Oggi al MUDEC di Milano apre i battenti la mostra dedicata all'artista e writer di Bristol, uno dei maggiori esponenti della street art, parliamo ovviamente di Banksy
Una cosa che in molti non sanno, è che oltre ad aver realizzato opere chiaramente ispirate al calcio, Banksy a quanto pare è stato anche un buon portiere nei campi del sunday football inglese.
Non molti club però possono vantare di aver avuto un portiere famoso quanto l'artista britannico ma l'Easton Cowboys and Cowgirls non è un normale club sportivo, le sue attività vanno ben oltre il calcio. 

La storia punk di quando Banksy giocava in porta L'artista inglese ha difeso i pali di una squadra di provincia  | Image 0

Inizia tutto verso la fine degli anni '80 nel quartiere di St. Pauls a Bristol per poi trovare il terreno fertile definitivo alla Baptism Mills School di Easton, quando un gruppo di ragazzi che si divertiva a prendere a calci un pallone decisero di continuare a farlo ma sotto i colori di una squadra vera e fondarono la Easton Cowboys and Cowgirls, il "club sportivo più intrepido della Gran Bretagna". La squadra fu realmente costituita quando i ragazzi decisero di iscriversi a un campionato locale nel 1992.

La squadra è figlia del contesto da cui proviene, un contesto punk, di rivolta e rifiuto nei confronti di qualsiasi forma di controllo sociale e massificazione ed è lo stesso contesto da cui provengono Banksy e la sua arte. Proprio questo ambiente ha di certo influito sulla scelta dell'anonimato da parte dello street-artist inglese che è da sempre uno degli elementi di maggiore interesse nel mondo dell'arte contemporanea, e un paio di teorie hanno trovato più riscontri di altre. La prima è quella secondo la quale dietro Banksy ci sia Robert Del Naja, 52enne musicista, artista e fondatore dei Massive Attack, noto anche come "3D", anche lui originario di Bristol. L'altra è quella venuta fuori grazie ad un'inchiesta del giornalista Craig Williams che nel 2016 aveva concluso che Banksy in realtà è un nome dietro al quale si "nasconde" un collettivo più che una persona soltanto. Quest'ultima teoria però strizza l'occhio alla prima affermando che il collettivo sia comunque collegato a Del Naja e ai Massive Attack.  
Will Simpson, uno dei fondatori dei Cowboys, ha dichiarato in un'intervista alla BBC che Banksy ha partecipato a parecchi allenamenti e partite negli anni '90 difendendo la porta della squadra, prima che diventasse famoso. 

È venuto con noi in tournée in Messico nel 2001 e ha dipinto una serie di murales in quella zona del paese.
Dopo il tour si è trasferito a Londra, lo vediamo ogni tanto quando torna a Bristol.

Banksy ha dato una mano al club oltre che difendendone la porta, con una raccolta fondi attraverso la vendita di una sua opera per finanziare progetti idrici in Chiapas, nel sud-ovest del Messico.

La storia punk di quando Banksy giocava in porta L'artista inglese ha difeso i pali di una squadra di provincia  | Image 0
La storia punk di quando Banksy giocava in porta L'artista inglese ha difeso i pali di una squadra di provincia  | Image 4
La storia punk di quando Banksy giocava in porta L'artista inglese ha difeso i pali di una squadra di provincia  | Image 1
La storia punk di quando Banksy giocava in porta L'artista inglese ha difeso i pali di una squadra di provincia  | Image 3
La storia punk di quando Banksy giocava in porta L'artista inglese ha difeso i pali di una squadra di provincia  | Image 2
La storia punk di quando Banksy giocava in porta L'artista inglese ha difeso i pali di una squadra di provincia  | Image 5

Il club negli anni è cresciuto molto grazie a questo tipo di iniziative, nel 1994 sono diventati una vera e propria polisportiva fondando una squadra di cricket che tra le altre cose, in tour del 2000 in California, ha sfidato il Beverly Hills Cricket Club, nel 2002 è arrivata la squadra femminile di calcio, quella di netball nel 2004 e una mista di basket.

I Cowboys sono unici, nel senso che non ci definiamo una squadra socialista o una squadra anarchica, siamo una squadra sportiva che ha una dimensione politica" ha detto Simpson.
Siamo anti-razzisti, anti-sessisti, siamo contrari all'omofobia e cerchiamo promuovere l'inclusività. 

Un gruppo all'interno del club aveva raccolto fondi per sostenere la libertà palestinese, la squadra di netball per la ricerca contro il cancro al seno e le Cowgirl (la squadra femminile di calcio) si sono battute per sostenere le donne a rischio di "stupro correttivo" in Sud Africa. L'abominevole pratica in questione vede uomini violentare donne omosessuali in quello che vedono come un tentativo di "correggere" il loro orientamento sessuale. Il club non è gerarchico, i membri cambiano spesso ruoli.

La maggior parte delle squadre di calcio sono formate da 15/20 persone ma non siamo una semplice squadra di calcio, siamo una comunità.
Abbiamo 200 persone nella mailing list e cara 150 che praticano sport con noi.
Sono benvenute le persone di ogni provenienza e con qualsiasi tipo di abilità: non è necessario praticare uno sport per far parte dei Cowboys.

La sede del club è, come è d'obbligo per una squadra inglese, in un pub, il "Plough" ad Easton e recentemente ha celebrato il 20° anniversario con un toreo internazionale a Berrow nel nord del Somerset. 
Will Simpson e il suo compagno di squadra e collega Cowboy Malcom McMahon hanno scritto un libro che racconta la storia dell'Easton Cowboys and Cowgirls.

C'abbiamo messo tutto ciò che avevamo, siamo stati qui sin dall'inizio. Sentivamo che il club meritasse un libro anche perché nel corso degli anni ci sono state tante storie interessanti che volevamo condividere e che avevano bisogno di essere messe su carta. Volevamo raccontare al mondo cos'è l'Easton Cowboys and Cowgirls.