
La Gen Z sta spendento per l’arte più di qualsiasi altra generazione Lo rivela un nuovo report di Arts Economics sul collezionismo globale
La Gen Z è la generazione che spende di più nel mercato dell’arte, lo dice il Survey of Global Collecting 2026 di Art Basel e UBS, un nuovo studio realizzato da Arts Economics e basato sulle abitudini di 3.100 collezionisti ad alto patrimonio in dieci mercati internazionali. Secondo il report, la fascia più giovane dei collezionisti high-net-worth sta incidendo in particolar modo sulle regole del collezionismo d'arte. Questo mentre il resto dei loro coetanei viene raccontato come una generazione che deve confrontarsi con la crisi economica, la cultura digitale e trend destinati a esaurirsi in breve tempo.
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Nel 2025, la spesa media della Gen Z per le opere d’arte ha raggiunto i 347.460 dollari, con una crescita del 19% rispetto all’anno precedente. La cifra è più che doppia rispetto a quella registrata da qualsiasi altra generazione analizzata e il trend è proseguito anche nella prima metà del 2026. Il dato acquista ancora più rilevanza se si considera che, nello stesso campione, la spesa media complessiva per le belle arti è salita a 124.265 dollari nel 2025, con un incremento del 13% su base annua.
A differenza dell’immaginario legato al lusso ostentato e alla condivisione sui social, l’interesse per l’arte non passa dalla visibilità pubblica: la Gen Z si dimostra la generazione più riservata quando si tratta delle proprie collezioni, con il 39% di questa fascia d'età che limita l’accesso fisico alle opere alla cerchia di familiari e amici più stretti, mentre il 36% mantiene privati i contenuti online relativi alla propria collezione. Il 42%, inoltre, preferisce condividere informazioni in gruppi chiusi o su invito.
Il report rivela anche informazioni interessanti riguardo l’approccio all’acquisto dei giovani collezionisti. L’80% degli acquirenti Gen Z svolge ricerche approfondite prima di comprare, contro il 72% del campione complessivo, e utilizzano sia i social che l'intelligenza artificiale per scoprire nuovi artisti e opere. Per il 40% dei collezionisti Gen Z, poi, l’influenza della famiglia è stata determinante, con quasi il 90% che conserva le opere ereditate.
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La Gen Z investe in più categorie rispetto agli altri collezionisti: dalle belle arti alla gioielleria, passando per design e altri oggetti da collezione, mantenendo un interesse significativo anche per pittura e scultura. Un dato che conferma come, anche se le arti digitali stanno diventando sempre più presenti sul mercato, le opere fisiche e storiche continuano a rappresentare il patrimonio più rilevante anche per la Gen Z, oggi la principale protagonista nel mondo dell'arte.