
La SS27 di Miu Miu è qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio e qualcosa di sportivo Con apparizioni speciali di Olivia Colman, Gigi Hadid, Emma Corrin, Noah Jupe e tanti altri

C’è qualcosa in Miu Miu che lo rende apprezzabile anche da un pubblico generalista, quello che di moda non sa pressoché niente. Sarà che, per questa SS27, il secondo brand di Miuccia Prada ha scelto di concentrarsi sul guardaroba quotidiano: jeans, scarpe da ginnastica e un immaginario fatto di donne in carriera on the run, tra l’ufficio, la palestra, la libreria, il vernissage serale e il cambio di stagione. Forse per la prima volta, tutti i codici di Miu Miu – quelli sviluppati negli ultimi cinque anni e quelli pluridecennari volutamente messy – si ritrovano nella stessa collezione. Un melting pot che racconta perfettamente cosa rappresenta oggi il brand, ma soprattutto a chi vuole parlare.
La sensazione è quella di osservare più guardaroba sovrapposti, come se una stessa persona si fosse vestita attraversando nel giro di poche ore contesti completamente diversi. Il punto di partenza è spesso ordinario: blazer principe di Galles, maglioncini con scollo a V, camicie, jeans, gonne plissettate e pantaloni da tuta. Così il completo da ufficio finisce sopra un top minuscolo, la giacca sartoriale incontra una gonna scozzese da liceale britannica, mentre i pantaloncini da running vengono indossati con décolleté, borse strutturate e piccoli top ricoperti di cristalli.
È probabilmente qui che ritorna quell’ugly chic che Miuccia Prada ha costruito ben prima che Miu Miu diventasse sinonimo di microgonne e ballerine. C’è qualcosa di volutamente démodé nei blazer marroni, nelle fantasie geometriche, negli occhiali dalle montature importanti e nelle gonne al ginocchio, un’estetica da librarian chic che sembra recuperare una certa idea di femminilità borghese per interromperla di continuo. Un immaginario di lusso un po’ sfacciato e dalla vena retrò, che qui viene fatto convivere con scarpe consumate, shorts da palestra e capi che sembrano già appartenere alla vita di qualcuno.
A volte basta una New Balance, parte di una nuova collab del brand, sotto una gonna plissettata, altre volte un paio di Wrangler, sempre una collab, decorati da lacci e corde che ne spezzano l’aspetto classico. All’estremità opposta ci sono i babydoll, i top minuscoli e gli elementi più apertamente decorativi. Cristalli, ricami e applicazioni vengono utilizzati quasi come frammenti, spostati dai territori in cui ci aspetteremmo di trovarli e applicati a forme molto più quotidiane. Un corpetto gioiello finisce sopra una maglia tecnica da running, una bordatura preziosa trasforma un top sportivo, mentre fiocchi di seta vengono isolati dal resto dell’abito fino a diventare praticamente un capo a sé.
@nssmagazine Olivia Colman on the Miu Miu runway #oliviacolman #miumiu #tiktokfashion audio originale - nss magazine
Però, se tutto è retrò, cosa impedisce al consumatore di ripescare il principe di Galles dal guardaroba dei nonni o una borsa pitonata nel vintage shop sotto casa? E se il punto è far convivere l’intellettuale con lo sportswear, perché farlo necessariamente attraverso Miu Miu invece che rivolgersi direttamente a un brand sportivo? A prima vista, la SS27 sembra la perfetta apoteosi della filosofia estetica di Miuccia Prada, ma anche un terreno fertilissimo per migliaia di TikTok costruiti replicando i look con ciò che si ha già nell’armadio. È una testimonianza potentissima dell’influenza del brand, forse meno rassicurante dal punto di vista commerciale. Per capire se questa impressione reggerà bisognerà aspettare ancora un po’; nel frattempo, una cosa sembra già abbastanza chiara: la prossima estate sarà quella delle gonne midi indossate con le dad shoes.