Vedi tutti

10 ville che hanno fatto la storia dell'architettura

Come gli architetti più famosi del novecento hanno immaginato lo stare in casa

10 ville che hanno fatto la storia dell'architettura Come gli architetti più famosi del novecento hanno immaginato lo stare in casa

Oggi è la casa è diventata il nostro universo riconquistando le nostre attenzioni, sia pratiche che estetiche. Le case sono i progetti più affascinanti ed estremi in cui gli architetti più audaci sperimentano su piccola scala la loro visione della vita, lasciando la loro impronta estetica nel mondo. Molti architetti hanno lasciato una profonda influenza su artisti e fashion designer: Kanye West e Rei Kawakubo hanno spesso citato Le Corbusier come fonte di ispirazione, Virgil Abloh è  lui stesso un architetto e ha preso in prestito molti concetti dal modernismo di Mies van der Rohe; Pharrell Williams ha collaborato con Zaha Hadid in entrambe le forme d'arte.
Abbiamo selezionato dieci progetti di case che hanno plasmato l'estetica contemporanea perché, come disse Coco Chanel, "la moda è architettura: è una questione di proporzioni".

 

Villa Savoye - Le Corbusier

Poissy, Francia

Villa Savoye è stato costruita fra il 1928 e il 1931 su un progetto elaborato da Le Corbusier in collaborazione col cugino Pierre Jeanneret ed è considerata come il manifesto del razionalismo architettonico di Le Corbusier. L'intellettuale francese aveva elaborato 5 punti che incarnavano lo stile moderno. Grazie all’utilizzo del calcestruzzo, era riuscito ad introdurli tutti nella struttura: i pilastri sottili che la sorreggono; le grandi finestre a nastro poste lungo le pareti che permettono alla luce naturale di entrare; nessuna distinzione tra ambiente interno ed esterno. Ed, infine, il tetto, piatto, pensato per essere utilizzato come solarium.
L'obiettivo filosofico di Le Corbusier era quello di cercare di strutturare un linguaggio estetico condiviso a di là del contesto in cui si trova, lo stesso principio che ha guidato l'esplosione dello streetwear nel mondo della moda.

 

Casa sulla cascata - Frank Llyod Wright

Stewart, USA

Fallingwater è l’esempio più emblematico della architettura basata sull'armonia tra uomo e natura teorizzata da Frank Lloyd Wright. Costruito tra il 1936 e il 1939 per la famiglia Kaufmann, ricchi proprietari di grandi magazzini a Pittsburgh, l’edificio è immerso nel verde un bosco della Pennsylvania e sovrasta una cascata. Perfettamente in bilico tra rocce e ruscello, è caratterizzato da una struttura una serie di piani a terrazza, a sbalzo sull’acqua, realizzati in calcestruzzo armato color beige, che sembrano fondersi perfettamente con la pietra locale. In una conferenza alla Taliesin Fellowship, Wright, parlando di questo progetto, disse:

The Fallingwater è una grande benedizione fra quelle che si possono ricevere qui sulla terra. Penso che niente abbia mai eguagliato il coordinamento, l’espressione empatica del grande principio di serenità in cui foresta, torrente, roccia e tutti gli elementi della costruzione formano un’associazione così quieta che veramente, se vi mettete in ascolto, non percepite alcun rumore, nonostante vi sia la musica del torrente. Ma chi ascolta The Fallingwater lo fa così come si ascolta la quiete della campagna….

 

Villa Malaparte - Adalberto Libera

Capri, Italia

Questo edificio rosso, rettilineo, orizzontale, collegato alla roccia con una grande scalinata strombata che sale fino al tetto-solarium pavimentato in cotto, spezzato solo da un piccolo muro bianco dalla forma che ricorda una vela, era la dimora del giornalista e scrittore Curzio Malaparte. Nel corso degli anni questo dei capolavoro dell’architettura moderna ha ospitato personaggi illustri come Moravia, Elsa Morante, Camus, Picasso, Breton, Cocteau ed è una stata una delle location del film Il disprezzo, diretto Jean-Luc Godard con protagonista Brigitte Bardot. Nonostante sia stata inaugurata nel 1943, la villa continua a conquistare tutti tanto che nel 2018 è stata il set della campagna pubblicitaria SS18 di Saint Laurent con Kate Moss e di un video di LIBERATO. I motivi? La sua particolare struttura razionalista ed al suo panorama mozzafiato che sembra un capolavoro fatto di mare, la roccia e natura selvaggia.

 

Farnsworth House - Mies van der Rohe

Plano, USA

La villa è un open space sopraelevato a un metro e mezzo da terra, sorretto da otto colonne di acciaio che sostengono il tetto. Nell’intera struttura, che si estende per  una superficie di 140 metri quadrati, non esistono mura ma soltanto vetrate che si affacciano sul bosco circostante e catturano la luce naturale. L’unica parte della casa nascosta, racchiusa da pannelli di legno al centro del piano terra, sono i bagni. La villa fu progettata da Ludwig Mies van der Rohe, uno degli architetti più influenti del novecento citato spesso da Virgil Abloh come una delle sue più grandi influenze. Le risonanze tra il lavoro di Abloh e la Farnsworth House sono notevoli: il concetto di trasparenza ripreso dal designer in molte dei suoi prodotti.
Ora è famosa in tutto il mondo come esempio di architettura modernista, ma appena realizzata Farnsworth House costò a Mies van der Rohe una denuncia dalla committente insoddisfatta. Edith Farnsworth, una famosa nefrologa e per un certo periodo amante dell’architetto tedesco naturalizzato statunitense, si lamentava della mancanza di tende, dell’assenza di una cabina armadio e di aria condizionata, delle finestre apribili troppo piccole, delle zanzare. In poche parole, la donna reputava il progetto una mera espressione di ideale architettura totalmente inadatto per essere abitato. 

 

Capital Hill Residence - Zaha Hadid

Barvik, Russia

Capital Hill è l'unica residenza privata progettata da Zaha Hadid
Realizzata tra il 2006 e 2011 nei dintorni di Mosca su commissione del miliardario russo Vladislav Doronin. Più che una casa, l’edificio sembra un ibrido tra un’astronave ed un sommergibile circondato da pini e betulle. La struttura è formata da una master suite posta a 22 metri dal suolo, collegata da un sottile basamento di cemento ad volume suddiviso in tre piani parzialmente incassati nel terreno collinare sottostante. L’ingresso principale è collocato al terzo livello, dove si trovano una biblioteca e camere da letto per gli ospiti e per i bambini. Al di sotto, altri due piani ospitano un’area per il fitness e il tempo libero con sauna, palestra e zona massaggi e i principali ambienti diurni con soggiorno, cucina con annessa sala da pranzo, cui si affiancano un ampio garage e la piscina. Salendo si raggiunge invece la camera da letto padronale con la sua vista a 360° sulla foresta e sul paesaggio circostante.

 

Casa das Canoas - Oscar Niemeyer

Rio De Janeiro, Brasile

Oggi sede della fondazione Niemeyer, Casas das Canoas si trova a ridosso di una collina che si affaccia sulla baia di Rio de Janeiro nella foresta di Tijuca. La villa, costruita dall’architetto per sé e la sua famiglia, è caratterizzata dalle linee sinuose del tetto e dalle forme concave degli altri elementi architettonici, quasi tutti realizzati in cemento armato, tranne la facciata di vetro, che regalano un effetto di fusione armonica tra ambienti interni ed esterni. La struttura segue l'inclinazione naturale del terreno e si sviluppa su due livelli: al piano terra si trovano gli spazi collettivi con i divani e la zona pranzo; mentre al piano superiore sono collocati gli ambienti privati come lo studio e le camere da letto.

 

The Elrod House - John Lautner

Palm Springs , USA

In molti la ricordano per il salone circolare con una cupola conica di quasi 20 metri e la piscina a sfioro, teatro dello scontro tra James Bond (allora interpretato da Sean Connery) e cattivo miliardario Willard Whyte nel film del 1971 Agente 007 – Una cascata di diamanti, ma Elrod House è considerato uno dei migliori esempi di architettura organica. Il pezzo forte di questa villa, costruita nel 1969 su progetto del designer Arthur Elrod e dell’architetto John Lautner, è la zona living che, circondata da pareti di vetro curvo retrattile, si apre aprono su vista incredibile sulla Coachella Valley.

 

Casa Sperimentale - Giuseppe Perugini, Raynaldo Perugini e Uga De Plaisant

Fregene, Italia

Negli anni ’60 i De Plaisant, una famiglia di architetti, trasformarono la propria residenza per le vacanze in uno spazio dove sperimentare e giocare con forme e design. Il risultato è un progetto in netto contrasto con le villette dei dintorni che rimanda all’architettura brutalista per l’uso dei materiali: il calcestruzzo grezzo della facciata, gli infissi e gli elementi in ferro dipinti di rosso. Casa Sperimentale sembra un’astronave atterrata dal futuro o meglio un albero, con diversi volumi che sembrano sospesi a rami di cemento, accessibile da un’unica rampa di scale che funzionava originariamente come un ponte levatoio. 

 

Casa Gehry - Frank Gehry

Santa Monica, USA

Nel 1977 Gehry e sua moglie acquistarono una casa con telaio in legno a due piani a Santa Monica. L’architetto ha preso questo edificio d’ angolo sulla strada, dipinto di rosa, senza caratteristiche particolari e lo ha rivestito su tre lati con una scatola alla Christo e con un recinto, a loro volta ricoperti di lamiera metallica ondulata. L'effetto è quello di una casa dentro l’altra casa, uno straniante collage cubista piombato fra le costruzioni in stile Tudor e i ranch della via.

 

Casa Monterrey – Tadao Ando

Monterrey, Messico

Casa Monterrey è un edificio di cemento puro che emerge dal versante alberato di una collina e sovrasta il paesaggio roccioso del Parco Nazionale di Cumbres de Monterrey, in Messico. La villa è stata progettata dal maestro giapponese Tadao Ando, famoso per l'architettura religiosa e per progetti che comunicano una complessa semplicità nelle forme e nei materiali.
La struttura a tre piani ruota attorno a una biblioteca a doppia altezza che si estende in diagonale attraverso il centro del piano che, con le sue vetrate, si affaccia su una coppia di piscine triangolari. Il dettaglio che eleva ulteriormente il design della casa è la piscina a sfioro che va da un lato dell'edificio al bordo di una collina e si apre verso l'orizzonte.

Cover image Richard Anderson for Kaleidoscope 2018 Fall/Winter issue