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Dominare il calcio - Intervista con Andrea Pirlo

Nike, la Nazionale e gli Stati Uniti: quattro chiacchere con il Maestro

Dominare il calcio - Intervista con Andrea Pirlo Nike, la Nazionale e gli Stati Uniti: quattro chiacchere con il Maestro

C'è una cosa di Andrea Pirlo che mi ha sempre colpito quando era in campo. La sua calma.
E non nel senso di flemma o tranquillità, ma nel senso di dominio: in un campo in cui correvano 21 giocatori, lui sembrava sempre aver presente dove sarebbe andata la palla prima degli altri, come si sarebbero mossi compagni ed avversari. Era una cosa che mi affascinava moltissimo, e quando ci siamo seduti uno di fronte all'altro all'interno del nuovo Nike store di Milano - il più grande in Italia - la sensazione è stata più o meno la stessa.
Nonostante i fan, i giornalisti e lo staff dell'inaugurazione, il Maestro sembrava dominare la stanza, spegnere il rumore che ci circondava e rispondere alle nostre domande. 

Chi scrive aveva quattordici anni quando la Nazionale italiana alzò la coppa del Mondo a Berlino e Pirlo ha rappresentato - insieme soprattutto a Cannavaro - l'immagine di quella squadra vincente e di campione.
La sua statura di campione e guru del calcio si è evoluta anche attraverso la sua immagine: il suo capello filosofico e la sua barba saggia degli anni juventini hanno contribuito a consolidare la sua reputazione di Gran Maestro del calcio italiano.
All'interno del nuovo store, Pirlo è entrato anche nel mini laboratorio Tech Pack allestito all'interno dello spazio, realizzando una giacca personalizzata. La sua speciale relazione con Nike è stata celebrata dallo Swoosh con un modello Tiempo in edizione limitata, che sarà esposta proprio al nuovo Nike Store dietro il Duomo nel quale abbiamo girato quest'intervista.