
Ora basta la vostra face card per pagare con Revolut È una delle ultime funzionalità introdotte, a certe condizioni, dall'azienda – sempre più in ascesa in ambito fintech
Di recente Revolut ha avviato a Londra la sperimentazione di Revolut Pay with Smile, presentato come il primo sistema di pagamento attraverso la tecnologia del riconoscimento facciale. La sperimentazione del progetto si è svolta dal 24 al 26 settembre 2026 in tre caffè della catena londinese Kiss the Hippo – nei quartieri di Bloomsbury, Soho e Chelsea. I clienti che avevano attivato la funzione dall’app potevano pagare semplicemente guardando il terminale, senza telefono né portafoglio, con l’identità verificata tramite il selfie fornito all’apertura del conto. Il sistema funziona con Revolut Register, un registratore di cassa realizzato e fornito dall'azienda.
Al momento, l’iniziativa deve fare i conti con due incognite principali. La prima è l’effettiva adozione del servizio – infatti, possono usarlo solo i clienti Revolut che scelgono di attivare il riconoscimento facciale, e solo nei locali dotati di un terminale dell’azienda. La seconda riguarda la privacy. La tecnologia dietro Revolut Pay with Smile si basa sui dati biometrici degli utenti, una categoria particolarmente tutelata dal GDPR britannico, cioè la versione nazionale del regolamento europeo sulla protezione dei dati personali rimasta in vigore nel Regno Unito dopo la Brexit. Il successo dell'iniziativa dipenderà quindi dalla capacità dell’azienda di dimostrare che pagare attraverso il riconoscimento facciale è realmente più comodo, oltre che sicuro.
Com'è nato Revolut?
In poco più di un decennio, Revolut è passata dall’essere una startup specializzata nei pagamenti digitali a competere con i principali gruppi bancari europei. Il modello di business dell'azienda si basa sulla possibilità di offrire servizi finanziari simili a quelli delle banche tradizionali, ma con costi e commissioni più contenuti. Una strategia che ha permesso alla società di superare i 4 milioni di clienti e di raggiungere una valutazione superiore ai 75 miliardi di dollari, avvicinandosi a quella di alcune delle maggiori realtà bancarie del continente.
Revolut è stata fondata nel 2015 dal trader russo Nikolay Storonsky e dallo sviluppatore ucraino Vlad Yatsenko, entrambi attivi nel settore fintech – cioè a cavallo tra finanza e tecnologia – di Londra. L’idea alla base della startup era rendere più economici i pagamenti e i trasferimenti di denaro in valuta estera, evitando le commissioni applicate dagli istituti tradizionali. Le soluzioni tecnologiche permettevano di ridurre i costi operativi, offrendo ai clienti tassi e commissioni più competitivi rispetto alle banche convenzionali – lo stesso nome scelto per l'azienda voleva richiamare l’idea di una sorta di rivoluzione nel modo di gestire il denaro.
Cosa piace di Revolut
@rachelrrae_ Would you pay for your coffee with… your face? Revolut has just launched Pay with Smile, a new facial recognition payment method — and you can try it for just £1 at Kiss the Hippo. Just enable Pay with Smile in your Revolut app, choose from the special coffee menu and pay with a glance at the till. You’ll also earn 3x RevPoints on the transaction. Kiss the Hippo — Soho, Chelsea & Bloomsbury Until 26 September £1 speciality coffee Revolut customers only @Revolut original sound - Rachel Rae | London / Travel
Revolut nel tempo ha mantenuto in buona parte la sua impostazione originaria, rivolgendosi cioè a chi cerca un conto interamente digitale e facile da aprire, soprattutto per gestire denaro in diverse valute e effettuare operazioni all’estero senza le commissioni tipiche dei servizi bancari tradizionali. Il servizio – che oggi punta a essere visto come una vera e propria banca, anche se non ha filiali fisiche aperte al pubblico – ruota principalmente attorno alla rispettiva app, attraverso cui è possibile gestire il conto, convertire il denaro in altre valute e effettuare pagamenti internazionali; a questo si aggiunge una carta digitale utilizzabile sui principali circuiti di pagamento, pensata per essere accettata anche fuori dal proprio Paese.
Non è affatto scontato che una società di fintech riesca a operare come fa oggi Revolut: prima, infatti, è necessario ottenere le autorizzazioni per operare nel settore finanziario. Revolut ci è riuscita nel 2018, grazie alla licenza bancaria rilasciata dalla Lituania, un Paese che da qualche anno è noto per garantire procedure amministrative relativamente snelle e agevoli in ambito finanziario. Essendo la Lituania parte dell’Unione Europea, la licenza ha inoltre permesso a Revolut di operare nel resto del mercato europeo. Negli anni successivi, la società ha poi ottenuto ulteriori autorizzazioni per operare direttamente in diversi Paesi, tra cui l’Italia.
La crescita di Revolut è stata accompagnata anche da un progressivo consolidamento della propria struttura aziendale. Per istituzionalizzarsi e avvicinarsi ai modelli delle banche tradizionali, la società ha inserito ai vertici della società figure con una lunga esperienza nella finanza, affiancando così alla cultura tecnologica tipica delle fintech competenze maturate nel sistema bancario convenzionale.