
Duran Lantink affina la mira per la SS27 di Jean Paul Gaultier Il designer olandese ha scelto di essere meno concettuale, ma comunque divertente

La cosa migliore che un direttore creativo può fare nel 2026 è essere diverso dalla media, in senso sartoriale, creativo o di storytelling. Nel gregge di brand e di Maison, di merch e di pop-up troppo uguali tra loro per definirsi così spesso «iconici», a causare scalpore è sempre la pecora nera. E Duran Lantink, il primo vero direttore creativo di Jean Paul Gaultier da quando il fondatore del brand ha lasciato l'atelier, affidando le collezioni ai guest designer prima e al designer olandese poi, sa esattamente come farsi notare.
Per la SS27, Lantink continua a portare in passerella collezioni ironiche, ma l'umorismo è più contenuto rispetto al solito. Se fino alla scorsa collezione includeva più costumi che abiti, più maschere editoriali che articoli commerciali - ricordiamo per esempio il busto realistico o la Couture dalle forme alquanto antifunzionali - per la SS27 il direttore creativo ha tenuto i piedi per terra. Certo, il surrealismo non manca, ma a godere della luce dei riflettori in questo show è stato principalmente il savoir-faire del team di sarti del brand.
La sfilata è iniziata con una serie di cappotti bianchi plastici, perfetti. A seguire, body e giacche in pelle nera e marrone, e ancora abiti e top a balze bianche voluminose. Emergono in maniera trasparente i riferimenti all'heritage di Jean Paul Gaultier, come i bullet bra che diventano corna in pelle, il kilt indossato da un modello e alcuni dettagli grafici, inseriti su felpe e giacche, che riprendono l'immaginario esoterico spesso esplorato dall'enfant terrible della moda. In questo caso, le stelline rosse ricamate possono ricordare l'estetica tirolese, o al massimo il pentacolo dei cinque elementi.
Lo studio del corpo di Lantink continua, solo ridimensionato su abiti meno concettuali e più pratici, come i bomber, le gonne, le camicie, i cardigan. La tridimensionalità è romantica, declinata su body ricamati che si staccano dal corpo come se fossero magici, gonne rigide falciate sul davanti, e abiti aderentissimi che si sfrangiano agli orli, rivelano l'ombelico ma coprono la testa completamente.
È l'ultimo look, un completo di gilet e gonna a sigaretta blu scuro decorato da quella che sembra una cintura ricamata, a dare alla sfilata una certa eleganza. Sferzata, in pieno stile Lantink-Gaultier, da un cappello sormontato da forme circolari, impilate a formare una torretta.