Tra Josè Mourinho e Antonio Conte non è mai corso buon sangue. Non sono persone compatibili: Antonio è schietto, lavoratore e capo popolo; Mourinho - nonostante le varie narrazione sulla sua persona - è celebrale, retorico, spocchioso, uno di quelle persone così intelligenti da spesso rimaner fregata da se stesso. La Premier League sembra essere troppo piccola per contenere entrambi gli ego dei due allenatori. Non si sono mai amati dal primo giorno, ma dall'inizio del 2018 c'è stata un escalation di violenza verbale tra i due che ha assunto lo status di dissing, come se si trattasse di due rapper che si insultano con le rime, loro usano le conferenze stampa. Qui vi offriamo un breve riassunto della vicenda.

Ad aprire le danze è stato l'architetto del stampa José Mourinho il 4 gennaio.

Se non mi comporto come un clow a bordocampo, non vuol dire che abbia perso la passione per il mio lavoro. [....] Preferisco comportarmi come ho sempre fatto, in maniera più matura, è meglio per me e per la squadra.

 

Il riferimento pungente sembrava indirizzata a Jurgen Kloop ma soprattutto ad Antonio Conte, che in Inghilterra ha spezzato lo stereotipo dell'aplomb dell'allenatore composto in panchina con esultanze e sbraitate. L'anno scorso era già capitato che il tecnico portoghese se la prendesse con Conte per l'eccessiva esultanza durante un Chelsea Manchester finito 4 a 0 per i Blues.

 

Antonio Conte non si è mai tirato indietro quando si trattava di entrare in scivolata o urlare in una conferenza stampa e come da copione ha risposto a Josè. Nella conferenza stampa del 5 gennaio Conte nel suo perfetto itanglish accompagnato da ampi gesti manuali, ha parlato così di Mourinho (in corsivo le parole pronunciate in italiano).

Penso che le persone debbano ricordarsi com'erano in passato, forse lui stava parlando di sé stesso qualche tempo fa. Forse, qualche volta, le persone si scordano quello che hanno detto e fatto in passato. [...] Qualche volta capita che un po'... non so il nome in inglese... Come si dice demenza senile? è molto difficile... Quando tu tu... dimentichi le cose che hai fatto.

Non esattamente il migliore dei complimenti per José, gli ha praticamente dato del rincoglionito. Ma a questo punto della storia José mette il suo sorriso migliore e va in scena come ai vecchi tempi in una conferenza stampa che magari non arriverà ai livelli stratosferici di "porqué" o "zeru tituli" ma esalta il suo talento da commediografo contemporaneo.

Guardate, non lo biasimo. Onestamente non è colpa sua. Penso che la stampa si debba scusare sia con me che con lui perché la domanda che gli è stata rivolta era completamente sbagliata. E per questo motivo la sua reazione è stata completamente fuori controllo. Ma non è colpa sua. [...]

Probabilmente il giornalista voleva dirlo ma non ha avuto il coraggio di farlo, quindi ha posto la domanda dicendo "Mourinho ha detto che ti comporti come un clown". Qundi non biasimo l'allenatore del Chelsea e capisco la sua reazione. [...]

L'unica cosa che voglio dire per chiudere questa storia è che sì, ho fatto degli errori a bordocampo in passato. Sì, ne farò di meno ma sicuramente capiterà di nuovo. Qullo che non mi è mai successo e mai mi succederà è essere sospeso per aver truccato delle partite. Non è mai successo e mai succederà.

Bam! La retorica mourinhana al suo massimo livello: per tutta la conferenza stampa non nomina mai il nome di Antonio Conte, se la prende con i giornalisti, perdona la reazione dell'allenatore del Chelsea e poi gli pianta un coltello di parole nel cuore. Maestro. Mi viene da pensare che avesse già predetto la reazione di Conte alla prima conferenza stampa e questa era solamente la naturale evoluzione.
La reazione di Conte è arrivata dopo il match di F.A. Cup contro il Norwich, e possiamo categorizzarla come quelli insulti prerissa che il contendente più grosso e coatto lancia al suo competitor: poca retorica, tanta cattiveria.

Penso che quando ci sono commenti di questo tipo, commenti con i quali vuoi offendere qualcuno senza conoscere la verità, significa che sei un piccolo uomo. Forse è stato un piccolo uomo in passato, un piccolo uomo nel presente, e forse lo sarà, un piccolo uomo, anche in futuro. Mi ricordo quando offese Ranieri per il suo inglese. Poi quando fu esonerato indossò la sua maglia . È un falso. [...]

Quando andremo a giocare all’Old Trafford e ci ritroveremo faccia a faccia. Io sono pronto, non so se lo è anche lui.

Mourinho - come da strategia a questo punto -  non ha risposto a Conte. Invece l'allenatore del Chelsea è tornato sulla questione ieri alla vigilia della sfida in Carabao Cup contro l'Arsenal, alzando ancora di più i toni rissosi del confronto.

Ha usato parole gravi che non dimenticherò [...] Ormai non è più un problema di rivalità sportiva, ma è un problema tra me e lui. E mi fermo qui

Alla domanda di un giornalista che chiedeva se si fosse pentito delle sue affermazioni, Conte piazza una risposta da maschio alpha.

Vi pare che abbia la faccia di una persona con rimorsi? Non penso proprio. Penso che entrambi ci siamo detti cose, e vedremo cosa succederà in futuro