"Non saremo tanto noi a mancare al Mondiale, quanto il Mondiale ci mancherà a noi". Mi è sembrata la cosa più giusta tra quelle che ho letto stamattina sui giornali e sulle bacheche Facebook, e nello sguardo di chi stamattina ancora non voleva credere al fatto che l'Italia non giocherà il Mondiale 2018. È un fatto di quotidianità, di riti che scandiscano la vita di tutti, perché tutti sanno che ogni quattro anni ci saranno almeno quei 270 minuti in cui il Paese si ferma davanti al televisore guardando le maglie azzurre.

Nostalgia del futuro Il Mondiale già mi manca | Image 1

Ognuno ha il proprio rituale, a me mancherà da morire il tintinnio delle birre nella busta mentre cammino verso la casa che ospiterà la mia ansia durante la partita. La pizza tiepida con la mozzarella già rappresa che arriva sempre nel secondo tempo, perché tutti la ordinano quando gioca la Nazionale e le pizzerie sono occupate. Mi mancherà anche il momento in cui arriva la pizza, e noi veniamo sempre mossi a compassione per il fattorino che sta lavorando invece di stare con gli amici a mangiarla davanti alla tv quella pizza.
Mi mancherà riguardare le clip dei vecchi mondiali: sul mio ipod del 2006 ho ancora il brano con tutti gli intro di Caressa mixati sulla colonna sonora dei Pirati dei Caraibi. È brutto, ma mi riporta quell'estate lì e le mie labbra seguono ancora senza difficoltà tutte le parole di Caressa.

Dieci minuti prima di entrare in campo, sto lì con la testa china, cerco il massimo della concentrazione, poi l'allenatore mi dice le ultime cose, già le so, me le ha dette cento volte, le ho pensate mille. Poi c'è il rito, ogni squadra ha il suo, un urlo forte e siamo pronti: adesso ci siamo, adesso andiamo fuori, adesso andiamo a vincere. Dallo stadio Niedersachsen di Hannover Italia-Ghana, oggi sapremo chi siamo.

Mi mancherà la sensazione strana e inconciliabile per un tifoso laziale - di non avere nemici - di stare tutti dalla stessa parte, almeno per quei novanta minut. Mi mancherà quel sentimento di speranza impossibile da soffocare quando siamo ancora sullo 0 a 0: lo sappiamo che non vinciamo, ma finché non perdiamo tre a zero una parte continua ad illudersi che potremmo vincere.

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Ci sarà tempo per capire chi ha sbagliato, di chi è la responsabilità del mancata qualificazione che sarà un danno enorme per il calcio italiano. A me dispiace perché salterò i miei riti, perché al prossimo mondiale avrò quasi trent'anni e molte resposnabilità in più. Ma oggi non mi interessa, sono triste, quello stessa malinconia quando si guarda qualcosa di passato che non hai vissuto e non potrai mai farlo.