiare un gelato. È diventato una sorta di divertente punto di equilibrio tra il passare inosservati e il rendere deliberatamente impossibile ignorarci».

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