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More Than - Jaren Jackson Jr.

"Triple Threat"

More Than - Jaren Jackson Jr.
"Triple Threat"
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More Than - Jaren Jackson Jr. Triple Threat

Jaren
Jackson Jr.

"Triple Threat"

 

Jaren Jackson Jr. è abituato ad essere al centro delle attenzioni. Non solo è solitamente il più alto della stanza, anche se la stanza della quale stiamo parlando è uno spogliatoio NBA, ma la sua attitude e i suoi vestiti lo rendono ancora più visibile di quanto un ragazzo che supera i 210 centimetri potrebbe essere. Il lungo dei Memphis Grizzlies però ha imparato a non sentire i giudizi altrui e ad ascoltare solamente le sue passioni e le sue intuizioni. “Non mi ha mai davvero interessato cosa pensano gli altri, non mi ha mai interessato niente di tutto ciò e credo di essere arrivato così lontano nella mia vita perché ho sempre indossato i vestiti più strani e pazzi che esistono.” Arrivato in Italia, per la precisione a Firenze, in occasione del Pitti Uomo dove lancerà la sua prima collaborazione con il brand Mauna Kea, non abbiamo potuto perdere l’occasione di far diventare Jaren Jackson Jr. il terzo protagonista di More Than.

Mauna Kea è un marchio 100% Made In Italy che sin dal nome rivela la sua fascinazione per i luoghi esotici e tropicali, ora interpretati attraverso il gusto e lo stile del cestista statunitense. Una collaborazione inaspettata, che unisce i materiali e la qualità della tradizione italiana con l’hype della lega più attenta al mondo dall’aspetto della moda e dello stile, ma che secondo Jaren Jackson Jr. è stata estremamente naturale. “Ovviamente non avrei mai voluto collaborare con qualcuno se non avessi creduto che sarebbe stata una relazione sana e proficua o che non avrei potuto realizzare vestiti che volessi vedere o indossare. Ho un’ottima relazione con il brand costruita in questi anni e sono fortunato che siamo stati in grado di realizzare qualcosa che ho sempre voluto fare. Avere il mio nome su una maglia della quale ho seguito il processo creativo, conoscere la qualità dei materiali è un sogno che diventa realtà.”

Tutto è nato quando la sua stylist Toni Lowe - “la migliore stylist ad aver mai camminato su questa terra” come la definirà durante l’intervista - inserì in un suo look un corduroy biker jacket che conquistò Jaren Jackson Jr. “Era una bomba, era eccezionale. Realizzai anche che molti capi che vedevo in giro erano di Mauna Kea, solamente io non conoscevo ancora bene il brand e non ci facevo così tanto caso. Ora posso dire che lo conosco bene.” Da quell’incontro quasi casuale è nato un rapporto a distanza infine sfociato in questa capsule collection che riunisce alcuni dei capi con i quali Jackson Jr. è maggiormente in fissa, che uniscono un look sportswear a tinte e lavorazioni inusuali, con colorazioni a gradienti e pattern fluo che attraversano hoodie e balaclava.

“Ho detto alla mia stylist tutto quello che volevo. Io e lei collaboriamo ormai insieme da anni e sappiamo perfettamente quello che piace a me, ed in che modo esprimere la mia personalità attraverso la collezione. Quindi per molte cose non ho neanche dovuto seguire da vicino tutto il processo tanto ero sicuro che avrebbe ricalcato il mio gusto. Ci sono molti dettagli che sono attaccati, molti tessuti distressed… pantaloni a gamba larga, ecco su cosa mi sono fissato ultimamente. In sintesi questa collezione rappresenta ciò che mi piace e visto che credo di avere un ottimo gusto vorrei che le persone si vestissero seguendo ciò che a me piace. Mauna Kea ha fatto un grande lavoro nel seguire i miei input e non potrei essere più felice di così.”

Jackson Jr, o Triple J come si firma nei suoi progetti e sui suoi canali social, è uno dei giovani talenti NBA più attenti alla propria immagine personale, che cura nel minimo dettaglio. Non per rispondere però a codici già scritti ma per crearne di nuovi, sperimentando e innovando senza tener conto dei giudizi. “Non te ne deve importare di cosa le persone dicono di te, in ogni punto in ogni momento, perché alla fine alle persone piaceranno le cose che fai solo se piacciono anche a te, è così che funziona il mondo. La chiave è se a te piacciono le cose che fai, se ci tieni veramente. A quel punto anche se poi non dovessero piacere al resto del mondo non importa più, puoi dormire sereno la notte.”

Anche se i suoi Memphis Grizzlies in questa stagione si sono affermati come una delle squadre più in ascesa sulla scia dei salti oltre la stratosfera di Ja Morant e fermandosi ai playoff solo contro i Golden State Warriors, Jackson Jr. non si confronta troppo con i suoi giovani compagni di spogliatoio quando deve scegliere un outfit. “Non ascolto feedback su quello che indosso dal 2017, 2016 perché non contano. Puoi vestire quello che vuoi e loro possono dire quello che vogliono. Ho sempre indossato tutto sotto la luce del sole, senza mai preoccuparmi di niente. Ho indossato leopardato, zebrato, pantaloni corti, jeans stretti, pantaloni larghi, vestiti a righe, un sacco di catene, collari. Non riesco a pensare a qualcosa che devo ancora dimostrare di poter mettere, tutti sanno chi sono e questo aumenta il mio divertimento nel farlo.”

“Non te ne deve importare di cosa le persone dicono di te, in ogni punto in ogni momento, perché alla fine a loro piaceranno le cose che fai solo se piacciono anche a te, è così che funziona il mondo.”

A soli 22 anni Jaren Jackson Jr. ha già attraversato molte sfumature del suo stile, che si è definito e trasformato dai suoi primi giorni nella lega. “All’inizio vestivo sempre hoodies e shorts nonostante sia stato sempre interessato a vestirmi in modo differente, non ero ancora pronto sia finanziariamente che creativamente per comprare tutti questi vestiti. Una volta che ho avuto più soldi e prospettiva ho deciso che mi sarei vestito bene in ogni occasione, come se stessi recitando un personaggio ma rimanendo me stesso mentre posso tirarmela davanti a tutti gli altri. I vestiti parlano per te e tu puoi esprimerti attraverso essi. È qualcosa che mi piace molto.” Jackson Jr. tiene fede al vecchio detto secondo il quale l’abito fa il monaco, visto che quando deve spiegarmi il senso per il quale bisogna sempre vestirsi bene quando si arriva ad una partita NBA dice: “Look good, play good. Se sei vestito bene, ti sentirai meglio quando stai per scendere in campo. Non cambia molto dal punto di vista della performance, ma aggiunge molto al divertimento che tu stai avendo.”

Citando Deion Sanders, storico cornerback dei San Francisco 49ers e dei Dallas Cowboys, ci conferma quanto negli sport americani sia impossibile dividere prestazione in campo dallo stile fuori. Un connubio che sta diventando sempre più presente anche al di qua dell’Oceano e che per Jackson Jr. significa anche seguire le sue passioni oltre a quella evidente per il basket. Lo scorso Febbraio ha fatto uscire il suo album rap di debutto intitolato Suddenly, unendosi così alla lunga lista di atleti che si sono cimentati con un microfono in mano. “Rappare per me è un puro divertimento. È qualcosa che ho sempre fatto con i miei amici, mi sono anche costruito uno studio in casa così quando torno da una partita posso registrare una canzone prima di andare a dormire. Chiamo il mio ingegnere del suono, arriva qui e registriamo. Di solito ci vogliono dai 20 ai 30 minuti, ormai lo facciamo da molto tempo ed è abbastanza veloce come processo.”

Inoltre il lungo dei Memphis Grizzlies è da sempre appassionato di anime, inserendo tra i suoi preferiti Naruto, Death Note e One Piece, e ci dice che gli “piacerebbe collaborare con un sacco di anime studios, vorrei avere la mia action figure e un fumetto dedicato al mio personaggio” ma allo stesso tempo sa bene quanto tutto ciò richieda tempo. E per atleti costretti a destreggiarsi tra mille impegni, sportivi e personali, può sembrare davvero complicato ritagliarsi lo spazio per creare e seguire degli interessi che esulano dalla sfera lavorativa. Jackson invece non trova difficoltà nel gestire le sue passioni e i suoi progetti mentre la sua carriera in campo è in piena maturazione.

“Non ho difficoltà nel bilanciare tutti i miei interessi, ho una stylist che mi aiuta per i vestiti, li compra e io devo solamente preoccuparmi di metterli insieme e vedere cosa mi piace o cosa no, ma per la maggior parte fa un ottimo lavoro. Se avessi problemi di equilibrio, eliminerei qualcosa ma non faccio tutto contemporaneamente. A volte mi capita di registrare molto per una settimana e poi di passare mesi senza registrare nulla. Quindi dipende dai periodi” ammette. Quello che non interrompe mai è la curiosità verso l’ambiente che lo circonda, “trovo ispirazione in ogni cosa, non sono andato ancora molto in giro perché sono arrivato da poco ma sicuramente cercherò di interessarmi a tutto quello che ho intorno. Poi onestamente sono qui per la mia collezione e la mia piena concentrazione è su quella”. D’altronde come ci ha spiegato prima, se metti tutto te stesso nelle cose che ami non devi più preoccuparti di niente.

Talent: Jaren Jackson Jr.
Photographer: Lorenzo Serafini Boni
Stylist: Toni Lowe
Art Director: Alessandro Bigi
Video Editor: Lorenzo Serafini Boni/Leonardo Pedergnani
Production: nss factory
Words: Lorenzo Bottini