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Wembanyama è il nuovo alieno di Nike

La stagione da rookie del francese è stata sensazionale, ma il futuro è ancora tutto da scrivere

Wembanyama è il nuovo alieno di Nike La stagione da rookie del francese è stata sensazionale, ma il futuro è ancora tutto da scrivere

Sonoro gracchiante e disturbato da interferenze nel segnale, una scritta che emerge con effetto-glitch da una schermata nera, introducendo lo spettatore a una visione che arriva “da qualche parte, nel sud del Texas”. L’inquadratura inizia quindi a sorvolare un campo coltivato e svelare, un po’ alla volta, un disegno composto da cerchi nel grano, in un climax di vibrazioni extraterrestri. L’immaginario cyberpunk evocato è di estrazione chiaramente fantascientifica, potrebbero essere i primi secondi del trailer di Blade Runner, o di Signs - e in effetti è proprio questo il genere di riferimento, ma si tratta di uno spot di Nike Basketball.

Il soggetto? Non ce n’è traccia, né all’interno del video né tantomeno nella caption. Quando il disegno si mostra nella sua interezza, però, il simbolismo diventa immediatamente familiare per il pubblico NBA. Dietro quel volto alieno - stilizzato in modo classico e inserito nelle geometrie di una palla da basket, griffata con due swoosh - c’è, appunto, “The Alien”, di soprannome e di fatto: Victor Wembanyama, giovane stella dei San Antonio Spurs.

L'unicorno dei San Antonio Spurs

“Sono stati tutti unicorni negli ultimi anni”, diceva LeBron James la scorsa estate, alludendo all’espressione associata sempre più spesso a giocatori con combinazioni atipiche di doti fisico-atletiche e tecniche. Un termine ormai troppo inflazionato per un profilo unico - letteralmente - come Wemby, che nel giro di pochi mesi si è dimostrato all’altezza delle ingombranti etichette con cui si era presentato al Draft: talento generazionale, giocatore rivoluzionario, evoluzione della specie. “Non si è mai visto uno così alto, fluido e aggraziato nei movimenti, che sa mettere palla per terra, tirare in step-back, dal post, segnare triple in catch-and-shoot, stoppare tiri”, continuava LeBron, introducendo infine il “superlativo” di unicorno: “Wembanyama mi sembra più simile a un alieno”. Per un 19enne di oltre 2.25 metri di altezza e 2.45 di apertura alare, che gioca con la maturità di un veterano, tratta la palla come una guardia, segna da ogni posizione e difende più o meno contro chiunque, attingere alla sfera extraterrestre sembra più una necessità che una scelta. Nasceva in questa luce, prima ancora del suo arrivo in NBA, un soprannome perfettamente aderente alla percezione dell’enfant prodige, tanto tra gli addetti ai lavori quanto tra gli osservatori. Un epiteto che probabilmente - al pari del “Prescelto” - gli terrà compagnia a lungo, come suggeriscono gli indizi concessi recentemente dal diretto interessato e da Nike.

Lo spot è stato pubblicato lunedì 8 aprile, come ricorda la caption: “L’eclissi totale è appena iniziata”, con annesse emoji a rappresentare l’evoluzione delle fasi lunari. Il riferimento è chiaramente al fenomeno osservato quel giorno negli Stati Uniti, ma la storia che vuole raccontare è legata solo metaforicamente allo studio delle stelle; è la storia dello sbarco di Wembanyama “nel sud del Texas”, del suo impatto sull’ecosistema NBA, e più in generale di un viaggio che sembra inevitabilmente destinato all’Olimpo cestistico. Con il termine “eclissi”, infatti, si definisce in astronomia un evento ottico che si verifica quando un corpo celeste ne “oscura” un altro: non un riassunto del tutto improprio, con un po’ di poesia, per la prima stagione oltreoceano del lungo francese. I numeri con cui l’ha conclusa - 21.3 punti a partita, conditi da 10.6 rimbalzi, 3.6 stoppate (a proposito di “oscurare”) e 3.9 assist di media - gli varranno il premio di Rookie of the Year e la candidatura, da esordiente, al Defensive Player of the Year. Sono le prospettive future, però, ad elettrizzare il mondo NBA, il pubblico francese - che lo attende a Parigi per i Giochi Olimpici, carico di speranze - e chiunque l’abbia visto muoversi su un campo da basket. E se lo sviluppo del suo talento è finito tra le mani sicure di Vincent Collet e Gregg Popovich, a Nike spetta l’intrigante compito di accompagnare questa escursione nel futuro.

Il rapporto tra Nike e Wembanyama 

I primi contatti tra l’entourage del giocatore e il marchio dell’Oregon risalgono a ben prima del 22 giugno scorso, quando Adam Silver chiamava il suo nome - scelta numero uno, ovviamente - nel Draft 2023. Hanno avuto inizio durante gli ultimi mesi nella “sua” Parigi, trascorsi tra le fila dei Metropolitans 92, e hanno portato alla firma di un faraonico contratto di sponsorizzazione; oltre 100 milioni di dollari secondo l'insider ESPN Nick DePaula, una cifra senza precedenti per un rookie, superiore anche ai 90 milioni di dollari riservati per LeBron James nel 2003. Il sodalizio è stato più o meno ufficializzato il 17 maggio, notte della Draft Lottery e quindi dell’arrivo de facto di Wembanyama agli Spurs, quando Nike postava una sua foto con Parigi, un cielo stellato e una cometa sullo sfondo. “Pensi che Wemby cambierà il basket? Pensa in grande. L'attesa è finita."

“Lavoro ogni giorno per essere unico”, si legge nella sua bio su nike.com, che è anche un’anticipazione della strategia adottata dallo Swoosh nella costruzione del brand Victor Wembanyama. Tutto parte proprio dal concetto di eccezionalità e dall’esaltazione di quel fascino - estetico prima di tutto - che il francese emana sul parquet: un percorso sensoriale in cui l’ispirazione aliena suggerita da LeBron si è incastrata perfettamente, e una dimensione in cui lo stesso Wembanyama sembra essersi riconosciuto. In occasione dell’All-Star weekend di febbraio ha indossato una versione inedita - taglia (US): 20.5 - delle Nike G.T. Hustle 2, con un un viso alieno stilizzato, disegnato di proprio pugno, come logo.

Dopo il lancio delle Alien Nike G.T. Hustle 2 PE sul mercato, previsto il mese prossimo, dovrebbe essere solo questione di tempo per l’annuncio della sua linea di signature shoes. Se dovesse avvenire entro l’inizio della stagione 2024/25, quindi nell’arco dei prossimi sei mesi, Wembanyama diventerebbe il decimo di sempre con una propria linea di calzature già durante il primo anno in NBA; ad oggi, però, sembra decisamente più probabile un lancio nel 2025. Intanto, un assaggio del concept e del design è stato offerto la scorsa settimana nel contesto del “Nike: On Air” di Parigi, dove il prototipo delle Nike Wemby 1 non è passato inosservato, anzi. Il design futuristico, in cui la suggestione aliena è restituita anche dalle scelte cromatiche, è stato realizzato dal Nike Research Lab ed è parte dell’A.I.R. (Athlete Imagined Revolution), un progetto basato sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per tradurre nella silhouette di una sneaker i gusti, le esigenze, lo stile e tante altre informazioni personali, in questo caso riguardanti il nativo dell’Île-de-France. Sembra un prodotto arrivato dal futuro, come gli ufo dei film fantascientifici e come Wembanyama su un campo da basket - ed è proprio quella reazione, quell’effetto-wow, che Nike vuole sortire. Il soprannaturale, del resto, cattura lo sguardo, e il brand ha compreso di dover cucire un abito davvero speciale per vestire la rivoluzione.