Vedi tutti

10 novità nello stile NBA

Uniformi, loghi, parquet: tutto quello che è cambiato in NBA

10 novità nello stile NBA  Uniformi, loghi, parquet: tutto quello che è cambiato in NBA

Nella notte tra lunedì 24 e martedì 25 una nuova, lunghissima stagione NBA avrà inizio. Come ogni anno i temi di interesse sono tantissimi, alcuni noti veramente a tutti, come l'integrazione di Durant nei vice-campioni in carica o la rinascita di Rose a New York, altri magari più appanaggio dei fan più meticolosi: la possibile esplosione dei Minnesota TWolves dei future big 3 (Tows, Wiggins e LeVine) o la possibile consacrazione di Giannis Antetokounmpo. La prima cosa che salta all'occhio di tutti, però, è il lato estetico dell'NBA, fatto di loghi, uniformi e storie da raccontare.

Abbiamo raccolto allora 10 cose notevoli successe in estate e che meritano di essere guardate durante l'anno, 5 per la Western Conference e 5 per la Eastern. 

 

#WESTERN CONFERENCE – Testo di Francesco Abazia

Innovazione Sacramento Kings

I Sacramento Kings si presentano al via della prossima stagione con un look totalmente inedito: 3 nuove uniformi (più la riproposizione della Baby Blue uniform), nuova schiera di loghi già presentati la scorsa stagione, e addirittura una nuova arena, il Golden 1 Center, che si presenta come la più tecnologicamente avanzata dell’intera lega. Proprio sulla tecnologia, il team californiano sembra aver puntato forte. Le tre nuove uniformi infatti sono state presentate con un particolare video a 360°, che ha visto Willie Cauley-Stein posare indossando contemporaneamente tutt’e quattro le divise di quest’anno. Una menzione speciale la merita la nuova divisa “Global”, così come il ritorno, nel logo, dell’appellativo SAC.

 

Work in progress

La prossima stagione sarà, dal punto di vista stilistico, di transizione, aspettando la grande rivoluzione della stagione 2017/18, che sancirà in un solo colpo il ritorno di Nike e l’approdo degli sponsor sulle canotte. Molte franchigie quindi, anche su suggerimento di Nike, hanno cominciato a lavorare al prossimo anno, per modificare loghi (vedi Portland Blazers e Minnesota Timberwolves) e divise, chiedendo anche aiuto ai propri tifosi più creativi. I Blazers in particolare sembrano essere a lavoro per una divisa che ricordi quella degli anni ’70, l’unica capace di vincere un anello, e un logo più dimensionale rispetto allo storico ma un po’ piatto, adottato da sempre.

 

Black culture history

Riuscire a disegnare una divisa che racconti una storia è forse la massima ambizione di ogni brand e di ogni franchigia. Quest’anno, i Memphis Grizzles potranno dirsi sicuramente soddisfatti del risultato quando indosseranno l’alternate per il Martin Luther King Day e per diverse gare del Black History Month. La divisa, vero pezzo di storia nera americana, contiene diversi elementi che ricordano il Lorraine Motel di Memphis, dove King fu assassinato nel 1968. Il lettering è lo stesso dell’hotel, così come il simbolo poco sotto il colletto ricorda la corona di fiori posta fuori la camera 306, quella di MLK. Stessa cosa per la ringhiera, che ritorna nel motivo sul fianco e sui pantaloncini.

 

Novità nello Utah  

Tutto nuovo – anche se non così diverso come per i Kings – anche per gli Utah Jazz, che ritoccano il logo e modificano leggermente tutte le divise di casa, trasferta e alternate. Sostanziale novità invece per la Pride Uniform, che per la prima volta nella storia dei Jazz introdurrà le sleeve, le maniche, per una divisa Jazz. Ad accompagnarla la J-Note, simbolo dei Jazz e una banda tricolore per ricordare la storica divisa Jazz. Anche il parquet subisce un rebranding, con l’introduzione della palla tricolore che è un omaggio ai vecchi parquet del Salt Palace e del Delta Center.

 

Ricordi dei Guerrieri 

I Golden State Warriors sono, di netto, la squadra più attesa della prossima stagione, soprattutto per l’arrivo di Kevin Durant, che consegna al quintetto base della Baia 4 dei 15 giocatori più forti della Lega. Una stagione importante, richiede una divisa importante. Per questo i Warriors hanno optato per una nuova alternate – che verrà indossata durante le partite domenicali, ma non solo – e che è diretto retaggio della divisa anni ’90 dell’era Run TMC, riportando lo stesso lettering della Home Version di quegli anni. Il nome “Crossover” invece deriva da Tim Hardaway (membro con Mullin e Richmond dei TMC) e dal suo “Killer Crossover”.

 

#EASTERN CONFERENCE – Testo di Simone Bernardo

Celebrazione Cavs

Nessuna novità clamorosa per i campioni in carica, che nella stagione 2016-2017 utilizzeranno gli stessi loghi e le stesse divise che li hanno accompagnati al titolo qualche mese fa. Modifiche di rilievo, invece, nel parquet che li accoglierà nelle partite casalinghe alla Quicken Loans Arena. Niente più skyline della città, ma un mega-logo centrale con la classica spada dei Cavs a percorrere tutta la linea di metà campo. In più, blu più scuro nei bordi come richiamo alla alternate jersey inaugurata l’anno scorso e il motto dei win and gold: “All for one, one for all”. La vera chicca che manderà in estasi i tifosi dei Cavs, però, è solo un dettaglio, piccolo di dimensione ma dal grande significato. Avendo vinto il loro primo anello, infatti, LeBron James e compagni potranno avere per la prima volta il badge dorato sul colletto della divisa riservato solo alle squadre con almeno un titolo.

 

 

Nuove e vecchie identità

Doppietta stilistica per i Toronto Raptors, che dopo aver raggiunto per la prima volta le finali dei Conference nella scorsa stagione, vogliono mantenersi al top nella NBA. La prima delle due novità è la maglia Huskies, dedicata alla squadra che nel 1947 portò il basket professionistico in Canada. E nel settantesimo anniversario da quella stagione, i Raptors vogliono omaggiare la loro storia con questa bellissima divisa. Non altrettanto affascinate la seconda novità dei canadesi, ovvero la Chinese New Year Alternate, maglia dedicata al capodanno cinese. Oltre alle motivazioni meno nobili rispetto all’omaggio del proprio passato, questa divisa rosso acceso ha il dragone, figura di grande significato nella cultura cinese, e la traduzione in mandarino di “Toronto”.

 

 

Cuore New Yorker  

Dato che non sembrano essersi avvicinati minimamente alla vittoria di un titolo, i Brooklyn Nets del vulcanico proprietario Mikhail Prokhorov provano almeno a fare contenti i loro tifosi. E lo fanno abbracciando tutte le diversità della Grande Mela con questa Nets Remix Jersey, chiamata così proprio per la volontà di amalgamare gli anni di Long Island, New Jersey e Brooklyn. Non a caso, il bianco e il nero tipici delle divise dei newyorkesi si fondono in un grigio scuro che accontenta tutti.

 

Philadelphia Champions

Anche qua, di vittorie nemmeno l’ombra. Ma visto che nel passato qualcuna è arrivata, perché non celebrarla a dovere? Nella stagione che sta per cominciare, infatti, si celebreranno i 50 anni dal titolo del 1966-1977, firmato da un certo Wilt Chamberlain. I 76ers celebreranno la ricorrenza per tutto l’anno, con una campagna chiamata “Spirit of the Champion”. E anche se difficilmente Embiid e Okafor guideranno i loro compagni a un record di 68-13 come fece quella squadra, Philly sarà accompagnata per lunghi tratti da un nuovo parquet e una divisa celebrativa.

 

Vecchi orgogli

Due franchigie che, per ragioni diverse, cercano di uscire da un periodo di mediocrità. Dopo gli anni d’oro di Dwight Howard, gli Orlando Magic non sono mai riusciti a superare quella sensazione di lavori in corso, anche se forse questa potrebbe essere la stagione buona per rilanciarsi sul serio almeno per la zona playoff. Per caricarsi, hanno lanciato la divisa Stars, che vuole celebrare il passato della franchigia della Florida e lo storico logo della squadra.

Discorso simile per i Washington Wizards che, anche se negli ultimi anni qualche risultato lo hanno portato a casa, non sono mai riusciti a imporsi come una della forze principali della Eastern Conference. Di certo, riusciranno a farsi amare in tutti gli States per la loro divisa Patriotic, maglia che celebra la bandiera americana, e che non ha bisogno di ulteriori descrizioni.