
«Ci vuole del tempo per capire il proprio DNA», intervista a Viktor Horsting e Rolf Snoeren In occasione di Spectrum, la mostra di 10 Corso Como dedicata a Viktor&Rolf svelata questa Milano Fashion Week
Spectrum, la prima mostra italiana dedicata ai designer olandesi fondatori di Viktor&rolf, Viktor Horsting e Rolf Snoeren, è stata inaugurata negli spazi di 10 Corso Como durante l’ultima Milano Fashion Week. Più di venti look di Haute Couture realizzati in oltre trent’anni di carriera trovano casa nella Gallery dello store milanese, per un progetto che offre ai visitatori la possibilità di osservare da vicino il lavoro dei designer per scoprirne a pieno la visione creativa.
La mostra, firmata dal curatore del programma culturale di 10 Corso Como Alessio de’ Navasques, prende ispirazione dalla dualità che da sempre fa parte di Viktor&Rolf: i contrasti, i ritorni, le coppie. Fin dall’inizio, il brand unisce moda e arte (i designer preferiscono essere definiti «fashion artists» proprio per sfuggire alle etichette) in collezioni che sfruttano ironia e surrealismo per fare una critica alla società nonché al sistema moda di cui i designer stessi fanno parte.
In occasione dell’inaugurazione di Viktor&Rolf. Spectrum, ora visitabile gratuitamente fino al 22 novembre 2026, abbiamo avuto l’occasione di conoscere Tiziana Fausti, presidente di 10 Corso Como, Viktor Horsting e Rolf Snoeren. Ecco cosa ci hanno raccontato.
Cosa significa per voi lavorare all’intersezione tra arte e moda, in un momento in cui il settore sembra puntare così tanto sul business e sulla dimensione commerciale?
Viktor Horsting: Abbiamo sempre affrontato il nostro lavoro come se fosse una sorta di autoritratto. Lo utilizziamo come uno strumento per dire qualcosa, per esprimerci. In questo senso, siamo probabilmente vicini al modo in cui lavora un artista. Nel contesto della moda è forse qualcosa di insolito, ma per noi viene del tutto naturale.
Non ci siamo mai davvero chiesti: «È moda? È arte?». Non siamo particolarmente interessati a questa domanda, né all’idea di doverlo definire. Abbiamo iniziato a definirci «fashion artists» proprio per evitare di dover rispondere alla domanda su che cosa sia il nostro lavoro.
Qual è l’aspetto dell’industria che al momento vi lascia più perplessi? C’è qualcosa di cui oggi vorreste fare ironia?
Viktor Horsting: Forse non userei la parola divertimento. È vero che l’umorismo e l’ironia svolgono un ruolo importante nel nostro lavoro, ma ciò a cui aspiriamo è la complessità. È per questo che lavoriamo spesso intorno all’idea della dualità. Per esempio, possiamo mostrare qualcosa di gonfio o completamente ricoperto di piume, ma allo stesso tempo presentarlo anche con tutte le piume rimosse.
Rolf Snoeren: Ci affascinano i rapporti di potere che esistono nella moda: dove risiede il potere, chi decide cosa. E, alla fine, per noi il potere risiede nell’idea.
In un certo senso, poter commentare l’industria dall’interno è una forma di potere a sua volta.
Viktor Horsting: Diciamo sempre di avere un piede dentro il sistema e uno fuori. In qualche modo facciamo parte del sistema, ma allo stesso tempo lo commentiamo. Siamo quindi distaccati, ma anche connessi. Ancora una volta, una dualità.
Rolf Snoeren: E probabilmente c’è potere anche nel decidere, consapevolmente o inconsapevolmente, che questo è il nostro approccio. Con l’idea giusta e qualcosa di nuovo, tutto può avere un impatto culturale.
Che consiglio dareste a un giovane designer o a chi sta avviando un brand e guarda a voi e al vostro lavoro in Viktor&Rolf come fonte di ispirazione?
Rolf Snoeren: Quello che di solito diciamo ai giovani designer è di creare qualcosa che nessuno abbia mai visto prima, perché a quel punto le cose accadranno automaticamente. Bisogna anche prendersi il proprio tempo: con i social media c’è molta pressione a essere veloci, a sapere immediatamente chi si è e a rimanere fedeli a quella visione. A noi sono serviti cinque anni per comprendere davvero il nostro DNA. Ci vuole tempo per capire chi si è.
Come nasce la mostra Viktor&Rolf.Spectrum?
Tiziana Fausti: La forza di questo duo è unica e irripetibile. La continuità nella ricerca di personalità forti e caratterizzanti ci ha portato a concentrare la nostra attenzione sul dualismo di Viktor&Rolf, soprattutto per il loro rapporto con la storia del costume e con il mondo dell’arte.
In questo percorso, Viktor&Rolf hanno sviluppato, attraverso anni di attività, un linguaggio unico, costruendo una sorta di alfabeto personale attraverso il quale interpretano e restituiscono la loro percezione del mondo dell’arte.
La mostra è gratuita per tutti i visitatori. Qual è l’obiettivo del programma culturale di 10 Corso Como?
Tiziana Fausti: La nostra iniziativa culturale nasce dalla volontà di avvicinare sempre di più il mondo della moda a quello della cultura, andando oltre il suo aspetto commerciale e valorizzandone la dimensione culturale. Crediamo sia necessario alimentare questo mondo attraverso interesse, ricerca e attenzione, sostenendo un sistema che oggi attraversa una fase di trasformazione. Per noi, 10 Corso Como rappresenta uno spazio in cui questo rapporto tra moda, arte e cultura può assumere una valenza primaria.