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La nuova maglia della Svezia è uno spot contro il razzismo

Prima di indossare il nuovo Home Kit, i calciatori svedesi hanno letto ad alta voce un patto sociale

La nuova maglia della Svezia è uno spot contro il razzismo Prima di indossare il nuovo Home Kit, i calciatori svedesi hanno letto ad alta voce un patto sociale

Tra le squadre per cui adidas ha appena realizzato il nuovo Home Kit in vista di Euro 2020, oltre a Spagna, Germania e Belgio, c'è anche la Svezia, che non ha ancora ottenuto la qualificazione e per cui il brand tedesco ha optato per una maglia abbastanza tradizionale legata ai colori giallo e blu della bandiera nazionale, per cui ha adoperato il template Condivo 20. Attraverso il profilo ufficiale Instagram la Nazionale scandinava ha presentato la nuova casacca con un video particolare, in cui tutti gli interpreti che la indosseranno hanno promesso di rispettare una sorta di decalogo che prevede il rispetto per gli avversari (ma anche degli arbitri e dei dirigenti), il rifiuto dell'odio e la volontà di includere nella propria squadra chiunque, a prescindere dal colore della pelle, dall'orientamento sessuale e dalla religione. Quasi un testamento obbligatorio per potersi ritenere meritevoli di poter indossare la maglia della Nazionale, ma anche un esplicito invito a tutti i tifosi di seguire attentamente questi dettami, troppo spesso dimenticati.

"Because our differences make the difference."

La selezione calcistica svedese è tra le più multietniche in Europa: ci sono calciatori tipicamente scandinavi ma anche neri (l'ex Palermo Robin Quaison e Alexander Isak) e di origini serbe, come il talento del Parma Dejan Kulusevski. Recentemente si è aggregato anche un italiano, sempre del Parma: Riccardo Gagliolo, svedese al 50% per via della nazionalità della madre. Nel 2018 un brutto episodio legato al razzismo aveva riguardato Jimmy Durmaz, il calciatore di origini assire che in occasione della gara dei Mondiali russi aveva causato il calcio punizione da cui poi aveva segnato la Germania, in seguito al quale era stato pesantemente offeso e minacciato sui social network e in difesa del quale si erano schierati tutti i compagni di squadra e anche i massimi vertici della Nazionale.