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More Than - Gianluca Scamacca

"The Italian Future"

More Than - Gianluca Scamacca
"The Italian Future"
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More Than - Gianluca Scamacca The Italian Future

Gianluca
Scamacca

"The Italian Future"

 

In una concezione lineare del tempo, il futuro è la parte di tempo che non ha ancora avuto luogo, una parte che, rispetto a ciò che stiamo vivendo, deve ancora avvenire. Un orizzonte che nessuno può prevedere o anticipare, ma come ha giustamente aggiunto Gianluca Scamacca, il primo protagonista di “More than”, “il futuro è sicuramente qualcosa che ognuno di noi, nella propria sfera personale si costruisce quotidianamente, partita dopo partita, tassello dopo tassello con molta pazienza, perché alla fine siamo ​​noi a decidere chi vogliamo essere e chi vogliamo diventare".

 Non può essere altrimenti per un attaccante che alla sua prima vera opportunità in Serie A è riuscito ad andare sedici volte in gol. Ma Gianluca Scamacca ha lavorato quotidianamente per raggiungere il livello attuale, ponendosi tanti piccoli obiettivi da superare, e mettendo al centro delle sue ambizioni, delle sue passioni e del suo talento il proprio futuro.

“Il futuro di un calciatore non è più solo dentro il campo, parte tutto da lì, però devi essere anche bravo a crearti un’immagine all’esterno e un ruolo diverso, che sia nella moda che in qualsiasi altro settore.”

Il ruolo del calciatore è cambiato non solo in campo ma anche fuori di esso, ha acquisito un peso sociale nettamente diverso, un forte seguito e molta più visibilità grazie ai social e non solo. È diventato il protagonista, con i suoi gusti e la sua estetica, della contemporaneità: “Ormai il futuro per un giocatore è anche sul web. In accordo con la mia agenzia sportiva, la World Soccer Agency, cerco di raccontare sui social qualcosa di me stesso, qualcosa che dal campo o in tv magari non traspare. È bello far vedere più lati di sé in modo da dare la possibilità alle persone di appassionarsi non solo al calciatore ma anche alla persona.”

Il salto verso il futuro parte però dal passato, perché la conversazione avviene esattamente il giorno dopo la partita in casa del Bologna, nella quale ha giocato 95 minuti sotto un caldo torrido segnando due reti. “Per me il gol è il coronamento della settimana, dopo tutto il lavoro arriva la giusta ricompensa. Usando altre parole, il gol lo posso associare alla sensazione che si prova, dopo una settimana di stress tra lavoro e tante altre cose, nel momento in cui riesci finalmente a stare con la tua ragazza a bere una cosa insieme, rilassandosi”.

 Anche se per Scamacca il gol non è mai stata un'ossessione, ci sono stati momenti in questa stagione nei quali è rischiato di diventarlo. “Quest’anno mi è capitato prima di Udine, erano 5 partite che non segnavo e ci pensavo parecchio su questa cosa. Però è proprio nel momento in cui poi non ci pensi più tanto, che il gol arriva. Se vivi qualcosa come un’ossessione la allontani, non la attiri.”

Già solo vedendolo dal vivo, dall’alto del suo metro e novantacinque, si capisce perché Scamacca sia considerato il futuro centravanti della Nazionale. Al mio accenno alla doppietta arrivata meno di ventiquattro ore prima, dove insieme abbiamo ripercorso il suo taglio sulla perfetta imbeccata di Frattesi, mi risponde con un semplice sorriso. È questa una delle caratteristiche dell'attaccante del futuro, quella di far sembrare facili le cose difficili attraverso un talento che non si può insegnare ma che va coltivato con passione e duro lavoro.

D’altronde prima ancora che il calcio diventasse la sua professione e la sua carriera, fin dalla più tenera età è stato la sua passione, il suo primario obiettivo, una parte fondamentale della sua vita: “Sono sempre stato indirizzato verso il calcio, ho parenti e amici innamorati di questo sport, tutto è venuto da sé. In realtà ho provato pure a cambiare sport e giocare a basket, ma ho capito subito che non faceva per me, anche se sono alto.”



E prima di arrivare dove si trova oggi, Scamacca ha seguito tutta la gavetta che contraddistingue la carriera di un giovane calciatore, per quanto di estremo talento. Ha assaggiato i campi della Serie B con Cremonese ed Ascoli, è andato ancor prima in Olanda e, prima di consacrarsi con la maglia del Sassuolo, l’anno scorso ha esultato per ben otto volte con la maglia del Genoa. “Il mio percorso mi ha aiutato tantissimo, sembra scontato da dire, ma non mi ha regalato niente nessuno, ho dovuto sudare, lottare con il coltello fra i denti per farmi strada. Penso che questa stagione sia un piccolo premio per non aver mai mollato. Quest’anno lo ricorderò sicuramente, però spero sia il primo di tanti altri positivi.”

Una passione, quella per il calcio, legata a doppio filo con quella per la moda e i tatuaggi. La prima non è nascosta, lo abbiamo notato dal primo momento in cui ha varcato la soglia degli uffici di nss con le sue Air Jordan 1 Low Travis Scott x Fragment e successivamente con la sua naturalezza sul set. Scamacca infatti è un grande appassionato di moda, ce lo conferma lui stesso sottolineando l’importanza di ogni sua scelta: ​​“Secondo me il modo in cui ti vesti descrive tanto la tua personalità, la persona che sei”

Un mondo che, anche se ovviamente a 23 anni non si ha ancora un’idea precisa di ciò che verrà dopo il calcio, vorrebbe esplorare sempre di più in futuro. “Penso che le opportunità se vai avanti e fai bene si presentano alla tua porta. Lavorare con un brand non sarebbe male per me, chissà in futuro...” Per il momento ci dice essere focalizzato sul calcio e solo interessato a cosa accade attorno, però è sempre ben attento alle nuove release specialmente di alcuni brand che ci confessa di seguire con particolare interesse. “Ad oggi senza dubbio Dior, tutti gli item. Anche Balenciaga, però penso che Dior negli ultimi anni abbia proprio spopolato e fatto bene davvero tutto ciò che ha realizzato.” 

Full look VALENTINO.

Come la moda è entrata nel calcio, è vero anche in senso inverso, con i campioni che hanno influenzato con il loro stile e la loro personalità le collezioni delle più importanti maison. Tra questi ce ne sono alcuni che più hanno avuto un impatto sull’estetica di Scamacca. “Non posso non menzionare Depay, il suo stile mi piace molto, o Sanè e il suo approccio streetwear” ci dice. E nella continua contaminazione alla quale stiamo assistendo, con le maglie da calcio diventate un abito da sfilata, vede un grande potenziale. 
“Io penso che da questo rapporto possano guadagnarci entrambi, è qualcosa che conviene sia all’uno che all’altro. Possono aiutarsi a vicenda e poi lo stiamo vedendo, soprattutto nell’ultimo periodo, dialogano molto bene”.

Un rapporto costante anche se quest’anno in Italia a suo modo di vedere nessuna collaborazione o maglia ha spiccato particolarmente. È all’estero, in Bundesliga, che ha trovato la sua preferita: “La divisa away del Borussia Dortmund con i quadratini. Ma solo per quel che riguarda lo stile!”

“Io penso che dal rapporto tra calcio e moda possano guadagnarci entrambi, è qualcosa che conviene sia all’uno che all’altro. Possono aiutarsi a vicenda e poi lo stiamo vedendo, soprattutto nell’ultimo periodo, come dialogano bene.”

Quello per i tatuaggi è poi un amore ancora più visibile, nato “quando ero piccolo e un amico di mia sorella era pieno di tatuaggi e io rimasi attratto da quel modo di colorarsi la pelle”. Vanno oltre la maglia e si estendono fin sopra il collo, attraversano il petto fino ad arrivare nel punto in cui ci sono i calzettoni. “Alcuni significano qualcosa d’importante, altri invece no”, ci confida. Il primo l’ha realizzato all’età di 13 anni e non poteva che essere dedicato al calcio. Fatto per festeggiare con i suoi compagni la speciale vittoria del campionato Giovanissimi Nazionali e recita: “Fai che i tuoi sogni non restino tali ma fai della tua vita una missione”. È uno di quei tatuaggi che potremmo definire “old school”, quasi sbiadito e accompagnato da fiori e cornici che racchiudono la scritta citata. A proposito di futuro, certamente non si fermerà qui visto che molte parti del corpo sono ancora libere dall’inchiostro che altrove mette quasi in ombra il suo tono muscolare. “Braccio, gamba, devo completare varie cose, vedremo.”

Ma oltre questo c’è dell’altro, qualcosa di invisibile anche agli occhi più attenti che ogni domenica scrutano con estrema attenzione ogni suo movimento o taglio verso l’area: “una passione che mi è venuta adesso è quella dell’enologia e della produzione del vino, mi piacerebbe studiare e saperne di più. Poi in questo periodo sto anche prendendo lezione di paddle, non sono ancora bravo quindi mi serve qualcuno che mi aiuti. Anche il gaming è qualcosa che m’interessa senza dubbio, gioco spesso con Frattesi”. Scamacca e Frattesi sono infatti compagni ma soprattutto amici, si conoscono fin da piccoli ed entrambi si sono un po’ inseguiti, fin quando non si sono ritrovati insieme nella stessa squadra in Serie A.


Però riguardo al loro rapporto alla PlayStation può soltanto dirmi questo: “Guarda non commento (ride ndr), lui è molto fortunato e poi mi dà fastidio mentre giochiamo, mi dà le botte. Vinco più io ovviamente, però quando vince lui sembra che ne ha vinte 100. Mi fa innervosire (ride ndr), solo che siamo amici e rimango calmo alla fine. Poi la domenica mi fa buoni assist, anzi, a dirla tutta mi deve una cena tra l’altro”. I due infatti hanno fatto anche una particolare scommessa ad inizio anno: “ci siamo detti che chi segna o fa assist, paga la cena all’altro. Io ora sto risparmiando perché è un po’ che non segna!”. Un divertimento per i due ma soprattutto per Scamacca, un modo per liberare la mente nel tempo libero, anche se l’attaccante del futuro dal calcio non distoglie mai gli occhi dall’obiettivo: “Alla fine il gaming è una forma di svago: abbiamo diverso tempo libero, quindi ne approfittiamo per giocare e staccare un po’ la spina. Io però personalmente non amo giocare troppo. Anche perché dal calcio non si stacca mai, io penso sempre alla partita, agli allenamenti, la mente è sempre lì”.

Talent: Gianluca Scamacca
Photographer: Gianluca Normanno
Stylist: Allison Fullin
MUA: Cinzia Trifiletti
Photographer Assistant: Mathida De Paoli
Light Assistant: Nico Barbieri
Art Director: Alessandro Bigi
Editorial Coordinators: Elisa Ambrosetti - Edoardo Lasala
Video Editor: Ilaria Grande
Production: nss factory
Words: Emanuele D'Angelo